Solita Routine

E non aveva scampo, era prigioniera dei suoi pensieri, e niente poteva liberarla. Camminava per la città con le cuffie nelle orecchie, la musica a tutto volume e guardava il vuoto. Passo dopo passo realizzava sempre di più che si sentiva incompleta. E non nel senso che le mancava l’amore della sua vita, quello non le era mai interessato. Lei sentiva che c’era qualcosa che mancava, la routine era la stessa ogni giorno: si svegliava, faceva colazione, cuffie nelle orecchi e si dirigeva a scuola. Finite le lezioni sostava fuori la scuola, sedeva su quei grandi gradini che orlavano l’intero istituto, rimetteva le cuffie, la musica a tutto volume, prendeva dalla cartella un pacchetto di sigarette e ne fumava un paio. Poi si dirigeva a casa. Il tragitto era sempre tranquillo e il rientro a casa era sempre lo stesso, sua madre la attendeva a casa, la salutava, le chiedeva della giornata, la ragazza la liquidava dicendole che il giorno era passato in modo molto bello, le invitava un sacco di storie solo per vederla sorridere, e la madre ci cascava sempre.

Ma in fin dei conti avrebbe destato sospetti dicendo ‘’non mi è accaduto nulla’’, anche se era la verità. Dopo aver recitato la solita parte, pranzavano, poi si chiudeva in camera, per i compiti, questa era la scusa che usava con la madre, ma in realtà si sdraiava sul letto a fissare il vuoto. Non sentiva niente e questo la snervava, voleva provare qualche emozione, anche piccolissima, ma niente, non sentiva niente. I suoi pensieri la tenevano prigioniera. Aveva spesso dei conflitti interiori, si odiava, si odiava per quello che si stava facendo, non riusciva più a provare nulla, e questo era colpa sua. Le era già capitato, erano periodi in cui ‘’spegneva’’ le emozioni, forse per proteggersi, forse perché oramai era stanca. Era stanca di soffrire, di disperarsi, di non essere capita. E le aveva spente quelle brutte emozioni, ed insieme a loro aveva detto addio anche a quelle belle. Non rideva, non piangeva, non si arrabbiava, era diventata un automa. Questa condizione le piaceva all’inizio, ma sentiva che qualcosa le mancava. Le mancava ridere per piacere e non per forzatura, le mancava arrabbiarsi per ogni piccola sciocchezza, le mancava piangere disperatamente. Ma la sua condizione era questa e non poteva cambiarla. Sì arrendeva così ogni giorno a quella snervante routine.

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