Si è accesa un’altra stella

Serie: Le novelle della Luna: i sogni delle stelle


Il Sole era già tramontato, ma il cielo era ancora tinto di arancio ed un leggero azzurrino. Con il professore dovevamo incontrarci nel mio posto segreto. Io ovviamente mi recai lì con molto anticipo. Nonostante tutto ero molto più tranquilla a differenza della prima volta che lo incontrai, quando lo attendevo sulle panchine davanti scuola. Non pensavo a nulla. Non immaginavo la mia vita né se avesse scelto me, né se avesse deciso di lasciarmi andare via. Me ne stavo lì, a guardare il mare e i gabbiani sullo scoglio. Tolsi le scarpe e intanto che lo aspettavo bagnavo i piedi nel mare, era passato fin troppo tempo dall’ultima volta che lo feci.

“Melissa” mi chiamò la sua voce. Io mi voltai, il professore Niro era lì. Indossava i suoi soliti abiti eleganti, un po’ stropicciati in realtà, aveva il fiatone ed un aspetto scialbo, doveva aver fatto una corsa. I suoi occhi non lasciavano intravedere alcuna emozione, era difficile immaginare quale fosse la sua scelta.

Io accennai un sorriso, e lui mi ricambiò. Non abbandonai il mare per raggiungerlo, l’avrebbe fatto lui poi per raggiungermi e baciarmi, pensai.

 “Oggi è stata una bella giornata” dissi, voltandomi verso l’orizzonte. In lontananza si scrutavano alcune piccole imbarcazioni a vela, rendendo il paesaggio ancor più sereno, c’era un brezza piacevole, e le onde del mare erano pacate. Poco lontano c’erano anche alcuni uccelli marini i cui versi rallegravano.

“Certo, il tuo esame è stato il migliore… Dove andrai ora?” mi chiese.

“Sono riuscita a mettere un po’ di soldi da parte per permettermi di studiare al nord. Un giorno riuscirò a diventare stilista, ed i miei abiti da sposa saranno famosi anche all’estero”

“Sono sicuro che sarà così Melissa” mi sorrise.

Pensai che il suo sorriso era bellissimo, e così feci un sospiro, chiedendo “E voi che farete professore?”

“Io? Io ormai sono vecchio, posso soltanto restare qui ad insegnare”

“E di noi?” chiesi allora, guardandolo negli occhi. Non dovevo piangere.

Lui chinò il capo, e cominciò a dire “Melissa… Mi dispiace, ma non possiamo stare assieme, deluderei la mia famiglia e tutti quelli che conosco. Tu sei giovane, bellissima, dolce, troverai qualcuno che ti amerà”

Io però lo fermai, e negai con il capo “Basta così, non ho bisogno del vostro conforto. Professore, vi auguro con tutto il cuore che un giorno riuscirete a trovare il coraggio per essere felice. Ci siamo detti tutto, addio professore”. La voce tremò, ma riuscivo ancora a non piangere. Gli diedi le spalle, non volevo che mi vedesse così, né io avevo voglia di farlo.

“Anche stavolta non mi guardi in faccia?” chiese, la sua voce tremava come la mia.

“Come nostro ultimo ricordo è meglio un sorriso, non credi?” riuscii a dire.

Lui rise composto, e sussurrò “Hai ragione, è meglio così. Addio Melissa, è stato bello” e così mi salutò. I suoi passi si fecero sempre più lontani, io solo allora mi voltai, e lo vidi andare via. Scoppiai a piangere, caddi in ginocchio sulla sabbia, mi coprii il viso con una mano e non riuscii a trattenere i singhiozzi.

In quel momento il mio cuore appassì, e fece tanto male. Forse dovevo dirgli che l’amavo per l’ultima volta, ma che importanza aveva adesso? Di quella storia nata all’improvviso, forse per volere del destino, non ne rimaneva altro che un amaro ricordo.

Per una settimana i giorni divennero tutti uguali, mi alzavo dal letto, aiutavo mio padre in casa, stavo con i miei fratelli, ed i momenti liberi li trascorrevo chiusa in camera a letto, piangevo, pensavo a ciò che era stato, o che poteva essere, ma che non accadrà mai. Dopo molto cominciai a riprendermi, confessai tutto alle mie tre amiche. Temevo il peggio, ma in realtà non se la presero più di tanto, soltanto Ambra inizialmente si offese per non averglielo detto, ma poi comprese che quella non era una situazione nella norma. Fortunatamente loro, che sono come sorelle, mi aiutarono tanto, così come la mia famiglia. Devo molto a tutti loro.

Da quella volta non lo vidi più il professor Niro. Finita l’estate mi trasferii al nord per studiare, cominciai il mio nuovo percorso. Fu molto difficile, delle volte temevo di non farcela, ma riuscivo sempre a rialzarmi. Forse anche grazie alle sue parole? Probabilmente. E così, dopo anni nell’ombra, sono riuscita a diventare luce.

Ora sono Melissa Greco, una stilista di abiti da sposa, i miei modelli sono richiesti in tutto il mondo. La mia linea di moda è stata indossata perfino da politiche, attrici, modelle, e altre donne dello spettacolo. In particolare il mio modello “Venere”. L’abito che, come diceva mia madre, aveva le stelle e le costellazioni sulla gonna. Con molti sacrifici sono riuscita a realizzare il mio sogno, e a rendere orgogliosa mia madre. Il resto della mia famiglia sta bene, così come le mie amiche, di ciò sono ancor più felice.

Ormai ho trent’anni, anch’io sono sposata, ho un bambino, e sono in attesa di suo fratello. Ho mantenuto la promessa, ed ho smesso di scrivere il mio diario quando il mio primo abito da sposa fu venduto. Non mi capita mai di rileggerlo, non ho nostalgia di quei tempi, e soprattutto di lui…

Con il mio vecchio professore Leonida Niro ci sentiamo molto raramente. Si tratta di una lettera ogni paio di anni. Nell’ultima lettera che ho avuto, risalente a qualche anno fa, si è congratulato con me per il mio successo, per essermi costruita una famiglia, e per essere felice… Io non so che fine abbia fatto, mi ha scritto solo che ha trovato il coraggio di essere se stesso, chissà, avrà lasciato il lavoro e sarà partito in viaggio da qualche parte presuppongo. Io l’ho amato sul serio, ma oramai è una storia passata, io ho la mia vita, e lui la sua. Amo i miei figli, e l’uomo che ho accanto, e non ho mai rimpianto nessuna scelta della mia vita a partire da allora.

Credo che quando si è felici e soddisfatti, augureresti il meglio all’intero mondo. Spero che anche Leonida sia felice come me ora.

Una domanda però non riesco a togliermela dalla testa, ed a questo punto credo che mi tormenterà tutta la vita: che fine ha fatto Marius, il gatto del porto? E soprattutto, non so ancora se quella volta Marius avesse parlato sul serio, o se ho immaginato tutto…

Serie: Le novelle della Luna: i sogni delle stelle


Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Amore

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Discussioni

  1. .. ho letto la storia con interesse. Il soggetto era stimolante e mi stuzzicava vederlo proposto da un’autrice, e per di più assai giovane. In genere il tema dell’age gap è appannaggio quasi esclusivamente maschile. Ed è un peccato. Comunque brava! I miei complimenti!

    1. @Primo57 è vero, non avevo pensato a questa sfumatura: che sia una ragazza giovane a toccare il tema della differenza di età non è cosa comune.

  2. Siamo arrivati alla fine! Ma che bella storia, Melissa ha trovato la sua realizzazione mentre il Prof non ha avuto il coraggio di essere felice…è dal coraggio che nascono le opportunità, chi non ne ha è condannato ad un’esistenza piatta…bella Serie, complimenti!

    1. Grazie mille a te per le belle parole e per aver seguito la storia fin qui! Sono contenta che ti sia piaciuta 😊😊