
Sotto gli occhi di una madre
Serie: Le avventure di Principessa Fiocco
- Episodio 1: La casa del Noce
- Episodio 2: Urla nella notte…
- Episodio 3: …e silenzi per le vie
- Episodio 4: Fedele tempismo
- Episodio 5: Sotto gli occhi di una madre
- Episodio 6: Tracce
STAGIONE 1
Bluardo fece visita alla Principessa Fiocco molto spesso. Passeggiavano insieme per le vie del villaggio, parlando del più e del meno all’interno di quella cupola di complicità che si era costruita attorno a loro. Ma a Fiocco non sfuggì la curiosità delle persone che sgorgava in bisbigli, accolta da orecchie molto, troppo attente.
Si fermò, d’improvviso, proprio davanti a due donne che smisero subito di confabulare, colte in flagrante.
A mento alzato, disse: «Se avete qualcosa da dire, dovreste rivolgere le vostre curiosità alle mie orecchie, non alle mie spalle».
«Ma non è forse un gran sollievo, cara?»
Draconia aveva la strana abilità di apparire nel posto giusto al momento giusto, e di questo la figlia ne era grata.
«Credevo che l’intero villaggio fosse affetto da qualche tipo di sordità e cecità, dopo gli avvenimenti spiacevoli degli ultimi tempi» continuò la madre. «Eppure, queste gentildonne sembrano in salute».
Le due donne abbassarono lo sguardo, colpevoli. Dimostrando la poca rilevanza che avevano per lei, Draconia spostò l’attenzione alla guardia accanto a Fiocco.
«Bluardo, che piacere vedervi! Grazie per intrattenere mia figlia con la vostra compagnia».
La guardia fece un piccolo inchino.
«Non mi avevate detto sareste uscita, madre» disse Fiocco, con un piccolo sorriso complice.
«Mi sono ricordata che ti servivano delle corde nuove per il tuo liuto, volevo farti un piacere» e fece un cenno con la mano, come a spingerli a proseguire. «Ma forza! Continuate la vostra promenade e lasciate questa povera vecchia alle sue commissioni domestiche».
«Se posso permettermi, Lady Draconia» prese timidamente parola una di quelle pettegole, «vi trovo radiosa e nel fiore degli anni».
La donna lanciò uno sguardo duro che non concedeva neanche una sillaba. Passò tra le due con un altrettanto tagliente ”permesso”.
I due proseguirono, trattenendo a malapena qualche risata.
«Sai» disse Bluardo, «quando sono arrivato qui, ho sentito tanto parlare della Principessa Fiocco. Ma non hai nulla della nobile altezzosa che chiunque potrebbe immaginare, vero?»
Fiocco si strinse nelle spalle. «Le persone hanno spesso la presunzione di darti un soprannome che si addica all’idea che hanno di te. Di recente, ho imparato che, se non rispetti quell’immagine, mostrandoti per quello che sei, ti trattano come se li avessi illusi. Ma è un loro male».
Bluardo guardò il suo profilo, il suo naso all’insù e le palpebre che facevano da cornice ad uno sguardo trasognato. Le prese la mano. «Non mi hai per nulla illuso. Anzi, quando ho capito chi fosse tua madre, ho subito supposto che non fossi tanto diversa da lei. Avete lo stesso modo di alzare il mento, te l’hanno mai detto?»
La ragazza ridacchiò, scuotendo la testa. «Sottolinea il fatto che la gente preferisca vedermi come una principessa, piuttosto che la figlia di…»
Una voce aspra e carica di cattiveria le risuonò nella testa: “Cosa ti aspetti dalla figlia di una mezzadrago?”.
Due dita di Buardo si piazzarono sulla sua fronte, prendendola alla sprovvista, e scandì: «Ferma!»
«Che stai facendo?» rise lei.
«Fermo i tuoi pensieri. Non sono un mago né leggo nel pensiero, ma sono pronto a scommettere che stavi pensando alle parole di un certo bifolco».
Fiocco sospirò, tesa. «Io amo mia madre, davvero. Ed è stata la prima a dirmi di stare alla larga da…» si torturò le mani. «è sempre stata un’ottima stratega, discende da una stirpe di militari. Chiunque sosterrebbe che Lady Draconia non esita mai davanti ad uno scontro. Ma per me, per noi, ha sempre voluto una vita tranquilla. Mi vuole proteggere, come ogni madre farebbe, giusto?»
«Certo che sì» confermò Bluardo, stringendole la mani per tranquillizzarla.
«Sento come se avessero portato un grande caos e io non abbia le energie per contrastarla. Non sono una guerriera come lei» disse la Principessa, abbassando lo sguardo. «Forse sono davvero una principessa e basta, di quelle che vanno sempre salvate».
Bluardo la guardò accigliato. «Stavi per colpire Cormacchio con il tuo liuto, e pensi di non essere combattiva?»
La sua espressione le strappò un sorriso.
La guardia portò la sua mano al proprio braccio, invitandola a proseguire il cammino. «Per come la vedo io, ognuno combatte, in questa vita, con le armi con cui è nato, e non necessariamente con spade e coltelli. Quel gargoyle ha la forza bruta, denotando una scarsa attività intellettuale».
Fiocco scoppiò a ridere e Bluardo vide una buona ragione per continuare: «Quella è una dote che ha, però, una grande stratega come Lady Draconia. Un raziocinio, forse, che non le permette di ascoltare il cuore e lanciarsi alla protezione dei più deboli senza un piano. Quella è la tua forza, Fiocco, e in pochi ce l’hanno. Per questo, io credo che in molti la temano, e che preferiscano essere protetti, piuttosto che combattere».
Fiocco ponderò le sue parole. «Per questo non hai estratto la tua spada, quella notte? Cormacchio se l’aspettava».
Ora toccò a Bluardo fare spallucce. «Chiunque se la sarebbe aspettata da una guardia, immagino. Ma quando entri nella gendarmeria, la prima cosa che ti insegnano è capire quando non usare la spada» si prese un secondo per riflettere. «E poi, se l’avessi fatto, credo avrei dato ragione a chiunque sostenga che le creature oltreordinarie siano solo mostri, animali. E il Trattato non serve forse a sostenere il contrario?»
La Principessa non sapeva se sarebbe cambiato qualcosa, ma era bello pensare che, comunque fosse andata, avrebbero passeggiato insieme, sfiorandosi le mani.
«Quindi, vostra figlia ha un corteggiatore» osservò la nana Pym, apparentemente con noncuranza. Draconia avrebbe voluto che si fosse limitata a venderle le corde da liuto. Le allungò quattro monete, rispondendo: «Sir Bluardo è una buona compagnia per Fiocco».
La nana fece un cenno secco col capo. «È un bene, sì. Così avrete un pronto intervento, quando quei gargoyles non sapranno stare al loro posto. Il loro cucciolo è una mina vagante, davvero. Corre e saltella nel tentativo di volare, e poco ci manca che faccia cadere…»
Le parole morirono in gola alla vista di quegli occhi rettili con i quali Draconia la stava perforando. Le unghie curate crebbero in artigli scuri, sfiorando il palmo di Pym, aperto ad accogliere le monete.
La sua voce si fece profonda, eco di battaglie passate. «Non dovrebbe essere compito del singolo, ma dell’intera collettività preservare l’ordine nel villaggio. Specialmente se quel singolo è una fanciulla che si è già fatta avanti, da sola, a fronteggiare un potenziale pericolo. Senza che nessuno, oltre alle forze dell’ordine, si unisse a lei. Mi chiedo, dunque, dove sia la collettività».
Pym si attorcigliò la barba intorno alle dita nervose. Tremava. «I-io avrei chiamato le guardie, quella notte…»
«Solo quella notte, Pym?»
Draconia era perfettamente immobile, ma Pym indietreggiò, diffidente nei confronti del banco che la divideva dalla mezzadrago.
«E tutte le altre notti in cui si comportavano da incivili, insomma! Ma proprio quando stavo per chiamare le guardie, loro smettevano e a quel punto non sarebbe valsa la pena, sarei stata sanzionata per un falso allarme» replicò tutto d’un fiato.
Draconia chiuse lentamente gli occhi, cercando la calma nel nero delle sue palpebre. Li riaprì e mollò le quattro monete sul tavolo con un gesto secco. «Siamo tutti uguali, Pym, alla luce del sole e nell’occhio del ciclone. Questo dice il Trattato, ecco per cosa abbiamo combattuto, per una comunità in cui vivere sereni. E il silenzio rende complici. O sbaglio?»
Non aspettò una risposta e, mentre si allontanava, la coda di Draconia strisciò oltre lo strascico della sua gonna e diede un colpetto alla gamba del banco della nana. Era un avvertimento a fare miglior uso delle sue osservazioni.
Serie: Le avventure di Principessa Fiocco
- Episodio 1: La casa del Noce
- Episodio 2: Urla nella notte…
- Episodio 3: …e silenzi per le vie
- Episodio 4: Fedele tempismo
- Episodio 5: Sotto gli occhi di una madre
- Episodio 6: Tracce
Mi sono innamorato di Draconia e di Bluardo e di… beh, un po’ di tutti. E rimango ancora incantato mentre seguo con lo sguardo la coda sinuosa che urta il banco, mentre cerco di sentire la risata di Fiocco e mi chiedo persino se le dita di Bluardo siano ruvide al tatto.
Ancora una volta grazie per questo sprazzo di mondo affascinante e ricchissimo.
Grazie a te Emiliano! É sempre un piacere vedere che specialmente Draconia riscuote tanto affetto✨