
Quasi Natale
Serie: Lascia che passi la notte
- Episodio 1: La paura del ritorno
- Episodio 2: Ann
- Episodio 3: Via di fuga
- Episodio 4: Quasi Natale
- Episodio 5: Lasciare andare
- Episodio 6: Incompresa
- Episodio 7: La bussola per tornare a casa
- Episodio 8: Il tempo adatto per un addio
- Episodio 9: Milano-Bruxelles
- Episodio 10: Stereotipi
- Episodio 1: Allusioni e fastidi
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Dicembre 2021
Con l’avvicinarsi delle festività natalizie, il ritmo di lavoro alla Mirai diventava più leggero. Oltre a numeri, strategie aziendali e lanci di nuovi prodotti, si parlava di aperitivi, regali da fare ai figli e ai famigliari, panettoni e pandori e l’immancabile cena di Natale offerta dalla dirigenza. Quello era l’evento clou dell’anno, dove si faceva a gara per fare colpo sui superiori, si flirtava in modo più o meno evidente e il vino e i pettegolezzi andavano di pari passo. Alla cena di Natale, che in linea di massima si teneva una decina di giorni prima del 25 dicembre, poteva capitare di tutto, anche che scoppiassero risse, come era accaduto un anno per una battuta un po’ troppo spinta alla moglie di un caporeparto. Il risultato era stato un naso rotto ed una denuncia che qualcuno aveva poi suggerito di non fare. Il dipendente troppo spiritoso era stato spostato in un’altra sede all’inizio dell’anno nuovo e la storia era finita tra gli aneddoti coloriti da raccontare ai nuovi assunti, aggiungendo sempre qualche particolare in più. In un’altra occasione c’era stata la proposta di matrimonio ad Alessandra, del reparto contabilità, condita di lacrime, applausi e video. Una delle scene più imbarazzanti a cui Annalisa avesse assistito, ma che per molti, compreso Sebastiano, era stato un momento di puro romanticismo, degno della migliore commedia sentimentale. Quando, mesi dopo, Sebastiano le aveva chiesto in ginocchio di diventare sua moglie, si era chiesta quanto di quell’episodio stucchevole non avesse influito sul suo fidanzato. Almeno aveva evitato gli oooooh e i fischi del pubblico scegliendo un luogo appartato e il rumore del mare come unica compagnia. Quella sì che avrebbe potuto essere una scena da film, se solo ci fosse stato un altro in ginocchio davanti a lei.
“Sei bellissima stasera.”
Annalisa incrociò lo sguardo adorante del marito attraverso lo specchio e gli chiese di aiutarla con il vestito, liquidando il complimento con l’accenno di un sorriso.
“Mi spiace che non verrai”. Non sapeva quanto la sua voce risultasse credibile, ma lui non sembrò farci caso.
“Un po’ anche a me. Alla fine queste cene riservano sempre qualche colpo di scena. Ti ricordi l’anno scorso quando Bellotti si è messo a fare un medley delle canzoni di Ligabue per far colpo su Giuliana?”
“Oh come dimenticarlo?” replicò Annalisa mentre indossava gli orecchini. “L’unico motivo che ha reso divertente lo spettacolo è stato la faccia di Giuliana quando ha sentito spacciare Vita spericolata e Albachiara per canzoni del Liga.”
Sebastiano ridacchiò al ricordo, poi aggiunse: “Però quest’anno Vale ha la febbre e ha bisogno che almeno uno di noi due rimanga a casa”. Le chiuse la cerniera dell’abito e ne approfittò per posarle un bacio sul collo. “Prometti che terrai lontani i tuoi colleghi cascamorti?”
“Non lascerò avvicinare nessuno”. Non che fosse difficile, non sarebbe andata a letto con nessuno di loro neppure se l’avessero ricoperta d’oro. In realtà non aveva tutta questa voglia di partecipare alla cena, era solo un’occasione per uscire da sola, per respirare un po’di libertà.
Si affacciò alla cameretta di Valentino, più per senso del dovere che per preoccupazione. Era solo febbre, nulla che un papà premuroso e della Tachipirina non potessero curare. Sebastiano le arrivò dietro, cingendola con delicatezza. In certi momenti, sembrava quasi che toccasse una bambola fragilissima e preziosa temendo di romperla. O, semplicemente, che avesse paura di essere respinto. A volte, Annalisa si chiedeva se non gli avesse fatto un torto ad accettare di sposarlo. Girò il viso per dargli un bacio veloce, per poi scivolare via dalle sue braccia.
“Vado, non vorrei correre il rischio di non trovare parcheggio. Per qualsiasi cosa chiamami”. A malapena sentì la risposta. Le bastò uscire dal portone ed essere accolta dall’aria fredda della sera per sentirsi sollevata. C’erano dei momenti, ovviamente, che riusciva a stare bene con la sua famiglia, in cui razionalmente pensava di aver fatto la scelta giusta e quasi dava ragione a sua madre. Lei stravedeva per quel genero che non sbagliava mai, era sempre misurato, sorridente e disponibile. Era stata fortunata Anna, tutto sommato più di quello che meritava.
Quella sera, invece, non avrebbe voluto essere né madre né moglie e non per divertirsi a quella stupida cena aziendale.
Le capitava di guardare Sebastiano e Valentino ridere e giocare insieme e di sentirsi nel posto sbagliato, il dettaglio che rovinava una foto altrimenti perfetta. Con Alex erano troppo giovani per immaginarsi genitori, ma qualche volta ne avevano parlato, ci avevano scherzato su. Lui sarebbe stato un buon padre? Più di Sebastiano sembrava difficile. Probabilmente lei sarebbe stata una mamma diversa, questo sì. Valentino era ancora piccolo, ma era certa che già percepisse qualcosa di diverso, di mancante nell’amore di sua madre. Lei non lo aveva desiderato. Aveva acconsentito al desiderio di paternità di suo marito per senso di colpa, perché non sapeva cosa farsene di tutto quell’amore che lui le dava, quello che l’aveva salvata ma che, al contempo, la soffocava. Quando aveva visto comparire la doppia linea rosa sul test di gravidanza, il sangue per un attimo si era fermato nelle vene, mentre Sebastiano era scoppiato a piangere e a ridere insieme. Quella stessa notte, mentre lui dormiva sereno, altre lacrime erano scese, ma non avevano nulla a che fare con la gioia. Si era sentita in trappola, una sensazione che aveva provato molte altre volte pensando alla sua relazione. Quando Valentino era nato, era scivolata nell’apatia, in quella che i medici e sua madre avevano definito depressione post-partum. Le mancava il lavoro, aveva bisogno di tornare ai suoi impegni, questa era stata la spiegazione di Sebastiano. Lui trovava sempre una buona motivazione a tutto. Annalisa non aveva spiegato neanche alla psicologa cosa provava, non avrebbe potuto aiutarla. Era meglio prendere per buone le scuse degli altri, calandosi sempre più in una parte che non era la sua.
Annalisa tornò al presente e si rese conto di star guidando nella direzione opposta al quartiere degli affari, dove aveva sede l’albergo della festa aziendale. Sussultò quando si rese conto di dove si trovava, ma non riuscì a invertire la marcia. Si fermò sotto un lampione e impiegò qualche istante per decidere di scendere. Non era la serata giusta per farsi sommergere dai ricordi, ma quelli non chiedevano il permesso, arrivavano e pretendevano attenzioni. Così cedette, aprì la portiera e si avviò verso il ponte. Da qualche parte arrivò la voce di Alex. La stava prendendo in giro? Lui e il romanticismo andavano su due binari diversi, ma per lei era stato disposto a fare qualche strappo. Il rumore del fiume inghiottiva il ticchettio dei tacchi e il suono del suo respiro. Incrociò un uomo con un cane e due ragazzini che ridevano tenendosi per mano. Evitò di guardargli, avrebbe ritrovato in loro due fantasmi. Il lampione con i lucchetti era sempre lì, testimone di relazioni che, forse, erano già finite da tempo. Il per sempre non esiste per niente e per nessuno.
Non cercò il loro lucchetto, si stava già facendo abbastanza del male. Si avvicinò al parapetto e guardò giù. Intuì l’acqua scorrere molti metri sotto di lei, il riflesso di poche luci e tanto buio.
Fece un respiro profondo e, come non le succedeva da tanto, una lacrima spuntò fuori a tradimento.
Serie: Lascia che passi la notte
- Episodio 1: La paura del ritorno
- Episodio 2: Ann
- Episodio 3: Via di fuga
- Episodio 4: Quasi Natale
- Episodio 5: Lasciare andare
- Episodio 6: Incompresa
- Episodio 7: La bussola per tornare a casa
- Episodio 8: Il tempo adatto per un addio
- Episodio 9: Milano-Bruxelles
- Episodio 10: Stereotipi
Questo episodio mi ha colpito in modo particolare. Mi piace l’ intensità e l’ autenticità che emerge da questa figura femminile, nella sua complessitá, nelle sue lotte interiori, nel suo bisogno di sentirsi libera. Ha tutta la mia comprensione.
Annalisa non è un personaggio facile da amare, ma sono contenta che non venga semplicemente etichettata come una madre egoista o una donna insensibile, c’è molto di più in lei.
Grazie Maria Luisa!
Ciao Melania! Io sarò pur crudele con i miei personaggi, ma anche tu non scherzi🤣 Questo capitolo ha praticamente distrutto un’intera famiglia: figlio non voluto, marito non voluto e cornificato, moglie fedifraga, impantanata in un matrimonio frustrante per colpa di una sveviana (da Svevo non SvevA😄) inettitudine… Scherzi a parte, lo scavo nei sentimenti di Annalisa è notevole👏🏻
Così mi fai sentire in colpa😂
Grazie come sempre Nicholas!
Annalisa è un personaggio che definirei “cattivo” ma non lo è. È una donna intrappolata nel suo passato con delle scelte che non le fanno vivere il presente. L’hai scritta molto bene.
Proprio così Giuseppe. Grazie per la lettura e il commento 🙂
Annalisa rispecchia pienamente quel genere di persona che, semplicemente, non è adatta né a diventare né ad interpretare il ruolo del genitore. E, nonostante lei lo abbia sempre saputo, ha acconsentito solo per senso di colpa verso Sebastiano o, come hai stupendamente scritto tu, perché “non sapeva cosa farsene di tutto il suo amore”: una persona incredibilmente egoista ed egocentrica.
La scena finale della lacrima ha una certa ambiguità: è una lacrima dettata dalla presa di coscienza, anche temporanea, delle sue azioni o dal realizzare di essere incastrata in una vita che non desidera?
Fantastico il tuo stile narrativo, come sempre!
Ciao Giuseppe, grazie di cuore come sempre! Scopriremo strada facendo la ragione delle lacrime di Annalisa, se avrai voglia di continuare a seguire questa storia:)
Belle le tue narrazioni, sempre vivide, imprimono nella mente il volto di un personaggio che non sorride mai.
Grazie Roberto!
“se solo ci fosse stato un altro in ginocchio davanti a lei.”
Belin che randellata
😂
Interessante questo passo indietro. Utilissimo per capire il personaggio di Annalisa. Quello che mi piace di te, è che ci mostri i meccanismi delle fragilità umane portandoci ad apprezzarli e capirli, laddove la maggior parte della gente si limiterebbe a giudicarli. Brava come sempre!
Grazie di cuore Dea, sapere che arriva questo da quello che scrivo mi rende davvero felice!
“A volte, Annalisa si chiedeva se non gli avesse fatto un torto ad accettare di sposarlo.”
Bellissima
❤️