Sandra

Serie: La Fame


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Sandra è il mostro che si nasconde sotto i nostri letti, ma anche a scuola, sul bus e a lavoro. Adesso Sandra ha fame.

Il micetto apri gli occhi e si stiracchiò, subito divenne guardingo: aveva sentito la sua presenza.

Sandra conosceva quelle bestie e sapeva che quei figli di puttana dormivano sempre con un occhio aperto. Ma questo era piccolo, solo istinto e niente pratica.

Tutto accadde in pochi attimi: la bestiola spiccò un salto dalla scatola in cui si era nascosto e Sandra che nonostante la stazza era molto agile lo prese al volo per la pancia provocando un miagolio stridulo.

-Zitto zitto adesso ti sistemo io.

Forse confuso dalla voce agrodolce il cucciolo ebbe un attimo di esitazione e Sandra affondò le dita tozze nella carne dell’animale, sfiorò le fragili ossa del collo e le spezzò con un gesto fluido.

Il corpicino si afflosciò in un crac, senza nemmeno un ultimo gesto spastico di ribellione.

Sandra sorrise e tra le labbra umide e violacee spuntarono i larghi denti ingialliti: aveva fame.

Un’ora dopo si trovava nel bus e si recava a lavoro.  Fissava il suo riflesso nel vetro del mezzo e sorrideva: “Sono bella.”

Ad un osservatore esterno tutto poteva sembrare tranne che bella: i grossi seni pallidi pendevano in avanti nascosti da un vestito a fiori e si poggiavano sul ventre. Le spalle, le braccia, la pelle stessa sembravano aver rinunciato a combattere la gravità molto tempo prima. Gli occhi, spenti, sembravano sempre guardare altrove, la sua età era indefinita tra i 30 e i 40 anni, i capelli grassi e scoloriti sembravano solo posati sul cranio.

Ma non era nemmeno questo a generare ripugnanza nelle altre persone, lei lo sapeva, e anche loro lo sapevano. Sapevano che aveva fame e che sarebbe solo stata una questione di tempo. Sandra continuò a bearsi nel suo riflesso quando una ragazza giovane in un lungo vestito arancione salì sul bus. C’era un posto libero accanto a lei, la giovane esitò un attimo e poi restò in piedi.

Sandra la osservò, sempre con un vago sorriso sulle labbra: aveva un collo sottile e sulle braccia magre riusciva a scorgere le vene calde. La bocca le si riempì di saliva e lo stomaco brontolò ma fu distratta da una voce nella sua testa, aprì la bocca sorpresa:

“Sandra…”

 “Mamma!”

“Sandra, hai fatto come ti ho detto?”

“Si mammina.”

“Hai lasciato perdere quelle fantasie sciocche?”

“Si mammina te lo giuro.”

 

Mammina era morta esattamente otto anni prima, un cancro al colon. Si era esteso fino al pancreas e se l’era portata via in pochi mesi. Erano passati tre giorni dal decesso quando i vicini chiamarono la polizia, allertati dalla puzza. Trovarono Sandra in ginocchio vicino al corpo violaceo e gonfio. Ma Sandra non piangeva perché in realtà Mammina non se ne era mai andata, anzi era sempre al suo fianco e le dava consigli.

Oggi però le avrebbe dimostrato che si sbagliava.

Aveva trovato lavoro come donna delle pulizie in una trattoria, si occupava anche di lavare le grandi teglie unte e di scrostare le pentole usate dallo chef.

Le sue giornate passavano in una foschia grigia ed eseguiva i suoi compiti meccanicamente. Ogni tanto si divertiva a osservare le persone intorno a lei  e provava un brivido di piacere quando queste abbassavano lo sguardo di fronte al suo, allontanandosi.

Ratti, topolini o pantegane, tutti correvano via con le lunghe code striscianti perché avevano paura.

Tutti tranne lui.

La settimana scorsa, avevano assunto un nuovo ragazzo come aiuto chef, Roberto. Lui la guardava e sorrideva. L’altro giorno le aveva pure detto che il suo vestito a fiori era bello. Che lei era bella.

Si lisciò le pieghe della gonna.

Oggi gli avrebbe chiesto di uscire e lui avrebbe detto si, poi gli avrebbe presentato Mammina e tutto sarebbe andato bene e non avrebbe avuto più fame.

Con questi pensieri in testa, Sandra scese dal bus e si diresse a lavoro.

Serie: La Fame


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Horror

Discussioni

  1. Molto interessante questo tuo inizio serie e un genere che mi affascina da sempre. Ben delineata la protagonista fin dalle prime righe. Sicuramente un personaggio particolare e da tenere d’occhio. Ti seguirò molto volentieri

  2. Wow! Con questo racconto colpisci e stupisci. Povero gattino! Pero` ci sta, in un questo genere, davvero orrido. E la curiosita` sale a mille. Continuero` a seguire le tue storie molto volentieri.
    Ciao Eleonora.