Sofia deve morire

Una tazzina. Il caffè bollente. Il fumo che sale. Il silenzio che è attesa.

Due uomini seduti ad un tavolo. Il più giovane gioca con la montatura dei suoi occhiali, decisamente fuori moda. Il più vecchio osserva la scura bevanda, assorto in chissà quali pensieri.

«Una zolletta di zucchero, giusto Rico?»

Occhiali Vintage non attende risposta, afferra la zolletta da un barattolo e la lascia cadere nel caffè. «Ecco fatto.»

Rico alza le spalle. Continua imperterrito ad osservare la scura bevanda ed i suoi pensieri restano tali.

«Sarà meglio che ti decida a berlo, prima che si raffreddi.»

Silenzio.

«Rico! Il caffè.»

Quest’ultimo solleva il volto, quasi scocciato. «Cerchiamo di arrivare al dunque, Silvio. Basta perdere tempo.»

«Ok, nessun problema. Solo che…»

«Solo che un bel niente.» Rico sbatte i pugni sul tavolo. «Abbiamo deciso che deve morire. Nessun ripensamento, spero! Adesso non resta altro che decidere come.»

«Oddio. Ripensamenti ne avrei.»

Le mani di Rico si aprono. Grosse mani, dai rosei palmi, poggiano sulle spalle incurvate di Silvio. «Ne abbiamo già discusso a sufficienza. È la cosa giusta da fare.»

In alcune situazioni, il trascorrere del tempo diventa un concetto vago. La voce di Rico è una lama che squarcia il silenzio: «Possiamo farla a pezzi con una motosega.»

«Troppo sangue.»

«Che problema hai con il sangue?!»

«Non mi piace. La motosega poi! Roba da film di serie b. No, no. Lascia perdere.»

«E di staccarle la testa con un’ascia? Mi sembra quasi di vedere il suo corpo che rimane in equilibrio. Un attimo, poi cade al suolo. PAM! Un’ascia è una buona idea. Che ne dici?»

«Troppo efferato! Pensavo a qualcosa di più… elegante.»

Una sonora risata anticipa le parole di Rico. «Non c’è nulla di elegante in un omicidio.»

Silvio scuote il capo, in evidente disappunto. «Il veleno.»

Rico non ha ancora finito di ridere che gli si illuminano gli occhi. «Il veleno, certo! Come ho fatto a non pensarci prima! Ne esistono svariati tipi. Prendiamo l’arsenico, ad esempio. Prima di schiattare, ti fa vomitare sangue dal buco del culo!»

«Io pensavo ad altro», ribatte Silvio. «Che so; un fungo…»

I due uomini si osservano, si studiano. «Un fungo?! Mah! Non sono sicuro che sia la scelta migliore.»

Silvio è sempre stato il più insicuro dei due; il meno incline a prendere decisioni importanti. Quello senza palle. Eppure, nonostante tutte queste innegabili verità, il tono della sua voce è perentorio nel pronunciare la frase che avrebbe posto fine a quella discussione quasi surreale. «Guarda. Facciamo così. Un bel colpo in mezzo alla testa e bye bye beautiful. Senza tante storie.»

Rico annuisce. La tensione che aveva impregnato la stanza fino ad un attimo prima pare solo un ricordo. «E vada per la pistola. La semplicità spesso si rivela la scelta migliore.»

I due uomini ora sono in piedi; uno di fronte all’altro. Rico supera Silvio di quasi mezza testa. «Ci vediamo domani sera per i dettagli.» Si stringono le mani. Una stretta maschia, ferrea. Rico ha quasi raggiunto la porta di uscita, quando viene richiamato. «Ci sarebbe un’ultima questione.»

«Sarebbe? Non possiamo discuterne domani?»

«Mi riferisco all’editore. Sofia Di Tulisi è la sua gallina dalle uova d’oro e noi la facciamo assassinare nel terzo romanzo di una serie che ne prevede sei. Sarà lui ad ammazzare noi, altro che Sofia!»

«Dovrà accettarlo.»

Rico apre la porta, fa qualche passo…

«Non bevi il caffè?»

«Quant’è che ci conosciamo, Silvio?»

«Saranno una decina di anni.»

«E tu in dieci anni non hai ancora capito che il caffè lo bevo amaro. Amaro, cazzo!>>

…ed esce.

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Discussioni

    1. Grazie Micol, questo racconto è il punto in cui si intersecano le mie anime, quella folle e quella un po’ più “umana”?

  1. Ciao Dario. Anche questa volta sei riuscito a “fregarmi”! 🙂 Hai saputo spiazzare il lettore con un finale inaspettato, ben strutturato, con dialoghi veloci e molto naturali. Questo fa parte del tuo stile, che come sai apprezzo tantissimo. Complimenti, folle! 🙂

  2. Ah, che bella sorpresa 🙂 molto ben congeniato, i due formano proprio una coppia interessante. Con me, il colpo di scena finale ha funzionato 😉

    1. Grazie Massimo. Ho voluto riproporre questo racconto. In questo caso, il colpo di scena finale è il fulcro della storia.

    1. Ciao Tiziano. Come vedi, mi piace esplorare le possibilità della letteratura “dark” in tutte le sue sfaccettature. Sofia deve morire non è un racconto perfetto, ma spero sia una buona storia.

  3. Beh, a dire la verità mi aspettavo un colpo di scena finale, ma che stessero parlando del personaggio di un libro,… Avvincente trama, ottima chiusa, scacco matto al lettore direi 😉

    1. Grazie! C’è un passaggio che mi convince poco (e vedrò di sistemare), ma nel complesso penso che questo racconto faccia il suo lavoro.