Se noi ci scontriamo con Uncino in aperta battaglia, devi lasciarlo a me
Serie: Le Wendy
- Episodio 1: Potresti volare con me dappertutto e scherzare con le stelle
- Episodio 2: Morire sarà una grande meravigliosa avventura!
- Episodio 3: Sono la risposta alle vostre preghiere
- Episodio 4: Se noi ci scontriamo con Uncino in aperta battaglia, devi lasciarlo a me
- Episodio 5: Era un grazioso ragazzino vestito di foglie secche e di linfa, quella che stilla dagli alberi.
STAGIONE 1
Serro le palpebre, il bruciore si espande all’interno dell’occhio. Ogni volta che cerco di muovere la mano per sfregarlo, nel vano tentativo di allietare il dolore, Marla05 la schiaffeggia costringendomi a riabbassarla. La schiuma scivola lungo il viso fino a cadermi sul petto. Le dita dell’Assistente artigliano i capelli ribelli districando i nodi, senza alcuna delicatezza.
«Le tue sorelle sono già a letto pronte per domani. Invece tu devi ancora cenare!»
Non oso controbattere.
L’avventura vissuta oggi mi scorre nelle vene. Frammenti di immagini si susseguono velocemente, trasmessi dalla mente-proiettore sullo schermo scuro offerto dagli occhi chiusi. Ma, a differenza dei film proiettati nella Sala Cinema dall’Assistente Marla03, queste storie non parlano di principesse e di finali rassicuranti.
La figura di Wendy Madre si espande offuscando ogni ricordo per poi tornare piccina, un feto malformato nel barattolo, permettendomi così di scorgere gli articoli di giornale sparpagliati sotto il vetro della scrivania.
«Marla05, c’è qualcuno fuori?» la schiuma scivola sul labbro e la ingoio. Il sapore amaro si espande sul palato, è rivoltante come il ricordo del Tecnico nella serra.
«Le tue sorelle in camera» Marla05 rovescia la caraffa piena d’acqua bollente sciacquando via la schiuma dai capelli. Un orecchio gorgheggia, lo picchietto lievemente piegando il capo e la sensazione di otturazione scompare.
«No. Intendo fuori, al luna park»
Marla05 mi avvolge il capo nell’asciugamano e mi esorta a uscire dalla vasca.
«La vita di voi Wendy inizia qui e finisce nella stanza del Padrone. Non bisogna interessarsi al mondo esterno»
«Cosa significa “finisce nella stanza”?» l’immagine del Tecnico si accavalla ai barattoli, una mano invisibile mi preme contro il petto impedendomi di respirare a pieni polmoni.
«Domani è il vostro compleanno. Il Padrone ha organizzato una bella festa per i vostri tredici anni» Marla05 mi porge la camicia da notte bianca.
«Non l’abbiamo mai incontrato prima, vero?»
Seguo Marla05 che prosegue lungo il corridoio in direzione della nostra camera. Vorrei chiederle di Wendy Madre ma le parole rimangono incastrate in gola.
«Domani. Domani.» L’Assistente mi porge due fette di pane che incorniciano una frittata e torna sui suoi passi sparendo nel corridoio.
Mi siedo sul bordo del materasso. Ripenso alle galline nella serra che si litigavano il cibo. Nascondo il panino sotto il letto. Non ho fame.
Fuori dalla finestra la ruota panoramica è stata ingoiata dal buio.
La mia ombra amica non è ancora ricomparsa.
✩
Il suono del carillon mi coglie impreparata, non mi ero accorta di esser scivolata nell’oblio.
Marla05 lo richiude con uno scatto. «Wendy! Wendy! Auguri! Preparatevi! Veloci! Inizia la festa!»
Seguo le mie sorelle in bagno col capo chino. Non scorgo l’ombra accanto alla mia.
Sui nostri letti, ad attenderci, vi è un vestitino bianco. Il taglio non discosta molto dalle camicie da notte.
«Credevo che per la festa avremmo indossato un bel vestito, ricco di fiocchi come quelli nei libri» cerco di incrociare lo sguardo di Marla05, ma lei fissa un punto lontano nel corridoio. Non è nemmeno entrata in camera.
Mi affretto a vestirmi e rincorro le mie sorelle che camminano velocemente dietro l’Assistente. Marla05 ci invita a procedere verso una porta. La apre e inizia a scendere delle scale. Le altre Wendy la seguono ridacchiando. Mi volto cercando inutilmente l’ombra. Osservo svanire nel buio la lunga fila di vestiti bianchi. Non voglio scendere. Questa volta non sento il profumo dell’avventura, questa volta non ho il mio amico accanto.
La voce di Marla05 riecheggia «WendyX2009, sbrigati a scendere!»
Trattengo il respiro mentre, scalino dopo scalino, discendo nell’oscuro antro del Padrone.
«Bene, piccole mie Wendy. Oggi è il grande giorno. Dietro questa porta vi è la sala delle feste. Il Padrone ha accolto qui illustri ospiti per festeggiare il vostro compleanno. Dovete essere educate e obbedire ad ogni cosa che vi chiederanno di fare. Avete compreso?»
Tutte le mie sorelle muovono il capo su e giù.
Marla05 si sposta di lato facendoci entrare nel salone. Chiude la porta dietro alle mie spalle lasciandoci sole in questo silenzioso e deserto locale.
Le mie sorelle ridono e iniziano a rincorrersi nel grande spazio semi vuoto.
Al centro vi è un lungo tavolo bianco apparecchiato per molti ospiti. Appoggiati alla parete vi sono diversi divanetti e chaise longue, ed è proprio dietro ad una di queste che scorgo finalmente l’ombra. Si allunga sul muro bianco e indica una fila di cornici. Immortalate in quelle foto ci sono le Wendy del passato, immobili sui loro piedini nudi, tutte in fila sorridenti.
La scritta riporta “Wendy 2099”
Un’altra foto inquadra tutta la sala, vi sono molti uomini presenti e le mie sorelle sono sedute sui divanetti accanto a loro.
In quella successiva è ritratta solo una Wendy seduta in braccio ad un uomo panciuto. Ha la veste sollevata, l’uomo le artiglia una gamba. Le dita sprofondano nella carne. Wendy sorride alla fotocamera. Gli occhi dell’uomo sono due pozzi oscuri.
Ho nausea. Qualcosa stride dentro di me, un rumore assordante scuote la mia anima. Non riesco a dare un nome a ciò che provo. Non posso definirlo, non posso comprenderlo.
Voglio fuggire da questa stanza.
L’ombra sembra comprendere il mio stato d’animo, mi incita a guardare l’ultima foto. Sento qualcosa di orribile pungermi il cuore. Non voglio guardare, ma se per l’ombra è importante allora lo è anche per me. Apro gli occhi e scruto l’immagine.
La tavola è imbandita, i piatti sono stracolmi di cibo. Tutti gli uomini sono seduti, alzano il calice di vino in un brindisi. Appese alla parete dietro di loro vi sono i bianchi vestiti delle Wendy.
Lo stomaco si contrae. Comprendo e nego ciò che vedo. Mi piego su me stessa scossa dai conati. Le mie sorelle fermano i loro giochi e mi fissano.
✩
*Il titolo è una citazione tratta dal libro Peter Pan (James Matthew Barrie)
Serie: Le Wendy
- Episodio 1: Potresti volare con me dappertutto e scherzare con le stelle
- Episodio 2: Morire sarà una grande meravigliosa avventura!
- Episodio 3: Sono la risposta alle vostre preghiere
- Episodio 4: Se noi ci scontriamo con Uncino in aperta battaglia, devi lasciarlo a me
- Episodio 5: Era un grazioso ragazzino vestito di foglie secche e di linfa, quella che stilla dagli alberi.
Le galline mangiano il tecnico, le elite mangiano le bambine. E sento subito vibes alla The Time Machine mischiato con i molto più inquietanti Epstein files. L’uomo non sa porsi dei limiti. Stai costruendo bene, però lo stratagemma delle foto usato due volte consecutivamente in contesti diversi forse fa perdere un po’ di ritmo e di incanto.
le foto le utilizzo i diversi contesti per sottolineare proprio gli Epstein files. Per rimarcare lo shock, l’idea era quella di un crescendo di orrore anche attraverso le immagini. che poi si ricollegano al 5 episodio. Forse nn l’ho reso evidente, devo migliorarlo. Grazie per i tuoi commenti!
Ovviamente il mio è solo un umilissimo parere, la serie è molto bella, magari andando avanti quel tuo meccanismo funziona benissimo o magari è solo a me che non ha convinto in questo frangente. Insomma, mi fido di te 😜
No, non dirmi che le Wendy saranno la cena del Padrone e dei suoi ospiti🙈 Aspetto il prossimo episodio per scoprirlo!
l’orrore più grande è celato nell’animo umano