Santa Lapis la Filosofale

Serie: Le Cronache di MezzoMondo


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Qualcosa, sicuramente.

Sulle pagine di un antico testo, Grincia aveva scovato il segreto impronunciabile che il suo padrone andava cercando da tanto tempo.

Allora, senza fiato, era volato sui polveroni della spirale giù dal sotterraneo per dar notizi’al suo maestro.

Arriva strascicandosi a uso morente, col lungo naso ciondoloni sul pavimento, per poi saltar su di giubilo per le feste che le lodi del suo maestro gli avrebbero procurato.

Era convinto.

E per un attimo, il viso glaciale del suo padrone parve spalancarsi di meraviglia nella sfera acuta dei suoi occhi, quindi tornarono a scendere nei sotterranei per chiudere bene la porta, a triplo giro di chiave “…affinché nemmeno una mosca vi possa entrare…”.

<Lo vede, Maestro?! È proprio qui!>> col dito lungo puntava una serie di sillabe sparse in tutto il testo, al di là di marchingegni, lenti d’ingrandimento e fili colorati legati a un abaco.

Il mago fece i suoi conti e riordinò il testo.

Stavano studiando la misura dell’esoterico nel matematico, sopra di un libro sacro il più antico che l’uomo avesse conosciuto, guida di sapienza e scienza per tutti quelli che cercavano.

I primi studiosi avevano speculato dell’esistenza di un nome, il “Nome che ha potere sopra ogni cosa”: chiunque fosse stato scottato da quel fuoco, non trovava pace fino alla consumazione dei propri anni. Perché il viaggio di ricerca era una prova, alla quale ogni vero cercatore era sottoposto per conoscere la verità, provandosi nelle miserie e nelle angustie dell’anima e del corpo, avversati in ogni modo dall’oscura forza del Persecutore -la creatura che cerca sempre chi divorare-, il di cui sparir ombra fra le ombre turbava animi e pensieri di quanti si avventurano in tra i pericoli del viaggio.


Negli scontri mortali contro questo nemico invincibile, appresero il vero significato delle scritture fino a scardinare la mistica porta dello spirito e conoscere ogni cosa.

Il mago pronunciò infine la parola ad alta voce- in punta di rasoio per cui al fallimento seguiva senza pietà l’esplosione del forno.

Accadde invece il miracolo della Santa Lapis: tutta la massa venne convertita in oro purissimo e il fuoco che l’aveva prodotto divenne un cuore pulsante in fiamme, inestinguibile e perpetuo.

Aveva smesso di bruciare materia; si alimentava adesso a spirito, fonte pura e senza scorie.

Il mago ascoltò l’accordo del suo battito sovrapporsi a quello dentro al fuoco e fu allora trafitto da meraviglia grandissima contemplando il Grande Dono: il suo cuore avrebbe battuto per sempre.

Continua...

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