
Proibito
Sputò a terra. «Che schifo Atlantic City».
«E perché? È un bel luogo dove vivere».
«Finiscila, Giovanni. Tutto puzza, ci sono locali squallidi e si respira un’aria… mefitica».
«Quanto fai il drammatico! Pensa a quanti soldi guadagneremo». Gli occhi gli brillarono.
Era vero: sorvegliavano un furgone carico di botti.
Pietro diede una pacca alla fiancata del furgone. «Whisky. Quanti saranno a contenderselo? Meno male che il nostro capo ha indetto un’asta. Vedrai che dollaroni faremo» rise.
«Hai ragione. Sai, dopo magari mi faccio una bevuta pure io».
«Vedi che pure tu sei nell’ordine di idee di fare festa?» gli si rivolse.
Ma era lui a fare più festa, a dire il vero.
Rimasero immobili, soprattutto perché era arrivato il capo.
«Ehi, boss» lo accolse Pietro.
«Tenete gli occhi aperti che gli sbirri sono dappertutto».
«Agli ordini».
Giovanni invece rimase zitto.
Il capo andò via.
Giovanni alla fine ridacchiò come uno scimmiotto. «Noi qui al freddo e lui che si scalda con alcol e ragazze».
«Che vuoi che ti dica! È lui che comanda, mica noi, quindi dobbiamo fare come dice». Si riscaldò le mani dopo aver messo a tracolla l’M1928. «Poi vedrai che avremo il nostro momento per rilassarci come si deve».
«Ho un’idea migliore» gli sorrise.
«Sì?». Pietro rimase perplesso al vederlo sorridere a quel modo.
Giovanni gli abbatté il calcio dell’M1928 in faccia.
Adesso che aveva concluso la parte più violenta – o quasi – Giovanni salì a bordo del furgone, avviò il motore e fece retromarcia. Con le ruote investì Pietro, ma non se ne curò più di tanto: si mise a ridere.
Uscito dal vicolo, si infilò nella carreggiata e diede gas. Era tutto a posto, canticchiò un’aria che aveva udito a New York.
All’improvviso ci furono delle urla, qualcuno sparò delle raffiche, Giovanni accelerò, prese una curva che quasi aveva paura di far cadere il carico ma ormai era in salvo.
Raggiunse un capannone dove c’era un tipo con la kippah.
«Giovanni, bravo ragazzo, mi hai portato il whisky di Montréal».
«Dovere, papà Ezechiele». A dire il vero aveva fatto tante cose proibite.
«Vieni di là che i miei ti danno la ricompensa».
«Grazie di cuore».
Gli uomini di papà Ezechiele lo condussero in un cantiere abbandonato, ma la forma era lì, pronta a essere riempita di cemento e Giovanni se ne accorse. «Lupara bianca».
Gli ebrei risero.
Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Narrativa
Ho identificato il periodo storico, ma ammetto la mia ignoranza per quanto riguarda la logica della chiusa. La mafia ebraica era in competizione con quella italoamericana?
Per rispondere alla tua domanda, sono andato a fantasia ma devo supporre che le varie mafie fossero i competizione da sempre e non si alleassero come fanno oggi tipo la ‘ndrangheta con i narcos colombiani. Grazie del commento!
Bel gangster-librick 🙂 grazie
Grazie a te semmai per il complimento. Amo le storie di gangster anche se non riesco a dargli la necessaria attenzione, ma all’inizio dell’anno prossimo comincio una serie per Edizioni Open di questo genere
Bella l’ambientazione (proibizionismo?) e soprattutto il finale a sorpresa!
Esatto, siamo nel periodo del proibizionismo. Grazie per essere passata!
Chi di mano ferisce di mano perisce. Bella l’ambientazione da gangster. Siamo durante il proibizionismo?
Sì, esatto, siamo durante il proibizionismo. Grazie del commento!