Quel giorno in cui farò ritorno

Le onde che lambiscono i miei piedi bruciati, sembrano attendere che anche il sole si decida ad alzarsi, per far sentire ancora la loro voce, per tornare ad allungarsi su quella riva che ora pare lontanissima. Sta per iniziare una nuova lunga giornata e seduto di fronte all’immensità di questo mare ancora assonnato e deserto, penso alla mia famiglia che mi aspetta a Napoli. La fresca brezza che schiaffeggia il mio volto, mi fa sentire vivo. Aggrappato a questa momentanea leggerezza, sogno a occhi aperti quel giorno in cui farò ritorno. La stagione però in riviera è ancora lunga e dura per me che ogni giorno, passo dopo passo, percorro decine di chilometri mischiando le mie urla a quelle dei bagnanti; fra le mani i miei cestini colmi di cocco e di speranze.

– Cocco!! Cocco bello!! Cocco fresco!! Grido finché ho voce, finché ho la forza di resistere al caldo e alla sabbia in cui affondo ad ogni passo. Forse a qualcuno do fastidio, qualcun altro mi chiama, altri ancora mi ignorano, chi mi ferma solo per una battuta, per un saluto, ma anche per comprare. Sorrido a tutti, anche se alcune volte è dura, anche se la malinconia mi chiude lo stomaco, mi strozza la voce. La mia famiglia mi manca tanto, alcune volte lo spazio che ci divide pare incolmabile.

La sabbia scotta e alla fine della giornata pesa come un macigno sulle mie gambe stanche.

Mentre un’altra giornata lentamente muore e una manciata di schegge dorate a fatica illumina un mare esausto e finalmente calmo, nei miei occhi lucidi di emozione tornano ad accendersi le luci della mia Napoli, bella e maledetta. Sembra ancora lontana, quasi irraggiungibile, ma i minuti corrono veloci e inesorabili verso quel giorno in cui farò ritorno, quel giorno in cui l’infinito che oggi mi separa dalla mia famiglia, tornerà ad annientarsi in un lungo, lunghissimo abbraccio.

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