
Ritorno sulla Eymerich
Serie: Viaggio verso Tsumaruru
- Episodio 1: Riparo per la notte
- Episodio 2: Missione di salvataggio I
- Episodio 3: Missione di salvataggio II
- Episodio 4: Missione di salvataggio III
- Episodio 5: Inseguimento insidioso
- Episodio 6: Attacco imprevisto
- Episodio 7: Attacco imprevisto II
- Episodio 8: L’ardire del tradimento
- Episodio 9: Ritorno sulla Eymerich
STAGIONE 1
Tornado Six, con il viso scolpito in una maschera di fredda determinazione, fece un cenno del capo verso Hiko. “Immobilizza Norren,”ordinò, la sua voce un sussurro carico di comando. Hiko non perse tempo, afferrò Norren per le spalle, spingendolo con forza contro un albero. Norren cercò di divincolarsi, ma le mani di Hiko erano come morse d’acciaio, e la sua volontà era nulla contro la forza implacabile del pirata.
Nel frattempo, Six si voltò verso Ahmullahja, il quale, con un balzo agile, quasi soprannaturale, raggiunse l’ingresso del rifugio di Bennaso.
“Roger!” chiamò, la sua voce profonda rimbombava nell’oscurità del rifugio. “Dove sei?”
Ahmullajah non perse tempo a cercare risposte. Il suo sguardo freddo individuò un baule pesante, rinforzato da un lucchetto che sembrava sfidare chiunque tentasse di aprirlo. Con un movimento rapido e deciso, sguainò la sciabola e spezzò il lucchetto come se fosse fatto di vetro.
Il coperchio si spalancò con un gemito sinistro, e all’interno, Ahmullajah trovò Roger, “Finalmente,” sussurrò Roger, la sua voce tremolante di gratitudine. “Grazie!”
Ma non c’era tempo per convenevoli. Ahmullajah strinse Roger nel pugno e si precipitò fuori.
Bennaso Grosso era stato fermato dalla figura di Tornado Six. Il capitano pirata lo affrontò senza esitazione, brandendo la sua frusta improvvisata.
Bennaso, con un ringhio di rabbia si strappò il foulard dal collo con un gesto violento. Subito, la sua seconda faccia iniziò a risucchiare la luce e il calore intorno a Tornado Six.
Il capitano pirata chiuse gli occhi, percependo il freddo manto dell’oppressione avvolgergli il petto, come se mille mani invisibili tentassero di strappargli l’anima.
Bennaso tirò fuori una pistola e chiuse un occhio per prendere la mira. Un’esplosione ruppe il silenzio della notte, ma la pallottola mancò il bersaglio, colpendo il terreno con un suono sordo. Roger si era liberato dal pugno di Ahmullahja e aveva avvolto il viso di Bennaso, facendogli sbagliare il colpo. Tornado Six, senza esitare, balzò in avanti e con un movimento fulmineo, sferzò il volto di Bennaso con pugni rapidi e letali, ogni colpo un tuono che risuonava nell’aria.
Un silenzio teso calò sulla radura, mentre la luna, oscura e traditrice, si nascondeva dietro dense nuvole nere. Tornado Six, immobile come una statua di pietra, fissava Bennaso Grosso svenuto ai suoi piedi. L’aria era satura di attesa, ogni respiro carico di potenziale distruzione. Roger, svolazzando a mezz’aria, sembrava una sentinella che vegliava su quel teatro di morte.
Ahmullahja tornò al fianco del suo capitano, lo sguardo torvo e la mano ancora serrata sull’elsa della sua sciabola. Il vento sibilava tra gli alberi, come se la foresta stessa sussurrasse parole dimenticate, parole di vendetta e perdono, intrecciate in un racconto antico quanto il mondo.
Tornado Six, con un gesto lento, piegò il capo verso Norren. “Che ci facevi qui, Norren? Credi forse di poter tradire la mia fiducia senza conseguenze? Sei venuto a cercare la mia rovina e la tua fortuna?
Norren, tremante, cercò di trovare le parole giuste. “Capitano! Io sono venuto per salvare Roger” balbettò infine, cercando disperatamente di far sembrare vere quelle parole.
Jolly Roger svolazzò davanti al volto di Norren, la voce carica di accusa. “Salvare me? Ho sentito tutto, Norren. Sei tu che hai tramato alle spalle del capitano! Non mentire!”
Il volto di Norren si contrasse di rabbia e paura, e, senza pensare, gridò. “Stupida banderuola! Non sai nulla! Taci!”
Il silenzio che seguì quelle parole fu come un’eco che rimbombava nella notte. Tornado Six rimase immobile per un istante, poi qualcosa cambiò nel suo sguardo. La sua ira si manifestò come un’esplosione di pura energia, un’aura bianca e lattiginosa che avvolse il suo corpo, facendolo sembrare una divinità antica pronta a scatenare la sua collera sul mondo. I filamenti vorticavano intorno a lui e le nubi si addensarono fino a coprire completamente la luna.
Un fulmine squarciò il cielo, cadendo a pochi centimetri dai piedi di Norren, facendolo sussultare e cadere in ginocchio, con il cuore in gola. La voce di Tornado Six, ora un ringhio basso e potente, ruppe il silenzio. “Norren! Non osare mancare di rispetto a ciò che è sacro per me. Chiedi scusa, ora!”
Norren, piegato dal terrore, riuscì a malapena a bisbigliare. “Mi dispiace, Roger. Non volevo”
Roger, fluttuando ancora, emise un suono come di un sospiro, ma non disse nulla. Era chiaro che, sebbene le scuse fossero state fatte, l’ombra del tradimento non sarebbe stata facilmente dimenticata.
Il vento sembrava essersi placato, come se l’intero mondo attendesse la prossima mossa di Tornado Six. Il capitano osservò per un lungo momento Norren, poi il suo sguardo si abbassò su Bennaso Grosso, ancora privo di sensi. Le parole di Norren, tuttavia, gli fecero alzare lo sguardo con un’espressione indecifrabile.
“Dovresti ucciderlo, capitano” suggerì Norren, la voce appena un sussurro. “È pericoloso. Non merita di vivere.”
Tornado Six restò in silenzio. Quando finalmente parlò, la sua voce era profonda e carica di un dolore antico. “Uccidere, Norren? È così semplice per te? Non ti sei mai chiesto cosa rende un uomo capace di uccidere? O cosa lo spinge a risparmiare una vita? Ogni vita che strappiamo alla terra lascia una cicatrice sul nostro spirito. Pensaci, Norren: cosa ci distingue dai mostri se uccidiamo senza pietà?”
Norren restò immobile, incapace di rispondere. Le parole di Tornado Six erano come un coltello che tagliava la sua anima, lasciandolo nudo di fronte alla verità .
Tornado Six si avvicinò a Bennaso. “Quest’uomo ha cercato di distruggermi, di uccidermi. Ma chi sono io per giudicare il suo cuore? Conosco davvero la sua storia? So perché ha scelto questo cammino di distruzione e morte?”
Si inginocchiò accanto a Bennaso e gli toccò la fronte con una delicatezza che contrastava con la sua apparenza minacciosa. “Forse, Norren, dietro ogni atto malvagio c’è una storia che non comprendiamo. Un dolore che non possiamo vedere. Ogni uomo, anche il più crudele, porta dentro di sé un carico che non siamo in grado di misurare.”
Gli occhi di Tornado Six brillarono mentre continuava. “Non possiamo sapere cosa lo ha portato a essere quello che è oggi. Non sappiamo quali demoni lo perseguitano, quali errori ha commesso e quali colpe gli sono state attribuite. E chi siamo noi per decidere della vita di un altro? Siamo davvero così superiori?”
Si alzò in piedi, lasciando Bennaso dove si trovava e rivolse il suo sguardo su Norren. “No, Norren. Non lo ucciderò. Lasciarlo vivere è la mia scelta. Non voglio sporcare le mie mani col suo sangue. La vita, anche quella più malvagia, ha un valore. E io non sono un dio, non ho il diritto di toglierla.”
Norren abbassò lo sguardo, le parole del capitano lo avevano scosso nel profondo. Si sentiva piccolo, insignificante.
“Capitano…” iniziò, ma Tornado Six lo interruppe con un gesto della mano.
“Non c’è bisogno di altre parole, Norren. Hai commesso un errore, ma tutti noi lo facciamo. La differenza sta nel modo in cui decidiamo di affrontare i nostri errori. Impara da questo momento. Impara che la vita è più complessa di quanto sembri, e che le scelte che facciamo possono portare luce o oscurità nelle nostre anime.”
Tornado Six guardò Hiko, Roger e Ahmullahja. “Torniamo alla Eymerich. Lork e Tarem ci stanno aspettando. Non c’è più nulla da fare qui.”
Ahmullahja, Hiko e Roger si mossero senza esitare, pronti a seguire il loro capitano. Norren, invece, rimase indietro per un istante, ancora tormentato dai suoi pensieri. Sapeva che nulla sarebbe stato più lo stesso. Le parole di Tornado Six avevano aperto una breccia nel suo cuore, facendogli capire quanto fosse fragile la linea tra bene e male, tra giustizia e vendetta.
Mentre si incamminavano verso il mare, la figura di Bennaso Grosso si dissolveva lentamente nell’ombra della notte, un ricordo che sarebbe rimasto sepolto nell’oblio, ma non dimenticato.
La luna riemerse timidamente da dietro le nuvole, illuminando la loro strada con una luce pallida e spettrale. Ma, nonostante tutto, Tornado Six camminava con passo deciso, il peso delle sue parole ancora sospeso nell’aria.
“Capitano,” chiese infine Norren, con voce flebile, “credi che ci sarà mai redenzione per me?”
Tornado Six si fermò e lo guardò negli occhi, la sua espressione era severa ma non priva di gentilezza. “La redenzione non è un dono, Norren. È una scelta. E ogni giorno che viviamo, ogni passo che facciamo, ci avviciniamo o ci allontaniamo da essa. Spetta a te decidere quale strada prendere.”
E con quelle parole, Tornado Six si voltò e continuò a camminare verso la nave, lasciando Norren con una nuova speranza, e un nuovo fardello. La speranza che, nonostante le ombre che li circondavano, ci fosse ancora una luce alla fine del loro cammino. E il fardello di sapere che quella luce, forse, non sarebbe mai stata alla sua portata.
Mentre il mare oscuro si apriva davanti a loro, Tornado Six alzò lo sguardo verso il cielo “Tsumaruru, stiamo arrivando” pensò.
Serie: Viaggio verso Tsumaruru
- Episodio 1: Riparo per la notte
- Episodio 2: Missione di salvataggio I
- Episodio 3: Missione di salvataggio II
- Episodio 4: Missione di salvataggio III
- Episodio 5: Inseguimento insidioso
- Episodio 6: Attacco imprevisto
- Episodio 7: Attacco imprevisto II
- Episodio 8: L’ardire del tradimento
- Episodio 9: Ritorno sulla Eymerich
Visto il titolo non posso che pensare a Valerio Evangelisti
@kenjialbani pensato bene, caro kenji