Sette pensieri

Questi sono sette pensieri sul mio popolo, un popolo fiero della sua storia, della sua razza, della sua religione, del suo capo! Noi siamo gli arii e affrontiamo le orde di arabi sponsorizzate dai loro amici occidentali.

Il primo pensiero è l’offesa che Saddam Hussein ci ha fatto invadendo il nostro paese e al quale noi abbiamo reagito.

Il secondo pensiero sono i morti che abbiamo subito, con i bombardieri pesanti iracheni che hanno distrutto le nostre città, le loro artiglierie che hanno martellato le abitazioni senza interessarsi se dentro c’erano innocenti o meno. Ma pare che loro hanno gioito sperando che ci fossero stati.

Il terzo pensiero sono i cavi in tensione che gli iracheni hanno gettato in mare per folgorare i soldati persiani che cercavano di conquistare le isole Majnun. Quanti ne sono morti, ustionati da quei perfidi arabi…

Il quarto pensiero sono le vittime dei gas chimici che hanno sofferto pene atroci, molte sono morte, ma poi sono rimasti i superstiti che sono invalidi a vita. Non è affatto giusto!

Il quinto pensiero sono gli aerei persiani che hanno intercettato quelli iracheni e si sono scatenate lotte all’ultimo proiettile e all’ultima goccia di carburante. Ho fatto il tifo per i nostri e ne vado fiero.

Il sesto pensiero sono gli elicotteri persiani che hanno trasportato le truppe oltre le linee nemiche, e queste hanno operato in modo da svantaggiare i nostri mortali nemici provocando lutti e tragedie ma sono state tutte lecite vendette.

Il settimo pensiero va al popolo iraniano che ha subito ogni cosa; che è morto di fame, che è stato gasato, che è perito sotto le bombe incendiarie, che si è visto umiliato da un programma televisivo italiano ma che ha retto a tutte queste offensive e offese e rimane fiero di se stesso.

Ci sarebbero altri pensieri, cara madre, ma adesso bacio il Corano e vado all’assalto con gli altri basiji delle trincee presso Bassora perché vinceremo!

Hafiz

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