Silenzio d’amore.

Chiudo gli occhi, lui è seduto di fronte a me, sento il suo profumo nell’aria, avverto la sua presenza. Mi sta guardando, lo so già.

Respiro profondamente e mi maledico per avergli chiesto questo incontro, però ho deciso di crescere, di dire le cose come stanno guardandole in faccia le persone. E da brava principiante con le parole ho scelto l’unica persona per cui abbia mai provato qualcosa.

Ho amato per un anno quest’uomo e fondamentalmente non gli ho mai detto tutto quello che pensavo o provavo per lui.

Qualche giorno fa mi ha chiesto di andare a vivere insieme visto che entrambi siamo studenti fuori sede, ed io cos’ho fatto? Sono restata li, muta senza dire nulla. Non ho accennato nemmeno un sorriso, chissà cosa avrà pensato.

Ora è qui, e finalmente posso sputar fuori tutto quello che porto dentro.

Respiro profondamente ed apro lentamente gli occhi. I suoi sono puntati su di me, ha l’aria tesa che cerca di nascondere tenendosi le mani per non tremare e inghiottire la saliva per non avere la voce strozzata.

<< Non parlare, ti prego. Voglio solo che tu resti ad ascoltarmi, senza intervenire nel discorso.

Allora…quando mi hai chiesto di andare a vivere insieme, più che altro per rafforzare la nostra relazione e dividere le spese, ho avuto un brivido lungo la schiena. Ci sono abituata ai brividi, che tu me li fai venire fin troppo spesso, anche solo a guardarmi. So che non sono brava con le parole, che la voce mi trema, che certe cose, specialmente i sentimenti li tengo ben nascosti, chiusi in un cassetto. Io certe cose non so dirle, ti giuro. Ma oggi ci proverò, prima che questo mio silenzio d’amore mi costi caro.

Quando ti ho conosciuto, non ti avrei dato una chance se non fosse stato per la mia compagna di stanza. A lei piaceva il tuo amico, ricordi? Allo stesso tavolo, visibilmente imbarazzati tu hai rotto il ghiaccio con una pessima battuta, sì lasciatelo dire, le tue battute sono pessime.>>

Sta sorridendo.

<< Con il passare dei giorni, mi hai stupita con il tuo modo garbato e sempre da galantuomo. A mano a mano scoprivamo tante cose l’uno dell’altra, e molteplici sembravano combaciare o comunque incastrarsi perfettamente, che nemmeno due pezzi di puzzle possono fare.

Io, ti amo.

Non fare quella faccia amore. So che non te lo dico spesso come fai tu. Però posso garantirti che i miei sentimenti sono veri, che io quello che ho provato e provo tutt’ora per te non l’ho mai sentito prima. È come se avessi sempre le farfalle nello stomaco, ed una piccola confusione in testa quando mi baci. Prima di vederti il cuore mi batte un po’ più forte, e mi ritrovo agitata come i primi appuntamenti. Ed è una cosa bella provare queste sensazioni anche a distanza di un anno, sai?

Sei un uomo meraviglioso, mi riempi di attenzioni e certe volte non credo di aver fatto chissà cosa di buono per meritarti, e meritare tutto il tuo amore. So pure che certe altre volte sono distante e scostante, e ti faccio male. Vedo il dolore nei tuoi occhi, ti passa un velo nero sull’azzurro.

Scusami, scusami per tutte queste volte che non ti apprezzo o non ti ascolto. È che sono una stronza. A tratti arrogante e cinica, insopportabile.

Amore, quanto mi piace chiamarti così. È stata la mattina dopo aver fatto l’amore per la prima volta che mi hai chiamata in questo modo. Me lo hai sussurrato nell’orecchio alle prime luci del sole, ed il mio cuore ha perso un battito. Ti ho baciato e stretto forte tra le braccia. Ed è quello che voglio continuare a fare. Voglio svegliarmi la mattina e trovarti al mio fianco, caso mai ancora addormentato o con i capelli arruffati, che poi non ti risparmi la mia mano per arruffarli meglio, e baciarti prima della colazione. Avere le tue labbra solo per me, prima per me. Voglio sussurrarti che ti amo nell’orecchio e dedicarti parte dei miei giorni più belli. Che se non ho te, non ho voglia di altro. >>

Respiro meglio ora. Mi sento sollevata. Non ho più pesi sul cuore, non ho più parole non dette.

Lo guardo, ha gli occhi lucidi. Si alza e mi stringe in un abbraccio che mi toglie il fiato.

<< Grazie amore, grazie per essere riuscita a sconfiggere il silenzio che ti porti dentro. Ti amo>>.

Si asciuga le lacrime e prosegue il discorso.

<< Queste parole mi servivano, o meglio dire che le aspettavo da tanto tempo. Che tu mi amassi io lo sapevo già, ma avere una conferma, tra virgolette, è molto importante per me. Ti ringrazio per tutte le volte che mi mostri il tuo amore, ti costa fatica e non ne dubito. Hai passato buona parte della tua vita a reprimere le emozioni perché ti han sempre intimato che ti avrebbero fatta sembrare una persona in difficoltà, fragile e inutile. Vorrei scardinarti quest’idea arcaica, e darti un taccuino bianco dove puoi buttarci i tuoi pensieri.

Promettimi che a partire da adesso tu dirai quello che ti passa per la testa, anche se è una cosa stupida. Amami a trecentosessanta gradi, come lo faccio io. Non ponerti freni, non risulti mai banale. Togli il freno a mano, e pigia il piede sull’acceleratore che a disinibire in amore non c’è vergogna. Mai.

Ti amo>>.

Quella che ora scoppia in una crisi di pianto sono io, e non mi capacito ancora di quest’uomo meraviglioso e del suo grande cuore.

Chissà, un vissero felici e contenti io ce lo aggiungo lo stesso!

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