Sbiadito

Serie: Wiccats.


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: L'inizio della fine. Succede sempre dopo che un evento disastroso travolge l'essere umano: il calcolo di ciò che è andato perduto, l'organizzare una pulizia grossolana con scopa o rastrello in mano, cercando da dove converrebbe partire, rassegnati alle bizze di un fato impietoso.

Soffiava un vento gelido. Questo lo ricordava benissimo, il bianco dominava indisturbato; cielo e terra si univano senza una linea che ne tracciasse i confini.
Provò a girarsi, ma la consapevolezza delle cose era pari all’opacità immacolata di quel paesaggio desertico e desolato.
«Buongiorno spirito del buio.» salutò una voce gentile e limpida.
«Benvenuto nel tuo nuovo e arido mondo.» concluse usando un tono suadente e carico di autorevolezza amorevole.
Lo spirito appena nato fece una giravolta per guardare la sua mamma: la figura che lo teneva sui palmi delle mani giunte era sottosopra, sorrideva con tenerezza, una tiara di rami puntuti e intrecciati evidenziava gli occhi che scintillavano come fiamme ardenti verdi..
In lontananza un rinoceronte lanoso in compagnia dei suoi piccoli, grugniva richiamando all’ordine il cucciolo più intraprendente che si era allontanato troppo.
«Ti ho creato per portare un pizzico di caos in questa piatta monotonia.»
La pallina nera fluttuante emise la sua prima, tetra risata.

Muihnak, nella sua lunghissima vita, aveva temuto solo la sua creatrice, almeno sino a quel preciso istante.
Chi avrebbe mai immaginato che un essere inferiore e materico, fosse stato in grado di provocare un simile terremoto?

Gli otto tentacoli dinoccolati accorsero a proteggere inutilmente il suo petto. L’enorme fontana, composta da migliaia di strisce fatte di una oscurità impenetrabile, iniziò a dissolversi, trasformandosi in una fitta pioggia nera che però non arrivava a bagnare il suolo.

«Che mi hai fatto? Che CAZZO mi avete FATTO? No! NO! N—»
Il polpo nero urlò la sua frustrazione appoggiandosi su un fianco e allungando una mano umana verso quella maledetta strega delle tempeste, poi anche la piccola figura nuda e inerme, appena adolescente, perse conoscenza.

Ingrid stava lottando per non soffocare nel suo stesso sangue. L’enorme foro sul collo aveva smesso di sanguinare e sentiva che anche Otto stava esaurendo le forze, il mana non le arrivava più con la stessa intensità, ma il prezioso umore non scorreva più a fiotti e il buco letale sulla gola si stava rimarginando.

«È la prima. La primissima, eh Mele? Non mi era mai capitato di sentirmi tanto stanco. Tant…» Otto cadde come un peluche pieno di riso e sabbia, finendo per metà in una pozzanghera rossa. Melanippe quasi seccata, si disse che con il muso in giù sarebbe morto annegato e lei non poteva permettersi di perdere un alleato tanto prezioso e potente, anche se a volte fastidioso. Allungò una mano per sollevarlo, ma riuscì solo a girarlo.
Il suo guanto corazzato era diventato troppo pesante, il suo braccio ricadde e la sua mente si spense.
«Cazzo…?» Riuscì a sussurrare.

Al quarto piano di un palazzo ormai distrutto, quattro gatti si erano nascosti in preda alla paura più nera, ognuno in un posto ritenuto sicuro: A Kira piaceva una cesta in vimini dove qualcuno, metteva sempre dei vestiti impregnati di un odore familiare, che la faceva stare bene, ma che lei non riusciva ad associare a nessuno; aspettando che i colpi e le esplosioni finissero si addormentò con una espressione serena.
Thanos preferiva un largo vano, che sicuramente era stato svuotato per lui e foderato con una vecchia felpa grigia, si trovava nel mobile della stanza da letto che reggeva la televisione, apriva e chiudeva lo sportello con la stessa zampa, mentre fuori stava accadendo qualcosa di rumoroso e inquietante, lui all’interno di quello spazio era rassicurato. Non sapeva se l’odore che sentiva fosse del proprietario di quell’appartamento, non lo aveva mai visto, ma gli riconosceva l’effetto calmante. Si addormentò facendo le fusa.
Mizu era nel panico, continuava a correre da una stanza all’altra cercando uno spiraglio dove rifugiarsi, aveva una paura fottuta di quei botti, dei tremori, delle urla. Aveva gonfiato la coda e pregato le divinità che creavano i croccantini, ma alla fine decise di nascondersi sotto il lettone della camera dove solitamente tutti dormivano. Accanto a sé aveva una bella scarpa bianca con un paio di baffi rossi laterali e dei lacci con cui giocava spesso. Non ricordava perché fosse tanto legato a quell’accessorio umano, né a chi appartenesse, ma gli trasmetteva gioia. Una forte esplosione fece tremare tutto il palazzo, ma quando Mizu decise di correre via con il pelo irto su tutto il corpo, non riuscì a fare neanche tre passi, svenne mentre decideva di andare in cucina a chiedere a Snupy un po’ di spazio.
Il gatto bianco con la macchia circolare nera sul dorso era il meno agitato. Quei boati somigliavano ai fuochi d’artificio che di tanto in tanto gli umani amavano ascoltare nelle ricorrenze particolari. Per sicurezza, decise di mettersi sul posto che preferiva: in cima al frigo, dove nessuno mai lo disturbava o lo vedeva. Si chiese se Lilith, si fosse allontanata di proposito, lasciandoli da soli senza protezione magica.
Mentre immaginava che lei stesse facendo la guardia alla porta d’ingresso impedendo l’accesso alle spaventose streghe che passavano ogni tanto a distruggere la sua cucina, si addormentò pesantemente, il suo ultimo pensiero fu per una strana figura umana indefinita, senza volto, che gli portava un piatto carico di buonissimo e profumatissimo cibo.

Mezza città cadde in un sonno innaturale e improvviso.
Per fortuna l’orario notturno non sorprese molte persone mentre facevano attività pericolose. Un paio di tamponamenti causarono danni solo alle auto e nei locali ancora aperti, le persone si misero comode sui tavoli o si sedettero poggiando la schiena sulla parete vicina addormentandosi forse un po’ sorprese da questa improvvisa sonnolenza. L’intero centro abitato era immerso in un silenzio irreale.
I semafori scattavano in automatico, le luci stradali ronzavano e vibravano nel loro arancione ed il vento soffiava accarezzando le fronde di alberi dalle foglie
scure.

La strega nera giaceva a terra nuda, assumendo una posa elegante, creando un contrasto artistico con i cumuli di detriti stradali e il sangue scuro.
La luce era fioca: i lampioni ancora funzionanti erano quelli da parete del palazzo davanti all’epicentro della battaglia. 
Anche Davide era nudo, i frammenti dei suoi pantaloni e dei boxer neri erano scivolati via, l’ultimo lembo aveva ceduto  lasciando cadere a terra la poca stoffa rimasta. Non se ne preoccupò affatto.

Continua...

Serie: Wiccats.


Avete messo Mi Piace1 apprezzamentiPubblicato in Young Adult

Discussioni

    1. Ciao Gabriele, ti ringrazio per il bellissimo commento, ma ormai mi stai viziando 😀 . In realtà il gomitolo che ho creato è abbastanza “babbu”, che qui dalle mie parti vorrebbe significare stupido o sempliciotto. Però mi diverto a sviluppare una trama poco prevedibile e spiazzante. ♥

      1. Meritato.
        La tua forza è proprio nella coerenza di una semplicità immediata e sincera, orbata di filtri e compromessi.
        Una rarità di questi tempi.
        Il mio vecchio professore di matematica ripeteva che il vero genio è colui che, con il tempo, non perde la semplicità del pensiero

  1. Troverò il tempo per leggere questa tua opera in continuità e non saltuariamente come fatto fin’ora. Amo “La ragazza delle meduse”, l’ho letto e apprezzato moltissimo per come è scritto, per il sentimento che trasuda, per i sorrisi che mi ha suscitato, per la dolcezza che ho percepito. Troverò il tempo di leggere Wiccats e sono sicuro che lo amerò. Un abbraccio, carissimo Emiliano!

    1. Minchia Giuseppe, se mi fossi stato accanto mentre leggevo il tuo commento, non mi sarei tirato indietro dall’abbracciarti per la gioia che mi regalano le tue parole. La ragazza delle meduse è una storia incentrata sulle prime emozioni amorose di un adolescente ingenuo e bonaccione. Wiccats invece è un delirio di battaglie e incantesimi tra streghe sofferenti di una solitudine secolare e dall’obbligo di vedere un nemico in chiunque provi ad avvicinarle. L’ho finito da un pezzo, ma pubblicandolo lentamente trovo sempre qualcosa da modificare e cambiare, fammi sapere se intraprenderai l’impresa di sorbirti il mio torneo di magia infinito, che sono curioso di leggere le tue reazioni! ♥