Sono la risposta alle vostre preghiere

Serie: Le Wendy


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: WendiX2009, seguendo l’ombra amica, ha scoperto che il tecnico è morto nella serra.

L’ombra saltella da un vetro all’altro della cupola senza smettere di indicare la lunga linea di cubi grigi e specchi neri. Seguo intontita il suo percorso senza voltarmi, fingendo che quel corpo straziato alle mie spalle null’altro è che un incubo, e al risveglio perderà i contorni e sfumerà nell’oblio.

Gli alberi da frutto, e gli ortaggi, lasciano il posto a piccole margherite e fiori gialli: è Calendula. Marla03 mi ha insegnato a riconoscere le piante prendendo spunto dal libro di botanica.

Dal trifoglio spuntano due orecchie maculate e poi un musetto curioso. Il coniglio mi fissa prima di saltellare al sicuro verso una conigliera nascosta tra i cespugli di more. 

L’ombra si ferma infine davanti ad una distesa incolta di cumuli di terra. Sculture intarsiate nel legno giacciono su di esse, custodi di eterni segreti. Vicino ai miei piedi nudi vi è posata una targa scolpita: 

Alla mia cara e devota moglie. Ti ricorderò per sempre

Le altre due, posizionate su piccoli smottamenti di terra, riportano:

 “Al mio amatissimo figlio”, “Se esiste ancora un Dio ora sei accanto a lui. Figlia amatissima

L’ombra riprende il suo cammino. Superiamo la distesa incolta fino a giungere a una parete. Seguo il mio amico appoggiando la mano sulla fredda pietra, qua e là sfioro il morbido muschio che la ricopre.

Di nuovo una porta chiusa. Stavolta non attendo che l’ombra l’apra per me, appoggio la mano sulla maniglia arrugginita e mi intrufolo nella stanza.

L’odore pungente di alcool e disinfettanti cancella il dolce profumo della natura. Mi ritrovo al buio, le mie dita cercano frenetiche l’interruttore. Luci al neon azzurre sfarfallano per qualche istante prima di stabilizzarsi illuminando tre file di scaffali pieni di barattoli.

Sfioro il vetro impolverato di uno di questi rivelandone il contenuto. Credo sia un feto, come quelli nella stanza di Wendy Madre, ma la sua testa è sproporzionata e dove dovrebbero esserci le gambe vi è una lunga coda. L’etichetta riporta la scritta WendyX2006.

«Ecco dove ti eri nascosta sorella.»

Attraverso la stanza sbirciando i contenitori di diverse dimensioni stipati uno accanto all’altro. Al loro interno giacciono dormienti i sogni mai nati.

Una scrivania è appoggiata alla parete. Sopra di essa vi è il poster di una pecora. La scritta riporta il nome e una data: Dolly, 5 luglio 1996.

Incollate accanto vi sono delle foto. Una donna umana, lo comprendo dal clorito del suo incarnato, sorride stringendo a sé delle bambine. A penna è riportata la seguente scritta “Suor Marla. Orfanotrofio delle Stelline. Milano 2026

L’altra foto ritrae un gruppo di bambini, spicca tra loro Wendy Madre. Non sorride, morde il labbro, stringe la mano ad un bambino poco più alto di lei.

La scritta riporta “Campioni per terzo test

Sfioro la scrivania scostando la fitta polvere. Sotto il vetro scorgo diverse carte, ritagli e foto in bianco e nero. Alcune sono così sbiadite da essere illeggibili. Riconosco le strutture che scorgo all’orizzonte dalle finestre. Il testo, che incornicia l’immagine, cita:

15 maggio 2026. Sorgeranno su 130mila metri quadrati, pari a 16 campi da calcio, nell’ex area industriale Novaceta ai confini della cittadina lombarda di” la pagina è sbriciolata. Illeggibile.

L’articolo successivo, datato giugno 2036, riporta un lungo elenco di lamentele della popolazione contro il decimo datacenter costruito in Lombardia. Segnalano continui blackout e siccità, intere famiglie rimangono settimane senza approvvigionamento idrico.

Non comprendo molto di quello che sto leggendo.

Un documento attira la mia attenzione, nella foto è inquadrata la ruota del luna park. “Dicembre 2099. Nelle città sopravvivono solo i super milionari, coloro che posso permettersi di acquistare una zucchina coltivata nelle serre biodinamiche. Abbiamo distrutto questo mondo mentre giocavamo agli dèi con l’Intelligenza Artificiale. Non ci resta più nulla, persino le nostre lacrime vengono rubate per raffreddare i motori dell’Apocalisse.

«Ma lì fuori è rimasto qualcuno a far funzionare il luna park?» chiedo all’ombra pur essendo consapevole che non mi risponderà.

Una porta cigola e viene sbattuta contro il muro. Indietreggio di qualche passo ma, con uno scatto, Marla05 mi cinge il polso. Le fredde dita artigliano la pelle.

«Hai saltato la routine del mattino. Ora devi recuperare. Devi essere perfetta per il tuo compleanno»

*Il titolo è una citazione tratta dal libro Peter Pan (James Matthew Barrie)

L’orfanotrofio delle Stelline chiuse nel 1973, è ora sede della fondazione omonima e del museo. (In questo racconto svolge ancora la funzione di orfanotrofio fino al 2026)

Continua...

Serie: Le Wendy


Avete messo Mi Piace1 apprezzamentiPubblicato in Sci-Fi

Discussioni

  1. Ciao Laura, anche in questo episodio ci sono molte immagini che funzionano bene, dalle tombe al laboratorio pieno di dettagli inquietanti e riferimenti al passato.
    L’arrivo di Marla ha fatto spaventare anche me.
    A parte la costruzione di qualche frase dal sapore antiquato (ma è un gusto personale), la storia funziona molto bene.

  2. L’ho trovato decisamente coinvolgente. Le immagini si susseguono con un ritmo incalzante, non facile da gestire, ma molto cinematografico. L’ambientazione e il riferimento all’orfanotrofio mi hanno fatto venire i brividi: il passato e il futuro si incontrano in un vortice atemporale. Bello!

  3. Un brano molto evocativo, che riesce a mescolare mistero, inquietudine e malinconia con immagini forti e suggestive.
    Mi è piaciuta in particolare la progressione della scoperta, dalla serra apparentemente rassicurante fino al laboratorio, dove ogni dettaglio aggiunge un tassello a un passato sempre più oscuro.
    Le tombe, i feti conservati e i ritagli di giornale e molte altre immagini, ampliano il mondo narrativo senza appesantire il ritmo.
    Come spunto costruttivo, in alcuni passaggi le numerose informazioni rivelate tutte insieme rischiano di attenuare l’impatto emotivo delle scoperte; forse, concedere qualche pausa in più alle reazioni di Wendy potrebbe rendere ancora più intensa l’atmosfera (anche se mi rendo bene conto che spesso le 1000 non aiutano in questo senso).
    Nel complesso, un capitolo coinvolgente che mi lascia molta curiosità per ciò che verrà dopo.