Qualche giorno dopo
Serie: IL GIUDICE (L'inganno dell'evidenza)
- Episodio 1: Giada
- Episodio 2: Andrea
- Episodio 3: Mattia
- Episodio 4: L’orfanotrofio
- Episodio 5: L’infanzia di Andrea
- Episodio 6: Chiara
- Episodio 7: Fabio
- Episodio 8: Vanni
- Episodio 9: La malagiustizia
- Episodio 10: San Marino
- Episodio 1: Vicolo Blatta
- Episodio 2: La testimonianza
- Episodio 3: Bejan
- Episodio 4: La fenice d’oro
- Episodio 5: La competenza territoriale
- Episodio 6: Il gatto
- Episodio 7: Il temporale
- Episodio 8: L’INCUBO
- Episodio 9: Aspettando il lunedì
- Episodio 10: L’avvocato del diavolo
- Episodio 1: Visita al padre
- Episodio 2: Una serata da quindicenni
- Episodio 3: Qualche giorno dopo
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
Era dal mattino che Giorgio ogni tanto alzava lo sguardo e fissava Mattia. Non lo aveva mai visto così silenzioso. Non si trattenne più.
«Si può sapere che hai?»
«Niente. Perché?»
«Non hai detto una sola parola da stamattina e mi manca la grazia delle tue osservazioni.»
«Ah, e va bene. Pensavo a quello che ha detto mio padre qualche giorno fa.»
«Pensi ancora al fatto che voleva proteggere Andrea?»
«No, questo è comprensibile. È affezionato a quel ragazzo e poi, anche prima che testimoniasse, si capiva che non c’entrava niente con l’omicidio di Rovelli. È per l’inchiesta di Vicolo Blatta… ha detto che devo lasciar perdere questa storia perché dietro c’è qualcuno molto potente che potrebbe distruggermi… ma poi con un tono che mi ha fatto paura… come se avesse voluto dire che stavo rischiando la vita.»
«No, dai. Che ci fosse sotto qualcosa di poco pulito, all’epoca, l’avevano capito tutti, ma non che chi tocca muore. Poi, se è così, sono in pericolo anch’io.»
«No, ho avuto la sensazione che l’avvertimento fosse rivolto solo a me.»
«Ma non ha senso. L’inchiesta si è appena riaperta. Perché dovrebbero avercela proprio con te?»
«Forse ha qualche sospetto su qualcuno a cui ho già pestato i piedi in passato.»
«Può darsi, magari all’epoca avrà sentito qualche ipotesi fantasiosa, però non è detto sia la verità. Tu hai idea di chi potrebbe essere questo tizio?»
Mattia sospirò e scosse la testa.
«Per niente… vabbè, cambiamo discorso. Pensavo di guardare i casi di cronaca di Bologna e provincia dei primi anni del 2000: soprattutto piccola delinquenza giovanile.»
«Pensi che qualcuno abbia fatto carriera?»
«Sì, ma voglio anche trovare analogie tra Vicolo Blatta e altri casi.»
«Ok, facciamoci portare i fascicoli.»
«Ma quali fascicoli. Per adesso facciamo una ricerca su internet: articoli di giornali e roba varia… Allora, questi rapinarono una gioielleria, li arrestarono e avevano più di cinquant’anni; da quello che disse Gioberti, quei tre sembravano molto giovani. Questi altri appartenevano alla malavita organizzata e quindi erano già “graduati”, e poi…»
«Che guardi? Ti sei incantato?»
«Aspetta.»
«Cambia pagina. Vai avanti. Non vedi che parla di uno che si fece travolgere da un treno ad alta velocità? Il macchinista disse che era già disteso sui binari quando lo vide.»
«Ho letto, ma siamo sicuri che non fosse stato messo quando era già morto o tramortito?»
«Senti, tutto può essere. Però sai quanta gente si ammazza ogni giorno. Si era lasciato con la fidanzata, andò in depressione, perse il lavoro e alla fine non usciva quasi più di casa e dormiva tutta la giornata. Furono proprio i suoi genitori a dirlo. Non ci fu neanche bisogno di indagare più di tanto. Insomma, si uccise per una delusione d’amore.»
«La solita cazzata che in un suicidio ci sta come il cacio sui maccheroni. E se invece la rottura con quella ragazza non fosse la causa, ma l’effetto di qualcos’altro? Qui si parla di un ragazzo: Luca Morri, ma la foto dov’è? Ah, eccola…»
Non finì la frase e restò a bocca aperta.
«Che è successo adesso?»
«Guardalo. È giovanissimo.»
«In quest’articolo non c’è scritto, ma mi pare avesse diciott’anni.»
«Voglio saperne di più. Ho una sensazione…»
«Un’altra? Quale?»
«Non so dire di preciso, ma voglio interrogare la sua ex.»
«E su quali indizi la convochi? Sulle tue sensazioni?»
«Non ho detto che ci voglio parlare qui. Troverò un altro modo.»
«Tu stai impazzendo dietro questa maledetta storia.»
«Questo è sicuro.»
«È per Giada che fai tutto questo? Vero?»
«Lei non c’entra niente. Risolta questa storia lascio l’Italia. Sono stanco di questo supplizio di Tantalo.»
«Ma cosa stai dicendo?… Oh! Perché non rispondi? Fa’ un po’ come ti pare. A me non hai detto niente.»
Mattia restò in silenzio, spense il pc e uscì.
Sulla porta incrociò Chiara. Giorgio la salutò e le sorrise.
«Ciao, Chiara. È da qualche giorno che non ti vedo, come—»
«Parlate dopo voi due. Chiara, proprio te cercavo. Seguimi.»
«Subito, commissario.»
Sei proprio una carogna egoista. Siccome non ti interessa né l’amore né l’amicizia, pure gli altri devono adeguarsi a te. Guarda che ho sentito: prima fai innamorare Giada e poi te ne vuoi andare a fanculo all’estero. Le dirò tutto!
L’uomo quasi correva e Chiara faceva fatica a stargli dietro.
Pure quando cammina pensa solo per sé. Lampione maledetto!
Lui si fermò e si voltò di scatto.
«Che c’è? Perché hai il fiatone? Non stai bene?»
«No, sto benissimo… è che… non importa.»
«Sei proprio una lumaca. Andiamo a fare pausa pranzo al bar di fronte alla stazione.»
Durante il percorso non dissero una sola parola. Arrivati, Chiara andò a sedersi nel locale. Il commissario entrò dopo, aveva un pacchetto tra le mani. Lo poggiò sul tavolo, poi prese dalla tasca della giacca un biglietto e lo porse alla donna.
«Qui ci sono i dati di un ragazzo che si è ucciso agli inizi del 2009. Fai una ricerca. Voglio sapere chi era la sua ex fidanzata e oggi cosa fa e dov’è…»
E per dirmi cose che faccio tutti i giorni mi fai mangiare un panino condito con la tua faccia?
«Lo so, Chiara, ti stai chiedendo che senso abbia venire fin qua per una comunicazione di lavoro, ma è una mia iniziativa e nessuno, tranne me, te e Giorgio, deve saperlo… poi devi farmi un favore: vorrei che tu stessi più vicina a Giada. È troppo sola in questo periodo e voi siete amiche, giusto?»
«Sì, molto, commissario.»
«Ok, in questa scatola ci sono due cellulari provvisti di SIM: uno è per te e l’altro è per Giada. È tutto nuovo.»
«Ma a chi so—»
«Non preoccuparti. Non cercare dove sono stati comprati e a chi sono intestati. Tu sai come comportarti, ma Giada forse no. Quindi dille di non usarlo mai dal posto di lavoro e da casa sua. Vi servirà per darvi appuntamento o per brevi comunicazioni, le telefonate lunghe devono essere un’eccezione. Sono stato chiaro?»
«Chiarissimo.»
«Allora possiamo andare. Ah, dimenticavo: ci sono anche delle caramelle per il tuo bambino.»
Gesù, ti prego, tieni fermo tutto.
Nel pomeriggio Chiara aveva già completato la sua ricerca e comunicò i risultati a Mattia.
«Commissario, in questa cartella c’è tutto quello che mi ha richiesto. Le anticipo che quella ragazza si chiama Linda Biondi, oggi ha quarantatré anni e lavora in una comunità per il recupero di tossicodipendenti.»
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