Sculettante

Serie: Wiccats.


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: VHS e nastri al cromo sono solo una forma divertente con cui mascherare dei ricordi all'interno di una pallina da flipper facente funzione di cervello in un corpo composto interamente di terracotta, la bellezza di questo trucchetto vintage è quella di non aver bisogno di un vero e proprio lettore.

Tre spiriti di rango superiore, uno dei quali addirittura facente parte del sacro ordine degli eliasti giudicanti, avevano assunto un atteggiamento di profondo rispetto, inginocchiati con lo sguardo fisso  sull’asfalto sbriciolato in uno scenario da feroce battaglia magica..

La testa di Muihnak scavò un altro paio di centimetri nel fango per la vergogna di un’opinione tanto spietata, facendo tintinnare le catene argentate ai polsi.

«Davide Stocco, dai un giudizio a te stesso.» chiese divertita quella ragazzina dall’apparente innocenza pura e sincera.

Davide guardò ancora una volta quegli occhi che racchiudevano interi mondi sfavillanti e si rivolse a quella strana figura con tutta la genuinità che lo rendevano tanto simpatico agli spiriti elementali.
«Non sono in grado di dare un giudizio, non credo di essere tanto saggio da… scusami, non so neanche come ti chiami.»
«Se ti va puoi chiamarmi Inanna.» lo disse con un sorriso quasi imbarazzato.

«Ninni! Mi sembra più adatto al tuo aspetto attuale. Inanna è troppo da signora d’altri tempi, se posso permettermi…» Davide sentì una punta di paura per aver osato storpiare un nome quanto meno importante. 
«Ah! C’era davvero un popolo che mi chiamava così. Mi hai fatto tornare indietro di talmente tanti anni che ho le vertigini. Lo sai? Mi piace Ninni.»
Gli spiriti si guardarono quasi esterrefatti. Davide sorrise sollevato.
«Ecco… peccherei di superbia dando un voto a me stesso, Ninni. Non sono un vero stregone, mi ci sono ritrovato per caso. Il Libro mi suggerisce le magie da usare, gli spiriti li considero degli amici e persino Muihnak mi è simpatica o almeno lo era prima che uccidesse tutte queste persone per nessun motivo. Non so quale piano o progetto tu pensi che io abbia in mente, ma in realtà finora ho solo cercato di sopravvivere alla giornata e a schivare gli attacchi di streghe che credono sia normale uccidersi a vicenda, eliminando una persona rara, qualcuno in grado di capire, solo per poter rubare quattro incantesimi contenuti in un Libro facilmente duplicabile.»
Davide appariva coinvolto dal suo discorso sull’inutilità dei combattimenti tra streghe.
«Riesci anche a scrivere e modificare gli altri Libri?» La bambina chiamata Inanna afferrò saldamente il polso del mago, chiuse gli occhi per poi aprirli due secondi dopo.
«Ohhh! Ma hai la mano di Sîn-lēqi-unninni, lo stregone della Luna. Certo che puoi scrivere sui Libri.» Rise ad alta voce, una risata così bella che nessuno riuscì a resistere, nemmeno Muihnak. Tutti si sentirono rinfrancati e felici per quella risata tonificante.
«Non ho mai conosciuto questo stregone, ma se è lui che mi guida quando cerco gli incantesimi e mi suggerisce le pagine da studiare, allora è… era un grande ed io lo ringrazio di cuore.»
Davide ebbe la netta impressione di essere scampato alla sua distruzione per mano di una adolescente tanto bella da sperare che quell’incontro non finisse mai.
«Un’ultima domanda e forse la più importante, mio caro stregone in erba…»
Davide aveva dimenticato di essere completamente nudo, ma la situazione, la serietà della prostrazione dei tre spiriti, il tempo che, praticamente, scorreva all’un per cento della sua velocità standard, non richiamarono neanche per sbaglio il senso di vergogna di Davide che, con le mani sui fianchi, aspettava con trepidazione la domanda finale che ne avrebbe decretato la continuazione della sua particolare non-vita o la fine di tutta questa giostra impazzita, ma divertente.
«Voglio sapere quale, tra tutti i film che hai visto pochi minuti fa, è il tuo preferito e la scena che ti ha colpito di più.» Inanna imitò la posa del mago, mani sui fianchi e schiena leggermente inarcata all’indietro in attesa di una buona risposta.
«Tutti i video che mi hai mostrato sono belli, per un motivo o per un altro, ma se dovessi sceglierne uno, ti direi Shine. La parte nella quale il fratello chiude a David il pianoforte e lui se ne va a suonare nel locale dove ne riscoprono il talento.» Davide notò la faccia delusa della ragazzina.

«Mi aspettavo un pizzico di sincerità in più da parte tua, non una risposta data per fare bella figu—»

«Cose molto cattive!» La interruppe in modo brusco lo stregone.
«Cose molto cattive, mi è piaciuto un sacco. È cinico, spietato, sarcastico e non risparmia niente e nessuno. Ti fa desiderare… no, ti fa agognare un briciolo di empatia in più per questo mondo fatto solo di “io” egoistici e compulsivi.»
Gli occhi dello stregone tornarono a posarsi su quelle stelle verdi che conoscevano tutto.

«Già meglio, già meglio… e come mi rispondi se ti dico “spione”?»

Lo stregone abbassò lo sguardo cercando nella sua memoria dove avesse sentito quella battuta. La sua mente gli mandò subito l’immagine di un bambino occhialuto che scendeva da una station wagon e afferrava una pistola ad acqua: Navigator…

«Idiota!» Davide temeva di non potersi permettere di rivolgere simili insulti, ma era stata lei a cominciare.

«Faccia di culo!» rispose Inanna infastidita.

«Sacco di cacca. Za, za!» Il mago nudo fece una piroetta e sculettando sottolineò i due “za” finali.

Risero forte entrambi, poi lui si ricordò di essere senza neanche un paio di slip addosso, se fosse stato umano sarebbe diventato dello stesso colore di un peperone rosso e maturo pronto per la brace, invece chiuse gli occhi maledicendosi e si girò per scusarsi.

Non trovò nessuno. La ragazzina bionda che emanava una sensazione di potere completamente diverso da qualunque forma di magia finora sperimentata, gli spiriti genuflessi e adoranti erano svaniti, come se non fossero mai stati lì.
Tornarono invece, come un’onda di marea, i rumori stradali, le sirene in lontananza che stavano accorrendo a gestire un’emergenza sconosciuta, qualcuno dei miracolati guariti improvvisamente aveva iniziato ad urlare per la paura e per il ricordo di amputazioni inspiegabili camminando barcollando al centro della via.
Una bella ragazza mora si stava rimettendo in piedi tastandosi la gamba nuda che pochi minuti prima mancava all’appello. Si guardò intorno con l’espressione di chi si doveva aspettare altro orrore e altro dolore.
Un donnone gigantesco e palestrato si rialzò con una faccia che dichiarava quanta rabbia potesse trasmettere una fronte corrugata.

Puntò lo stregone come se avesse notato che il suo era uno squallido imbroglio. 

Continua...

Serie: Wiccats.


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