Sergenti mafiosi

Si atteggiavano tutti come se fossero dei grandi.

Avevano i galloni da sergenti, si lisciavano i baffi e intimidivano chiunque li guardasse negli occhi con smorfie cattive.

Erano i sergenti, quella era la loro caserma, e i soldati semplici dovevano stare zitti, muti e obbedire ai loro ordini.

Il sergente Migliaccio, per esempio, amava costringere i soldati semplici a esercizi ginnici faticosi ma lui non faceva nulla, poi sulle razioni di cibo che erano distribuite in mensa ci faceva la cresta e quel che imboscava lo vendeva al mercato nero.

Il sergente De Pasca era un ruffiano. Si ingraziava gli ufficiali superiori con mille moine, poi gestiva un servizio di ragazze che si prostituivano e diceva loro: «Fatevi raccontare i più intimi segreti dai clienti». Negava a che le ragazze andassero a letto con i soldati semplici, invece faceva fare sconti agli ufficiali ma dopo li ricattava con i segreti che spifferavano alle ragazze.

Il sergente Tarantola era il più subdolo. Trafficava in droga e la smerciava fra i soldati semplici.

Gli ufficiali si chiedevano il motivo di quei guai fra la truppa, ma nessuno osava parlare; anzi, alle volte gli stessi ufficiali facevano tanto rumore ma poi si rifiutavano di fare qualcosa di concreto perché sarebbe stato sgradevole.

Quel giorno arrivò il colonnello Bianchi. Questi fece delle indagini tra ufficiali e truppa, non lesinando schiaffi e calci, infine arrivò al terzetto dei sergenti.

«Migliaccio, Tarantola, De Pasca, a me!».

Viscidi e untuosi, i tre sergenti accorsero.

De Pasca disse: «Ai suoi ordini!».

Tarantola invece disse: «Sono ansioso di sapere cosa desidera!».

Migliaccio esclamò: «Sono pronto a fare qualsiasi cosa per lei».

«Presto detto. Voi tre siete delle delusioni. Ho scoperto molte cose sul vostro conto. Siete marci fino al midollo. Siete dei sergenti mafiosi, e se le truppe non sono pronte a combattere è perché siete corrotti, pensate solo a voi stessi… siete il male».

I tre sergenti erano indignati, ma nessuno voleva rispondere per le rime. Migliaccio guardava di sottecchi gli altri due in attesa che fossero loro a reagire, ma anche loro erano della stessa idea e nessuno replicò.

Bianchi sorrise. «Ma se mi date una percentuale sui vostri traffici, chiuderò un occhio».

I tre sergenti mafiosi esultarono e gli strinsero la mano.

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Discussioni

  1. “Bianchi sorrise. «Ma se mi date una percentuale sui vostri traffici, chiuderò un occhio».I tre sergenti mafiosi esultarono e gli strinsero la mano.”
    😂 Mi ha fatto ridere

    1. Infatti ho voluto dare un’idea quanto più verosimigliante alla realtà… Grazie per avermi letto!

  2. Ciao Kenji. Purtroppo in questo racconto hai dato uno spaccato della realtà molto realistico: sono molti, troppi, quelli a pensare unicamente ai loro interessi. La mafia (intesa come atteggiamento) è ovunque

    1. Ciao Micol e grazie per avermi letto. Sì, in effetti a seguito di Tangentopoli c’era stato un filone d’inchiesta noto come “casermopoli” che trattava della corruzione fra gli ufficiali militari.

  3. “Bianchi sorrise. «Ma se mi date una percentuale sui vostri traffici, chiuderò un occhio».I tre sergenti mafiosi esultarono e gli strinsero la mano.”
    Questo passaggio mi è piaciuto