Scomode teorie
Serie: Lascia che passi la notte
- Episodio 1: La paura del ritorno
- Episodio 2: Ann
- Episodio 3: Quasi Natale
- Episodio 4: Via di fuga
- Episodio 5: Lasciare andare
- Episodio 6: Incompresa
- Episodio 7: La bussola per tornare a casa
- Episodio 8: Il tempo adatto per un addio
- Episodio 9: Milano-Bruxelles
- Episodio 10: Stereotipi
- Episodio 1: Allusioni e fastidi
- Episodio 2: Sguardi, insinuazioni e caffè
- Episodio 3: Il senso dell’amore
- Episodio 4: Al telefono
- Episodio 5: Calma apparente
- Episodio 6: Dolori e buoni amici
- Episodio 7: Stelle artificiali
- Episodio 8: L’amore da lontano
- Episodio 9: Sakura
- Episodio 10: Colpe nascoste
- Episodio 1: Osaka
- Episodio 2: Sbagliato e naturale
- Episodio 3: Conto alla rovescia
- Episodio 4: Appigli
- Episodio 5: Fiore di loto
- Episodio 6: Colpo basso
- Episodio 7: Una bella fiaba finita male
- Episodio 8: L’amore non basta mai
- Episodio 9: Se guardi il mare
- Episodio 10: Montagne russe
- Episodio 1: Volare verso il sole
- Episodio 2: Gelosia
- Episodio 3: Cosa fanno le stelle
- Episodio 4: Brindisi al veleno
- Episodio 5: Scomode teorie
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
STAGIONE 4
Nella sua testa quella frase era suonata sensata, un modo per mettere a freno il grande fotografo, oltre che la verità.
Eppure l’espressione di Lorenza diceva tutt’altro, sembrava ferita, forse delusa. E lui si sentì uno schifo, come se l’avesse respinta di nuovo.
Cristian lo studiò, masticando con gusto un boccone di picanha. “E cosa vorrebbe dire? Che rimpiangi di non averci mai provato? Perché te la stai mangiando con gli occhi. Magari rivederla ti ha fatto capire che hai sbagliato a lasciartela sfuggire e che al posto di tua moglie, che guarda caso non è qui, avrebbe potuto esserci lei.”
Quell’uomo voleva un pugno, non c’era altra spiegazione. Avvertì il tocco leggero di Laura sulla gamba e cercò di controllare la voce. “Tu non sai niente.”
L’altro fece roteare il ghiaccio nel bicchiere vuoto, un sorriso soddisfatto sulle labbra. “Un altro giro?”
Nessuno di loro rispose di sì e lui sollevò il braccio in direzione di una cameriera. “Una Caipirinha.” Tornò al discorso di prima. “Oppure ci hai provato e lei ti ha rifiutato. E stasera, con questo vestito rosso, è impossibile non desiderarla. Metà dei tizi qui dentro stanno sbavando per lei.”
Che schifo. La mano di Laura lo strinse. Non ne valeva la pena, ma lui non riuscì a ingoiare la rabbia. “Sul serio parli così della tua donna, come se fosse un trofeo da esibire? Non pensi di metterla in imbarazzo con le tue stronzate?”
Cristian sollevò le sopracciglia e si girò verso Lorenza. “Ti senti a disagio cicci?”
Lei corrugò appena la fronte. “No, ma non ha senso comunque questa discussione, non siamo alle elementari.”
Lui ignorò buona parte della frase e tornò a rivolgersi a Sebastiano con un sorriso strafottente. “Hai visto? Le sto facendo dei complimenti. E con te direi che ho colpito nel segno.” Prese il nuovo bicchiere di Caipirinha e accennò un brindisi. “Le cose vanno male con tua moglie? Anzi, lei è stata un ripiego e la donna di cui eri innamorato te la sei ritrovata davanti stasera più sensuale e provocante di quanto ricordassi.”
Sebastiano strinse così forte il pugno da sentire male alle ossa. C’era un limite a tutto e Mister sono un coglione e non faccio nulla per nasconderlo l’aveva superato da un po’. Doveva alzarsi e andarsene, togliergli in quel modo il divertimento. Non era tipo da scenate e quello era pur sempre un amico di suo cognato e-purtroppo- l’uomo di Lorenza.
“Stai sbagliando Cri.” La voce di lei non tradiva emozioni, le dita giocavano con il tovagliolo. “Ero io ad essere innamorata di lui, ma non mi voleva, vedeva soltanto la mia migliore amica, la donna che poi ha sposato e che ha aspettato per anni.”
Sebastiano sentì una stretta al cuore, per quello che era accaduto e per quello che stava succedendo e ancora rabbia.
Cristian mise un cucchiaio di fagioli nel piatto. “E come mai non ti ho mai sentito parlare di questa amica?”
Una fiammata gli esplose nel petto. “Perché non la lasci stare? Ora sta con te e anche se non so cosa ci trovi, fattelo bastare.”
Un cameriere si avvicinò con uno spiedo, ma gli unici ad accettare la carne -sembrava pollo- furono il fotografo e Max. Laura si stava trattenendo da intervenire e tormentava il coltello.
“Non ti preoccupare Seba, non è un problema.” Dallo sguardo Lorenza apparve sincera. Forse si sentiva solo responsabile dello squallido siparietto del suo uomo. “Stiamo insieme da otto mesi Cri, non puoi sapere ogni dettaglio del mio passato. Perché Annalisa, purtroppo, appartiene solo a quello.” Prima che l’altro potesse replicare, aggiunse: “E visto che non voglio intristire nessuno, per questa sera ti ho detto tutto.” Spinse indietro la sedia e si tirò su. “Scusate, vado un secondo in bagno.”
Cristian non la seguì, un’ulteriore conferma di quanto fosse idiota e Sebastiano dovette trattenersi per non alzarsi e andarle dietro. Con che diritto avrebbe potuto farlo?
Il fotografo tagliò un boccone di carne, il coltello stridette sul piatto. “Voi non mangiate più?”
Sebastiano lo ignorò e si rivolse a Laura. “Andiamo a fumarcene una?”
Lei non sembrava aspettare altro. “Direi che ci vuole.”
Raggiunsero la porta, l’aria fuori odorava di smog e gli pizzicò la pelle, ma Sebastiano la incamerò con sollievo.
“Stai bene?” Laura aveva già in bocca la sigaretta.
“Ne avrei fatto a meno. È un coglione, mi dispiace per Max.”
“Sono d’accordo, mi dispiace più per lei. Ma lo capirà, vedrai. Soprattutto dopo stasera.”
Sebastiano lanciò un’occhiata all’interno, il loro tavolo da lì non si vedeva. “Tu lo sapevi che ci sarebbe stata?”
Sua sorella accennò una risata. “No, ci siamo sentite per gli auguri di Capodanno e mi aveva accennato di frequentare qualcuno, ma non sapevo chi, né che sarebbe tornata in Italia.” Soffiò via il fumo e inclinò appena la testa. “Che effetto ti ha fatto?”
Lui capì la domanda, ma virò su una risposta più semplice, lo sguardo concentrato su un’auto che stava parcheggiando. “Lo avrei preso a pugni.”
“Sai a chi mi riferisco.”
E sai che non mi va di dirlo. La macchina toccò il marciapiedi e ritentò la manovra. “Mi manca. Lei, quelli che eravamo, tutto quello che abbiamo condiviso. Ed è strano perché pensavo di averlo superato.”
“Non sentirti in colpa per Anna.”
“Per Lolly sì. Hai visto la sua faccia quando si è alzata?”
Dopo un nuovo tentativo, l’auto venne parcheggiata, il retro appiccicato al muso di una Polo scura.
“Sì e so che saresti voluto andare con lei.”
A volte era fastidioso essere capito così bene da sua sorella. “Ma non l’ho fatto, proprio come allora.”
Laura lo fissò in silenzio, la sigaretta che si consumava tra le dita e gli occhi socchiusi. Sembrava un incrocio tra un gatto che studia la preda e un’adulta che cerca un modo semplice per spiegare a un bambino uno dei misteri dell’universo. Non c’era da aspettarsi niente di buono.
“Sei consapevole che Cristian non ha detto solo puttanate?”
Lui sbuffò una risata e si avvicinò alla porta, con l’intento di mettere fine al discorso.
“Sei geloso.” Laura spinse il mozzicone in un posacenere all’ingresso. “Non di Anna, ma di Lorenza. E sarebbe interessante che ti chiedessi perché.”
Serie: Lascia che passi la notte
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- Episodio 2: Gelosia
- Episodio 3: Cosa fanno le stelle
- Episodio 4: Brindisi al veleno
- Episodio 5: Scomode teorie
““Perché non la lasci stare? Ora sta con te e anche se non so cosa ci trovi, fattelo bastare.””
Giusto!👏 👏 👏
Dialoghi molto efficati e trama che diventa sempre più intrigante. Personaggi maschili ancora una volta di tipologia opposta. Mi sorge la curiosità di scoprire se anche Lorenza sia incappata nella rete del tipico narcisista patologico, capace di tenere una donna incastrata a lungo tra le sue pericolose maglie, prima di riuscire a liberarsi.
Durante la prima parte del racconto, mentre Cristian parla della sua donna in quel modo, mi sono chiesta come mai Lorenza non replicasse. Quando finalmente ha parlato, ho capito perchè…sembra sottomessa, in realtà sa il fatto suo molto più di quello che sembra. E per fortuna anche molto più di Cristian…non credo dureranno. Almeno spero.
Lorenza ha carattere e di sicuro Cristian non la merita.
Grazie anche per questo commento☺️
Beh, avrei fatto rissa. Probabilmente avrei rovinato il proseguire della storia, ma, uno così un pugno in faccia lo meritava. Narrazione filmica, molto precisa ed efficace.
Grazie Giuseppe!
Ciao Melania, sei stata bravissima. Il dialogo è perfetto, tutte le voci riconoscibili e uniche. Oggi mi è piaciuta tanto Laura. Ha dato voce ai miei pensieri. 👏👏
Grazie davvero, sono felice che stiano emergendo in modo diverso le varie voci☺️
“Anzi, lei è stata un ripiego e la donna di cui eri innamorato te la sei ritrovata davanti stasera più sensuale e provocante di quanto ricordassi.””
Mi sta ribollendo il sangue… e questo vuol dire che sei stata bravissima a far vivere la scena. Come direbbe una persona che stimo, sono in empatia con il tuo personaggio. Complimenti.👏
Ciao Tiziana, che bel commento, grazie!