Tracce suburbane

Serie: Quattro quarti

1/4

Uno slogan pubblicitario trionfa, alto come i palazzi che svettano come spighe di grano, la città che conquista la terra o la terra che si lascia conquistare da nubi violente di smog.

Sguardi distratti colpiscono il corpo di una giovane donna in mostra sul pannello, ha la pancia piatta un seno che promette amore, lo sguardo di chi guarda un’ umanità passare, senza transito, gli occhi nel vuoto, l’espressività nuda che richiede il suo lavoro, modella, giovane , denti puliti sorride, alla vita ai passanti, un invito all’acquisto, roba da merceria indossata con eleganza da sirena.

Le anziane commesse della merceria guardano con ammirazione le sue morbide forme, loro vendono mutande di cotone morbidamente avvolte in quelle piccole scatole accatastate sugli scaffali.

Presto dovranno chiudere , le giovani clienti preferiscono fare compere nei centri commerciali, grosse multinazionali con produzione all’estero.

Cosa c’è dentro quel reggiseno?

4 minuti

“ l’obiettivo dell’ azione perpetrata è quello di fornire a se stessi o agli altri una certa immagine di sé , cioè quello di autopromuoversi al fine di ricavare potere, influenza o approvazione o quello di esprimere la parte più autentica del Sè”

Azioni ripetute come una macchina da cucito, le sta facendo il vestito.

Siede paziente sulla sua poltrona, dalla finestra il panorama è tipicamente urbano, la notte il pannello è illuminato e la modella sembra quasi lucida .

Sua nipote quella grassa , va alla merceria dove la nonna le comprava le mutande da piccola, prima che esistessero i pannelli prima che scoppiasse la guerra tecnologica prima che ci fossero i like prima che tanti culi riempissero gli schermi.

Quando prova il reggiseno le tira la ciccia molle esce deforma il cotone, la commessa le chiede se vuole una taglia in più, con il push up , andrà bene si dice mentre riempie la coppa B con il seno destro poi il sinistro, sente i seni sollevarsi sotto mani di poliestere, si prova la maglietta, come sei diventata bella le dice la grassa commessa che potrebbe essere sua zia.

4 minuti

lo slogan recita “ esprimere la parte più autentica del Sè”

Ora hanno davvero i minuti contati, sono le 2 di notte , Lele è al distributore di sigarette, ascolta una voce metallica, di una gentilezza metallica, si mette a posto i pantaloni, il viaggio è stato lungo, tra poco saliranno i piani di uno di quei palazzi pieni di grano.

La musica è importante così Stewe ha scelto il suo brano migliore , ovattato come un criceto nel suo cotone, aspira tabacco che gli brucia le narici.

Ha un sapore diverso questa città, metamorfosi edilizie la percorrono, gli abitanti sono formiche operose, la notte è loro.

4 minuti

“ oltre a incidere sulla definizione e selezione degli scopi delle azioni, le dimensioni del concetto di sé influenzano anche la definizione dei piani strategici necessari per raggiungere i propri obiettivi”

“Percepire i propri comportamenti come lontani e non congruenti con gli standard che definiscono tale senso idealizzato del Sè genera infatti un senso di disagio che le persone tendono a modificare riducendo la discrepanza percepita o ritraendosi dallo stato di consapevolezza”

“ Sei solo una cicciona” Rosa indossa il suo maglione verde pistacchio quello che le regalò la nonna al suo compleanno.

Loro non sanno si ripeteva loro non sanno delle torte squisite che mi preparava la nonna quando ero triste , loro non sanno che in un boccone trovavo tutto l’affetto di una famiglia che si sfasciava sotto i miei occhi.

Così continuava a camminare lontano da quelle parole lanciate addosso senza soluzione di continuità come se fosse un cassonetto dei tanti che vedeva per strada uno dei tanti in cui si sarebbe voluta buttare e cestinare per sempre questa sua anima ferita. Ma ho 15 anni si ripeteva, altri 15 così ed esplodo. “Sei una cicciona”

Serie: Quattro quarti
  • Episodio 1: Tracce suburbane
  • Episodio 2: Una poesia in fondo alla strada
  • Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in LibriCK

    Commenti

      1. Sara Post author

        Grazie davvero. Mi piacerebbe continuarla..

    1. Massimo Tivoli

      È un bel esperimento che, nell’insieme, sta riuscendo. Mi piace come la narrazione frammentata crei una sorta di effetto “trainspotting” che con immediatezza ed efficacia non solo fa arrivare al lettore la condizione, in parte, di disagio e, in parte, di disprezzo della protagonista, ma trasmette anche la verità e il valore del rapporto con la nonna rispetto a una società sempre più dell’apparire. Sul plot (la resa della trama) si può migliorare ma questa tua narrazione poetica e a tratti frenetica è la tua cifra stilistica e io non la denaturerei: è una voce diversa che, almeno a me, non dispiace 🙂

      1. Sara Post author

        Haha scusa rido di me non di te , perche’ mi becchi nei miei punti deboli. Sono e forse nemmeno quella solo una poeta , aggiungere parole mi e’ quasi difficile io che ho la mania di concentrare i concetti. Sei un lettore attento quasi che aspettavo il tuo commento. Non ho un modo di scrivere ” per tutti” non ci riesco non riuscirei a leggermi , troppe parole soffocano la scena che ho in mente mentre forse la dovrei sviluppare di piu’ . Adoro la brevita’ e la potenza delle parole , nella sintesi c’ e’ il succo . Grazie ancora

    2. Tiziano Pitisci

      La sensazione è quella del disagio indotto dagli stereotipi e imposti dai mass media; un disagio raccontato con tenerezza e rabbia. Del tuo stile mi piacciono i frammenti con cui si la storia si sviluppa, sembrano pezzi sparsi da mettere insieme su un tavolo e accostare. La prosa graffiante e cadenzata svela una nobile inclinazione verso la poesia anche se la punteggiatura, in alcuni passaggi, risente di qualche licenza poetica di troppo. Faccio un esempio:
      “Quando prova il reggiseno le tira la ciccia molle esce deforma il cotone, la commessa le chiede se vuole una taglia in più, con il push up , andrà bene si dice mentre riempie la coppa B con il seno destro poi il sinistro, sente i seni sollevarsi sotto mani di poliestere, si prova la maglietta, come sei diventata bella le dice la grassa commessa che potrebbe essere sua zia”.
      Questo periodo mi piace molto perché è autentico e l’immagine che evoca è immediata; sotto il profilo della punteggiatura penso dovrebbe prendere un po’ di respiro.
      Nel complesso però è tutto molto bello perché il rapporto delicato e pieno di sentimenti verso la nonna viene percepito fino in fondo dal lettore. anche se il mondo esteno fa di tutto per interferire e fare rumore.

      1. Sara Post author

        Il tuo commento davvero gradito e attento. E’ un racconto ( non racconto) sperimentale per questo.. Non e’ facile cimentarsi nella narrazione per me , cado nella mia poetica piu’ immediata e di impatto. Se noti non ho ancora cominciato con i dialoghi e anche nel prossimo capitolo non ci saranno. Riflette la mia inesperienza narrativa e la mia sensibilita’ percettiva che riesco a esprimere solo con frasi svelte e di impatto. Riflette la frenesia anche isterica in cui siamo immersi che non lascia spazio a troppe riflessioni ma all’ immediatezza del presente .