Psyche’

“io sono il vento che scompiglia i rami e sussurra tra le fronde..”

Un botto improvviso fa cadere la penna dalle mie mani, la luce filtra dall’unica piccola finestra. Illuminando i muri grigi e le botti scure. Contenitori vuoti e spezzati. 

La mia furia ha nuovamente colpito distruggendo tutto tranne me stesso. 

Mi sono rintanato qui sotto per non uccidere, nuovamente. Lanciando accuse e parole silenziose che stilettano il cuore e frantumano l’anima. Creando un bellissimo cortocircuito sul suo viso scuro mentre urla e crepita come il fuoco, gesticolando convulsamente. Come se mi importasse.

Illusa!

Mi sono allontanato a grandi falcate dal caos che crea. E finalmente se ne è andata. Devo festeggiare. Salgo le scale e arrivato in cucina spalanco lo sportello del frigorifero. I miei succhi di uva sono ben allineati, divisi per annata e cantina. Il mio eden! 

Afferro il nettare degli dei e prendo un calice di cristallo. Nuovamente ho compiuto la mia missione. Annegherò il ricordo della donna urlante e poserò una rosa sulla sua tomba. Un avventuriera dalla pelle di ebano, cittadina del mondo e marcia nell’animo. Senza radici e cultura, rinnegata dai suoi stessi genitori ed adottata da un uomo straniero in patria che la ha resa sposa e madre. I nostri duelli sono un appuntamento immancabile e settimanale a cui seguono  interludi di nenie in strane lingue e goffi tentativi di cucina nostrana. Convinta di manovrare e scoperchiare il mio vaso a suo piacimento.

Illusa!

Sono vivo grazie ad Atena, ho il dono delle arti come Era e musicali come Apollo. 

Sono bellissimo come Afrodite.

 Il mio nome era Pandora, la prima donna mortale voluta dal padre degli dei per vendetta. Sono la reincarnazione della perdizione umana, il vaso donatomi da Zeus la mia arma!

Mi approprio da sempre di corpi umani viventi per creare scompiglio: malattie, pazzia, vizi e molto altro ancora.

  Masashi Kishimoto ha addirittura rappresentato la mia storia nel suo libro, “samurai 8: la leggenda di hachimarau”. 

La mia ultima adepta mi sta facendo divertire non poco con le sue manie e lamentele. Sempre a borbottare per una piccola pandemia che ho creato per divertirmi un po’. 

Lei, versione femminile di Giuda che ha ucciso e coinvolto intere popolazioni pretende di fare la morale al sottoscritto per un po’ di morti e terapie intensive.

Illusa!

Ha provato a sedurmi per poi a suo parere annientarmi, a mani nude. È proprio divertente! Verso il vino sorridendo mentre accendo la radio per celebrare la mia vittoria. 

Un botto improvviso squarcia il radiogiornale, scaravento il calice verso il quadro davanti a me, “Giuditta e la sua ancella” e mentre i vetri schizzano ovunque mi rintano nei miei inferi. 

È solo l’inizio!

#furore

Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Ho letto nei commenti sotto che questo racconto è inteso come un esperimento letterario. Mi ha coinvolta parecchio, il “furore”, la “rabbia”, è un filo invisibile che ha legato ogni parola. Amo che il/la protagonista sia certo della vittoria

  2. Ciao Faby, grazie per aver partecipato a LAB con questo racconto, molto intenso e interessante.
    Mi sono piaciuti molto i rimandi alle religioni. ben amalgamanti con l’argomento di questo mese.
    Brava