Ricordi

Serie: Wiccats.


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: I ricordi hanno il difetto di affiorare lentamente, ma quando una forte emozione smuove le corde giuste, la diga che blocca la memoria cede e una marea impetuosa di immagini, suoni e sensazioni travolge le stradine tortuose di un cervello non preparato e la reazione esterna diventa irrefrenabile.

La gigante si mosse con grandi passi decisi. Occhi chiari colmi di rabbia.
Nel mirino aveva il tizio nudo, come se intuisse che il suo era un imbroglio, una squallida imitazione di un essere umano.

Davide notò anche una strana scimmietta che riversava enormi quantità di mana su dei guanti corazzati in ottone lucente, sproporzionati anche per quella stazza.
Il colore della magia che stava utilizzando era ruvido, una forza grezza, grossolana, spuria di effetti secondari accessori.
In pratica, un camion lanciato in una folle corsa unicamente per distruggere il proprio bersaglio attraverso un impatto diretto.
Davide non stava programmando una reazione magica, non era necessaria. Decise candidamente di rispondere dando fiducia al proprio istinto.
Avvertì la presenza di Pazu accendersi e scorrere nelle braccia.
Non esagerare.
Lo pensò più che altro per sicurezza e per non cedere alla tentazione di dar sfogo alla frustrazione di dover sistemare il casino di altri prima che le autorità intervenissero sparando ad un folle nudo in mezzo ad una strada piena di cadaveri e di gente confusa e ubriaca di un orrore a cui non sapevano dare un nome.
Melanippe, convinta che quell’essere umano nudo fosse solo una delle tante maschere della seppia oscura, una maschera piacevole se doveva essere sincera, fece partire uno dei suoi pugni rivestiti da un incantesimo esplosivo caricato al massimo, mirando alla faccia di quel fantoccio barbuto spuntato dal nulla.
Davide piegò la testa quel tanto da far passare il maglio facendosi sfiorare dall’ottone dorato di quel destro mostruoso. Lo scorrere leggiadro di Pazuzu, lo spirito del vento, ne aumentava le percezioni: il braccio di lei scorreva lentissimo e appoggiandosi alla sua spalla, lasciava il mento scoperto alla portata di un montante perfetto.
Il movimento fu talmente rapido che la Spaccaossa si ritrovò a guardare alle sue spalle, con l’intero corpo che ruotava in aria in una specie di capriola molto elegante, senza capire cosa avesse causato quella giravolta.
Solo dopo si rese conto che la bocca era stata disintegrata. I primi segnali di dolore acuto arrivarono mentre il suo sguardo puntava il terreno fangoso pregno di sangue. Riuscì a capire che la mandibola inferiore si trovava in una posizione completamente sbagliata e che troppi frammenti di denti le erano finiti in gola. Poi il mondo si spense, subito dopo l’impatto al suolo. Riuscì a pensare, in modo sconclusionato, che quella era la prima volta che veniva messa KO da un uomo. Chiuse gli occhi con una caricatura di sorriso sbilenco e insanguinato.

Uno singhiozzare concitato spinse Davide a girarsi nella direzione della ragazza con i capelli colorati in modo strano, forse era in preda al panico per lo spettacolo a cui stava assistendo, magari era solo una passante o una vicina. Non fece in tempo ad evitarla.

L’abbraccio fu così violento e avvolgente che per un attimo temette che la ragazza lo volesse assorbire inglobandolo o peggio lo volesse divorare.
«Scusami… ma chi…?» Poi una vibrazione di mana molto familiare e la vista di quello strano chocker rosso fuoco, fecero spalancare gli occhi dello stregone in una espressione di improvvisa consapevolezza.
«Lilly? LILLY!» Davide rispose all’abbraccio stringendo a sé quella forma femminile che gli si stava arrampicando addosso.
Lei piangeva a squarciagola, una gioia talmente intensa e violenta che faceva fatica a riprendere fiato.
I lunghissimi capelli castano ebano e biondo rame facevano da tendina coprendo anche le spalle del mago.
«Ti avevamo… dimenticato…» riuscì a dire tra un gorgoglio lamentoso e una risata da pianto liberatorio.
Davide notò il sapore di un’altra forma di mana, più leggera e delicata, sapeva di pietre calde.
«Nadine? Ma… ma che avete fatto?»
Il mago teneva in braccio una bambina troppo cresciuta in lacrime, aveva la mano destra sotto al sedere per sostenerne il peso e con l’altra mano le spostava i capelli dal volto per riuscire a guardarne i lineamenti.

Lei iniziò a baciargli la faccia compulsivamente. Se avesse potuto lo avrebbe riempito di morsi delicati di puro affetto felino.

«Lilly! Dai, smettila.» Stava ridendo con il cuore colmo di gioia.

«Non abbiamo tempo, fra un po’ arriveranno mille poliziotti per cercare di capire che cazzo è successo qui.»

«Ti aveva cancellato… eliminato dalla nostra realtà.» singhiozzò in modo leggermente più composto la bella ragazza bicolore che una volta era la gatta di uno stregone incapace.

«Parliamone dopo. Riesci a darmi una mano a sistemare il casino?»

Nadine/Vainilla scese nuovamente a terra guardandosi intorno: Â«Cosa vuoi che faccia?»

«Fuoco purificante. Bisogna eliminare i cadaveri e i resti umani. Appoggiati a me se ti serve una dose di mana maggiore.»

«Io mi occupo delle riparazioni. E delle persone ancora in vita.»

Davide concentrò una enorme quantità di energia magica, aprì le braccia e disegnò nella sua mente l’incantesimo preferito: riparazione istantanea.
L’esplosione ristrutturante investì qualunque cosa, aveva un bel colore turchese che poteva vedere solo lo stregone nudo e la distruzione venne sostituita da un’onda di rinnovamento generale.

Pavimentazione stradale nuova di zecca e con una stesura che era un’opera d’arte; marciapiedi, segnali stradali e lampioni sembravano appena installati. Al palazzo con il terzo piano disintegrato mancavano solo i festoni dell’inaugurazione del giorno prima; persino le macchine parcheggiate profumavano di concessionario.

Ogni sopravvissuto che vagava confuso si colorò di verde oro, la memoria fu parzialmente cancellata, gli avvenimenti traumatizzanti diventarono sogni più o meno privi di senso e talmente fumosi da perdersi e sparire. Ognuno di loro fece ritorno nel proprio appartamento come sospinto dal vento, gli incantesimi combinati comprendevano anche uno stato di sonno profondo che sarebbe durato per l’intera giornata successiva.

La strega bicolore poggiò la mano sinistra sulla spalla di Davide e allungò la destra puntandola sulla strada piena di pozzanghere di sangue e arti tagliati. Si accesero gli occhi di un violetto lavanda intenso.

Tutto ciò che era morto iniziò a bruciare con una fiamma indaco veemente e feroce.

«Cazzo quanta energia. Mi si è intorpidito il braccio.» disse spostando lo sguardo sul fondoschiena del mago. La faccia le si colorò vivacemente.

«Sei… sei nudo!» Le mani fecero finta di coprire gli occhi.
«Lilly mi hai visto migliaia di volte sotto la doccia.»
«Io sì, ma Nadine non ti aveva mai visto nature…» sorrise imbarazzata la doppia strega.

Continua...

Serie: Wiccats.


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