SMS
L’autobus è particolarmente silenzioso questa sera, i pendolari “no privacy” sono assenti ingiustificati. Peccato, la telenovelas della sciura terzosedileinfondoadestra mi aveva conquistato, volevo sapere come procedeva la cura dell’eritema inguinale contratto dopo l’incontro con Mastro Lindo di Tinder.
La maggior parte dei passeggeri sonnecchia. Gocce di pioggia si rincorrono sul finestrino, al loro interno il mondo è a testa in giù e l’asfalto è il cielo. Sento i muscoli rilassarsi, è stata una giornata interminabile: clienti difficili e colleghi isterici.
Oggi Bipolar alle otto di mattina sbraitava nel corridoio all’ingresso. Motivo? Il suo ufficio è troppo piccolo, ne vuole uno più spazioso. Ho cercato di non incrociare il suo sguardo, per non essere risucchiata nel tedioso minuto d’odio, camminando raso muro fino al mio loculo. Ho persino usufruito del bagno degli uomini, vicino alla mia postazione, pur di non rischiare un nuovo incontro del terzo tipo.
Il sedile comodo, il lieve rollio, mi inducono a raggiungere i miei compagni di viaggio nel mondo onirico. Mentre ogni fibra del mio essere si scioglie, il cellulare emette un suono acuto che rimbomba nel silenzio.
Frettolosamente, e vergognosamente, lo recupero dalla borsa.
Un SMS.
Dal mio ex.
Non ci sentiamo da almeno tre anni. Da quando mi ha scacciato di casa dopo averlo obbligato a seguire la terapia di coppia.
“Ti sei accordata con lo psicologo! Ripete le stesse cose che mi dicevi tu! Non sono io il problema! Siete voi che vi siete contro di me! Volete farmi credere di essere sbagliato! “
E dopo l’ennesima sfuriata mi ha messo alla porta, senza nemmeno il tempo di fare una valigia con le mie cose. Ho dovuto chiamare sua mamma per riavere almeno i vestiti.
Tre anni.
Tre anni di terapia per ricostruire il mio ego andato in pezzi. Tre anni di debiti per pagare l’avvocato e riappropriarmi della casa dove vivevamo insieme, il cui mutuo saldavo da sola.
Tre anni per riavere ciò che era mio di diritto… e ora…
Mi manda un SMS?
Un SMS poi, che gesto antiquato.
Armando chiede aiuto. Al momento non è raggiungibile. L’ultima posizione rilevata è https://maps.app.goo.gl/Qh4i8x5gNNbxYonX7
Possibile che, dopo tutti questi anni, sono ancora tra i suoi contatti d’emergenza?
Ricevo un altro SMS che notifica il cambio posizione.
Provo a chiamarlo. Il cellulare è spento.
Non ho più il numero di sua madre salvato. Lui ha tagliato i ponti con tutti gli amici comuni, a chi posso chiedere informazioni?
Soprattutto, mi interessa sapere se è davvero in pericolo?
Ricevo un altro SMS.
Non riesco a rimanere indifferente.
Mi alzo e premo il pulsante per scendere, devo tornare verso la città. Mi posiziono accanto all’autista. Lui mi regala un sorriso tirato, l’incarnato è pallido e gli occhi sono cerchiati da profonde occhiaie nere.
«Signora, non la farò scendere.»
«Scusi?»
«Signora, non vada in panico. La prego. Vorrei portarvi a casa tutti. Ma se guarda dietro alle sue spalle capirà il motivo.»
Incredula mi volto: il cielo ha assunto un colore rosso acceso, come se il sole stesse tramontando nuovamente. Stiamo entrando in autostrada ad una velocità sconsigliata per un mezzo di queste dimensioni, le auto accanto a noi sfrecciano e cambiano corsia zigzagando tra il traffico. La città si rimpicciolisce davanti ai miei occhi. I contorni sfumano mentre un enorme oggetto incandescente scende su di lei.
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Un finale del tutto inaspettato. Forse troppo. Avevi messo qualche semina nella parte iniziale? Non l’ho colta.
Eppure, nonostante l’apocalisse arrivi dal nulla, fa riflettere. La protagonista di perde nei problemi degli altri, poi nei suoi drammi di tre anni. E questo ci fa capire quanto poco importanti siano le nostre vite e i nostri piccoli problemi da formichine, se dovesse succedere qualcosa del genere.
l’idea era proprio di evidenziare quanto possa essere inaspettata una catastrofe, come unico seme ho messo un SMS che però non poteva anticipare nulla di concreto. Hai presente Don’t Look Up, il film?
Ho apprezzato molto “La visita medica” e ho adorato “Le Wendy”. Visto che stai per iniziare una nuova serie, colgo l’occasione per dirti quanto mi piace il tuo modo di scrivere: mi ricordano le vecchie fiabe del folclore, dove ogni storia metteva in guardia dai pericoli. Riesci ad aprire una finestra su un futuro distopico ma assolutamente plausibile, che nasce da problemi di attualità a mio avviso sottovalutati, in una realtà più metaforica che alternativa, capace di lasciare spunti di riflessione a chi li vuole cogliere…. sono curiosa di scoprire i temi di qusta serie… ciao
ciao! in realtà al momento non ho previsto una serie su questa storia. Chissà forse in futuro 😂
Aspetta, aspetta. È una serie? Dimmi di sì. Mi hai fatto salire sull’autobus, che io di solito vado sempre a piedi, mi hai fatto immaginare un cielo d’asfalto nei riflessi delle goccioline d’acqua sul vetro, mi stavo quasi addormentando cullato dall’inerzia del mezzo, mi hai mostrato degli SMS preoccupanti e mostrato un cielo apocalittico… Sto fissando il monitor chiedendomi se la tipa è in bilico tra la vita e la morte con un autista che fa da Caronte, se i messaggi dell’ex, il mutuo, gli avvocati e la casa siano tutti frammenti della vita della protagonista. Laura, non mi lascerai così per aria a immaginare robe insensate, vero? VERO? Comunque, non so le case editrici che frequenti, ma io mi diverto a leggerti. ❤️
in realtà al moment la storia si ferma qui lasciandovi con l’ansia addosso 😂
Mannaggia! 😀
Finisce qui? Peccato. Mi stava piacendo un sacco. I tuoi racconti, per il tono espressivo ironico e vivace, la scelta dei temi e dei dettagli mai banali, mi hanno convinto che la scrittura é un tuo talento da non trascurare.
Mi hai fatto scendere una lacrima, alcune case editrici mi avevano risposto che non sapevo scrivere (anche in malo modo). Vedere che il mio modo di esprimermi è apprezzato significa tanto per me