
SpaceBook
Serie: MEZZANOTTE COSMICA
- Episodio 1: Sempre come la prima volta
- Episodio 2: Sto bene
- Episodio 3: Chi è Jerry?
- Episodio 4: La vecchia Beth
- Episodio 5: SpaceBook
- Episodio 6: Il miglior panino di Halley Street
- Episodio 7: Copy Generation
STAGIONE 1
«Lei gioca pesante con le parole, sa?»
«Che vuol dire pesante?»
«Scuro.»
«Scuro?»
«Da non vedere la luce del giorno Signore.»
«Come?»
«Umorismo nero.»
«Nero tipo il colore?»
«Nero tipo: buco nero.»
«Quindi?»
«Troppe parolacce Signore.»
«Vuole che le tolga?»
«Sarebbe l’ideale Signore.»
«Perché mai?»
«Non si addice al nostro stile.»
«Stile?»
«Esatto.»
«Per stilare cosa?»
«I nostri lettori.»
«I miei vuole dire.»
«Noi siamo quelli che la pubblichiamo, Signore.»
«Ma non a scegliere chi mi legge.»
«Prego?»
«I lettori vengono da sé, attratti da ciò che scrivo.»
«Vede, è qui che si sbaglia.»
«Davvero?»
«Teniamo ai nostri lettori più di quanto immagini.»
«Non mi dica…»
«Cosa le cambia evitare le parolacce Signore?»
«A voi cosa cambia se le tengo?»
«Può trasmettere lo stesso i suoi messaggi senza ricorrere al turpiloquio.»
«Lo credo, ma ci sono cose che passano meglio con un bel vaffa…»
«Lei crede?»
«Cazzo, sì.»
«Eviti di parlare come scrive, per favore.»
«Scusi…»
«Bene, le dico cosa proponiamo.»
«Sono tutto orecchie.»
«Abbiamo girato il suo lavoro alla redazione, e lasci che le dica, Signore, è davvero notevole. Indaga aspetti della società che pochi osano toccare, con una critica che fa sorridere ma anche riflettere. Peccato che poi si perde in bestemmie e parolacce che fanno solo zavorra.»
«Sono solo parole… chi legge sa cosa sta facendo, no?»
«Non tutti… Abbiamo un pubblico variegato e non vogliamo perdere nessuno che potrebbe trovare il suo libro… come dire…»
«Appetibile?»
«Esatto Signore.»
«Immagino.»
«Usando quel linguaggio da porto, si isola in una nicchia che, tra l’altro, è praticamente estinta. Se si fermasse un attimo a riflettere, potrebbe vedere l’opportunità di pulire un po’ il tono.»
«Posso fumare qui?»
«Non è permesso, ma faccia pure.»
«Diciamo che, per qualche ragione che non mi va di capire adesso, decido di “ripulire il tono”, cosa cambierebbe? Cioè, se lascio tutto così, questa cosa come si rifletterebbe sulle vendite?»
«Vede, Signore, dalla notizia dell’imminente apocalisse, c’è stata una corsa tra l’élite di tutto il pianeta a investire in letteratura di elevato valore culturale. Questi individui, che negli ultimi anni hanno ammassato fortune colossali, stanno ora destinando parte di questi capitali a progetti innovativi.»
«Non la seguo.»
«Posso condividere con lei solo una parte delle informazioni riservate, fiduciosa che le manterrà confidenziali, cosa certa in quanto è in linea con gli accordi sulla privacy e i diritti d’autore, proteggendo ogni discussione riguardante il progetto SpaceBook in questa stanza, che lei ha firmato.»
«Spacebook?»
«SpaceBook è un’iniziativa volta a catalogare un considerevole numero di lavori letterari di significato culturale profondo. Queste collezioni verranno trasmesse oltre i limiti del nostro sistema solare utilizzando soluzioni e tecnologie avanzate.»
«Volete sparare libri nello spazio…»
«Diciamo che è una prospettiva interessante.»
«E se il mio libro dice “merda” o “cazzo”, non ha il diritto di farsi un giretto cosmico?»
«Mi dispiace, Signore, ma certe espressioni sono… problematiche.»
«Capisco… Immaginiamo che io ripulisca il mio libro, lo trasformo, quale vantaggio ne trarrei?»
«Oltre al fatto che viaggerebbe nello spazio?»
«Se è così che vuole metterla…»
«In un arco di diecimila anni luce, lo shuttle atterrerà su un pianeta ospitale.»
«Ma dai?»
«C’è un dettaglio… diciamo, peculiare.»
«Sono pronto ad ascoltarla.»
«Il pianeta di cui parliamo sarà già abitato.»
«Alieni?»
«Umani.»
«Come scusi?»
«Esatto, ci sono altri esseri umani là fuori.»
«Umani nel senso di braccia, gambe, il solito pacchetto?»
«Umani nel senso di me e lei, Signore.»
«Questo richiederebbe un’analisi dettagliata… ma continui.»
«Questi umani vivranno lì, ma diciamo che saranno… in un’epoca diversa.»
«Saranno?»
«È sicuro di voler continuare?»
«Ho firmato un contratto…»
«Stiamo parlando dell’era Cenozoica Signore.»
«Che?»
«Pleistocene.»
«Mi sta dicendo che mentre noi discutiamo su come camuffare un “porca puttana” nel mio libro, là potrebbero benissimo star scoprendo il fuoco?»
«Ci vorrebbe ancora un pò ma si, Signore.»
«Che figata…»
«Lo so… crea un certo entusiasmo.»
«Quindi, ci sarà una chance che il mio libro, pulito per bene, finisca per essere oggetto di studio di umani di un’altra era?»
«Potrebbe diventare parte integrante della loro cultura.»
«E se decidessi di non pulirlo?»
«Stiamo parlando di potenziali futuri lettori che potrebbero non capire il suo “porca puttana” come un’espressione artistica. Tuttavia il linguaggio evolve, e ciò che oggi consideriamo volgare, in un’altra era potrebbe essere visto come un… quasi affascinante.»
«Il mio: “Cristo che stronzata” diventa un’antichità letteraria… quasi affascinante?»
«Potrebbe addirittura diventare un argomento di studio per futuri linguisti che cercheranno di comprendere la nostra epoca.»
«Le mie parolacce potrebbero diventare oggetto di ricerca accademica?»
«Potrebbero… si.»
«Wow… e se aggiungessi ancora più parolacce, per la scienza?»
«Forse dovremmo concentrarci su come il suo libro può arricchire, educare, non provocare.»
«Una sorta di equilibrio tra il sacro e il profano.»
«Nessun linguaggio offensivo toccherà quelle terre, Signore.»
«Cioè?»
«Una volta atterrato, lo shuttle sarà monitorato dal nostro centro spaziale autogestito, assicurandosi, anche dopo l’apocalisse che l’accesso al sapere venga concesso in un’era in cui gli Homo presenti possano davvero beneficiarne.»
«Quindi, c’è una chance che una scimmia del cazzo legga il mio libro?»
«0,06% che accada, Signore.»
«É tanto?»
«Più di quanto immagini.»
«Come funziona?»
«Tutto il sapere è archiviato digitalmente in un contenitore sicuro e indistruttibile chiamato: “nucleo”. All’interno, abbiamo inserito solo alcune delle più importanti opere letterarie mai concepite dall’uomo.»
«E il resto della storia umana che fine fa? Polverizzata dall’apocalisse?»
«Le persone che le ho menzionato prima, Signore, quelle di grande influenza, vogliono assicurarsi un avvenire migliore per le future generazioni. Immagini le potenzialità: l’umanità che insegna sé stessa, senza più guerre, né sofferenze. Ere di individui liberi, evitando gli errori che ci hanno portato fin qui. Per questo, le suggerisco: rifletta bene sul suo libro. Consideri l’idea moderare il linguaggio, non lo veda come una rinuncia, ma un’opportunità di contribuire a un futuro diverso, dove rabbia e odio non saranno altro che lontani ricordi.»
«E chi mi dice che evitando un bel “Merda” o “Vaffanculo”, queste parole non assumano un significato diverso in futuro? Cosa succede se lancio la Divina Commedia in faccia a un uomo delle caverne prima che impari a mandarmi a cagare? Supponendo che questo non gli impedisca di evolversi in qualcosa di meno che: un signor nessuno? Come facciamo a essere certi di non finire per… come dire… confonderli?»
«Non ci sarebbe lo stesso rischio con l’uso di parolacce Signore?»
«Chi può dirlo?»
«Ci guardi adesso.»
«Perché dovrei modificare il linguaggio di un popolo che sta appena scoprendo come costruire capanne? Pensate davvero che possa funzionare? Che altro volete che facciano, yoga?»
«Numerose opere letterarie di significativo valore, emerse nei secoli passati, sono il frutto di un processo di dominazione. L’intensa immaginazione che abbiamo esplorato mediante la letteratura e l’arte costituiscono l’essenza di anni di civilizzazione.»
«Quello che lei chiama: “intensa immaginazione”, per me suona più come un cerotto gigante per coprire i buchi lasciati dalle cantonate che l’umanità s’è beccata. Mi fa un po’ ridere l’idea che solo spararsi parole pindariche possa calmare gli animi di una tribù dove ancora ci si fa la lotta per una buccia di banana.»
«Mi ascolti bene. SpaceBook, è stato progettato con precisione chirurgica per educare i primati di quel tempo. Siamo fermamente decisi a evitare che qualsiasi pensiero conflittuale possa alterare, anche solo minimamente, il loro percorso evolutivo. Una volta attivato, il nucleo, armato di una sofisticatezza linguistica senza pari, interagirà con gli ominidi come se scambiasse bucce di banana. Un’operazione minuziosa, di ampia portata, destinata a preservare intatta la loro sete di conoscenza. Inoltre, il sistema, animato di un intelligenza artificiale, non si limiterà a educare, ma guiderà le generazioni future verso un’evoluzione distillata, dove pregiudizi, disuguaglianze e divisioni sociali saranno aboliti, così da raggiungere lo stadio evolutivo di: Homo Essentia.»
«Homo che?»
«Homo Essentia, Signore.»
«Cristo santo… e questo accadrebbe quando?»
«Secondo le nostre dettagliate ricerche, l’evoluzione verso l’Homo Essentia si collocherebbe all’incirca nel Pleistocene, lo stesso periodo dell’Homo Habilis per noi, per intenderci. A quel punto, sarebbe già un essere completo e trasceso.»
«E fino ai giorni nostri?»
«Stiamo parlando di circa duemilioniquantrocentoduemilaventiquatro anni fino ai nostri giorni, presupponendo che il concetto di tempo, così come lo conosciamo sia applicabile all’Homo Essentia.»
«Presumendo che l’uomo sia ancora…»
«Umano?»
«Lo ha detto lei…»
«Signore. Il programma SpaceBook non si accontenterà di semplici interazioni didattiche, ma imparerà a sua volta dalla comunità che lo utilizza. Così facendo, si trasformerà nel cuore pulsante di una nuova coscienza collettiva, capace di riutilizzare il nucleo, ovvero il linguaggio, per esplorare l’infinito. Nonostante le sue preoccupazioni su come ciò avvenga, garantiamo che il loro sviluppo resterà naturale. Il nostro obiettivo è assicurarci che il suo lavoro sia apprezzato in qualsiasi era geologica. Ma per farlo, abbiamo bisogno che tolga parole come: “Cazzo” o “Merda” dal suo lavoro.»
«Beh… Solo se mi assicurate che il mio libro farà parte del primo lancio verso… diciamo…»
«Una nuova frontiera letteraria?»
«Se è così che vuole chiamarla…»
«Prepareremo il suo lavoro per un viaggio davvero… stellare.»
«Beh andiamo a scrivere un pezzo di storia allora….»
«È un accordo, Signore.»
«Ma prima… un’altra sigaretta?»
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Un altro bell’episodio, i dialoghi sono scritti magistralmente, attendo di leggere il seguito 🙂
“guiderà le generazioni future verso un’evoluzione distillata, dove pregiudizi, disuguaglianze e divisioni sociali saranno aboliti, così da raggiungere lo stadio evolutivo di: Homo Essentia.»”
Sei un genio. 👏
Giancarlo… mi lusinghi. Grazie 🙏
voglio farti i complimenti soprattutto per l’efficacia e la concretezza del dialogo, che funziona perfettamente come sempre nei tuoi scritti.
Notevole la riflessione sul senso della letteratura: «Numerose opere letterarie di significativo valore, emerse nei secoli passati, sono il frutto di un processo di dominazione. “
Francesca, come sempre ti ringrazio di cuore per i tuoi apprezzamenti <3