Quella canzone

C’รจ una canzone che suona stridendo acciaio, corde e acuti di fiato e canto. Quasi tutta d’accordi violenti di quinta, arpeggiata prima che irrompa il ritornello; si finge leggera ma รจ pesante. Batte nei tamburi come guerra e si mantiene ambigua al canto di soprano, sfuggevole all’ascolto dei superficiali -dallo spartito incomprensibile ai profani del solfeggio.

Sanguina una pentatonica di ferite irrimarginabili, incise su uno spirito che gode dolendo al rintocco di un assolo tremendo -tempesta fatta musica-, composto dal genio emotivo e fragile che brucia in fondo al cuore dello strumentista, necromante rianimatore di cose morte e dimenticate, servi del suo piano audace di colpire quanti all’ascolto ne resteranno lesi per sempre in corpo, anima e sangue.

Puรฒ capitare di sentirla di sfuggita da traverso le piacevoli e malinconiche solitudini che separano l’uomo dal mondo; va rimescolando la volontร  al gusto della pioggia che scroscia intorno al temporale: รจ il rumore che fa ogni cuore quando si spezza.

Se l’hai ascoltata non riesci piรน giร  a ricordarla: vive in una rimembranza nuvolosa. 

S’avviluppa nel segreto di ogni canzone che ha fatto male -indigeribile- sentita all’infinito e pure sempre nuova.


C’รจ chi passa tutta la vita a cercarla, nell’esibizioni drammatiche dei lirici quando muoiono sul palco, o allo scoppio dei fuochi quand’รจ festa -e non si trova da nessuna parte.

I piรน sagaci fra di noi ne hanno percepito le prosodie nell’invulnerabile fraseggio dei canti ambrosiani, nelle audaci composizioni dei solisti che fanno tremare le mani sulle chitarre elettriche, e pure nelle classiche ritmiche del flamenco, virtuoso ed eccentrico, col parlare in musica di storie incredibili e viaggi di cavalieri e magi alla ricerca del Santo Graal, della spada nella roccia, della pietra filosofale.

Mi pare di sentirla anche adesso, mentre ne scrivo: il mare la sta suonando proprio ora, sui suoi strumenti di pietra e sale.

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Discussioni

  1. Secondo me questo brano รจ un omaggio a quel dolore che, quando si trasforma in musica, smette di farti solo male e diventa qualcosa di piรน grande. Ci dice che la sofferenza non รจ solo un buco nero, ma un modo per sentirsi meno soli e piรน collegati al resto del mondo. รˆ come se certe canzoni, anche se ci feriscono o ci fanno piangere, riuscissero a darci una forza incredibile, facendoci sentire parte di qualcosa di eterno che va oltre la nostra piccola vita quotidiana.