
Sabotaggio
Serie: Zug
- Episodio 1: La prima missione
- Episodio 2: I BA64
- Episodio 3: In morte dell’ufficiale
- Episodio 4: Il deserto e la stella a sei punte
- Episodio 5: Il volo dell’avvoltoio
- Episodio 6: Guardie di confine
- Episodio 7: Ombre rosse
- Episodio 8: Sabotaggio
- Episodio 9: Il freddo bianco
- Episodio 10: La fine dei tempi
STAGIONE 1
Data e ora: 10 maggio 2023, 05.00 (ora locale)
Quadrante: Iran meridionale
Numero uomini: 20
Armi: MP5SD6
Obiettivo: sabotaggio di un aereo da trasporto vip dell’aeronautica dei pasdaran
***
Sbarcarono dai gommoni a chiglia rigida. Si chiamavano Zodiac, a Egon piaceva il nome: non credeva nell’oroscopo, ma insomma, lui era del segno del toro.
Lo Zug si riunì, si organizzò, si mosse in direzione della base aeronavale che si affacciava sul golfo Persico. Una base segreta. Almeno fino al giorno prima, perché adesso il BND ne era a conoscenza da poche ore. Ma solo grazie al colonnello Winter. Egon si chiese se Winter sarebbe stato ancora più influente durante la stagione invernale.
I pasdaran li accolsero con raffiche sorde, intanto recitavano sure del Corano. Loro erano più tosti dei naxaliti. Se i naxaliti avevano dietro di sé un’ideologia fallimentare, i guardiani della rivoluzione credevano in qualcosa in più: quel che avrebbero incontrato dopo la morte.
Che adesso stavano incontrando.
Il reparto tedesco penetrò nella base come un coltello nel burro fuso. Tagliare il reticolato era stato semplice, individuare il varco nel campo minato, prima, ancora di più. Lo Zug avanzò come se fossero in una battaglia il cui vincitore era già scontato. Peccato che i tedeschi non fossero mai arrivati fin lì in Persia.
Sfilarono davanti ai capannoni pieni di aerei, passarono accanto ai moli in cui le corvette e le motovedette della marina dei pasdaran attendevano di compiere l’ennesima provocazione all’occidente libero e ateo.
Quando Egon vide l’aereo da trasporto vip, si permise un sorriso. «Agiamo» ordinò. «Subito».
Axel Weber, bravo ragazzo che meritava la promozione a caporalmaggiore e, magari, una fulminante carriera fino a superare Egon che si trattava di un semplice tenente dello Heer, obbedì. Gli uomini dello Zug si disposero per proteggere un eventuale contrattacco dei pasdaran, altri sabotarono l’aeroplano.
Egon sovrintese all’operazione, sentendosi però di troppo. I suoi uomini rischiavano la morte se non la cattura e una sorte terribile mentre lui li comandava. Avrebbe voluto essere più incisivo.
«State attenti». Tirò su l’MP5SD6 e sparò una 9 millimetri Parabellum che perforò il cranio a un pasdaran che aveva fatto capolino dallo scafo dell’aereo.
L’iraniano crollò a terra spruzzando sangue.
Gli uomini dello Zug non interruppero il lavoro.
Dallo scafo sbucarono altri uomini, sembravano decisi ad andare nel loro paradiso.
Egon li seccò uno a uno.
Tobias Keller gli fu d’aiuto.
Adesso avevano terminato il sabotaggio, ma esso stesso poteva essere inutile, ormai.
Egon storse la bocca: «Winter non ci ha detto che loro sapevano».
I suoi ragazzi si girarono a guardarlo.
«Ma ora» continuò Egon, «torniamo a casa. Meritiamo di sapere qualcosa di più».
Serie: Zug
- Episodio 1: La prima missione
- Episodio 2: I BA64
- Episodio 3: In morte dell’ufficiale
- Episodio 4: Il deserto e la stella a sei punte
- Episodio 5: Il volo dell’avvoltoio
- Episodio 6: Guardie di confine
- Episodio 7: Ombre rosse
- Episodio 8: Sabotaggio
- Episodio 9: Il freddo bianco
- Episodio 10: La fine dei tempi
sì, ma meglio i pasdaran dei marines.
Kenij dai però, mandali in licenza su una spiaggia caraibica questi poveri ragazzi! Sempre in azione, sempre tesi a salvare la pelle! Brutta cosa la guerra! 😉
Gli faccio fare molte cose! Grazie del commento 🙂
Un altro bell’episodio di questa serie.
Grazie del commento!