Quando le macchine ci tolsero il lavoro

Mio nonno lavorava nei campi, so che raccontato ad uno della tua età possa sembrare folle, ma una volta anche in Occidente molti passavano le loro vite con la schiena curva sul campo. Era una vita dura, questo è vero, però lui era felice di quello che faceva. La soddisfazione di poter vendere il frutto della terra che avevi coltivato era immensa, nonostante le mille difficoltà. 

Quando era piccolo come te, mio nonno faceva fatica a trovare cibo in tavola per tutti e tre i pasti della giornata, solo nei giorni di festa, e nemmeno in tutti, era così. Ma quando le tue gambe non ti fanno male e hai voglia di spaccare il mondo non ti interessa. Imparò il mestiere dal padre di suo padre, che a forza di urlacci riuscì ad inculcargli quelle nozioni necessarie a prendersi cura della natura. 

Gli anni passarono in fretta e, nel mezzo della gioventù, trovò una donna che decise di sposare: le cose erano più semplici una volta. Non si facevano tante giravolte, ci si parlava e si decideva il proprio futuro, in accordo con la famiglia. Erano arrivate le macchine nei campi e ora per svolgere il lavoro di cento bastava un trattore e un uomo che lo comandasse. Per nostra fortuna mio nonno era stato abbastanza intelligente da acquistare un pezzo di terra per lui e così riuscì ad andare avanti anche meglio di prima. 

Poi arrivò il turno di mio padre, per lui la situazione era diversa. Pensare di tirare a campare arando i campi era decisamente complesso, ormai la città aveva inglobato il nostro terreno e si respirava aria di posto fisso e ufficio. Chi si sarebbe voluto spezzare la schiena piuttosto che passare ore al caldo d’inverno e al fresco d’estate? Così mio nonno lo costrinse a studiare il più possibile, all’epoca trovare lavoro non era affatto difficile. 

Certo, mio padre aveva perso il contatto con la Natura, ma aveva imparato tante di quelle cose complicate che tutti lo volevano nella loro azienda. Ma il mondo correva in fretta e quell’idillio non era destinato a durare per sempre. Nonostante per lui andasse bene per tanti non era così. 

Intanto la tecnologia correva veloce e alcuni ragazzi dall’altra parte dell’Oceano rivoluzionavano il mondo dei computer rendendoli sempre più alla portata di tutti e sempre più semplici da usare. Pensa che all’inizio occupavano una stanza come questa, oggi li hai al polso.

Sembrava un’onda pronta a spazzare via tutto ma non fu così, certo, molte cose cambiarono e molti dovettero adeguarsi. Il mondo pareva destinato a viaggiare verso un progresso che avrebbe creato un solco enorme con il passato. 

Eppure molte parti del mondo parevano ancora vivere in un’epoca remota, lontana, che noi non potevamo comprendere. Si diceva che nascere in questa parte di Terra fosse la cosa migliore. 

Io sono cresciuto quando i computer erano ormai della dimensione di un palmo di mano e si potevano controllare con un dito. Tutto pareva un gioco, tutto pareva semplice. Eppure per trovare lavoro bisognava essere sempre più pronti, sempre più preparati, ogni giorno era più difficile. 

Ho faticato parecchio prima di trovare un posto, avevo studiato tanto ed ero pronto a fare la differenza, o almeno credevo. Le cose peggiorarono piano piano, senza che nessuno potesse rendersene conto. 

Le Intelligenze Artificiali vennero create per aiutare a lavorare meglio, ma imparavano più in fretta di quanto potessero fare cento persone insieme. All’inizio solo i lavori più semplici furono sostituiti dalle macchine, poi arrivarono anche a quelli più complessi.

In poco più di due decadi nessuno aveva più un lavoro che non potesse essere svolto da uno strumento nato per aiutarci. Dicevano che era per il nostro bene, che avremmo vissuto una vita migliore senza l’ansia di lavorare. Che il mondo sarebbe stato un posto migliore, eppure…

Dove ero arrivato? Oh sì, giusto, è l’ora delle pillole.

Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Molto bello questo racconto e soprattutto mi è piaciuta la sensazione che lo scrittore si rivolgesse a me direttamente, che tra l’altro sono abbastanza grande da aver visto ciò che mi viene raccontato. Interessante quadro di un’Italia cambiata moltissimo negli ultimi decenni

  2. La tecnologia salva e distrugge. Come “l’anziano” protagonista della storia (anch’io prendo le pillole ogni mattina) ho potuto vivere molti dei cambiamenti che hai descritto. Il problema dell’essere umano è che tende ad essere pigro e manca empatia verso i propri simili: quella che doveva essere una scoperta in grado di portare benessere è divenuta la bomba per eccellenza. Non so quale futuro ci aspetti, ma anch’io auspico, seppur mediato, un ritorno alla Natura.