
Spazzino in quattro – 2
Serie: L'Urlo Muto delle Ombre
- Episodio 1: La stufa
- Episodio 2: Matilde
- Episodio 3: Spazzino in quattro – 1
- Episodio 4: Spazzino in quattro – 2
- Episodio 5: Il cielo cova la neve
- Episodio 6: Controllori
- Episodio 7: Hell’s Tie
- Episodio 8: L’orologiaio
- Episodio 9: Pieno di benzina
- Episodio 10: Il getto
- Episodio 1: La cena (Attimi – 1)
- Episodio 2: Caffè in cialde (Attimi – 2)
- Episodio 3: Acque invernali (Attimi – 3)
- Episodio 4: Cappio (Attimi – 4)
- Episodio 5: Preferisco la tua cucina (Attimi – 5)
- Episodio 6: Gabriel (The Scarecrow – 1)
- Episodio 7: Gabbiani (The Scarecrow – 2)
- Episodio 8: Rivelazione (The Scarecrow – 3)
- Episodio 9: Agatha (The Scarecrow – 4)
- Episodio 10: Le conseguenze (The Scarecrow – 5)
- Episodio 1: Salsa barbecue? (1)
- Episodio 2: Salsa barbecue! (2)
- Episodio 3: Gelatina (1)
- Episodio 4: Gelatina (2)
- Episodio 5: Gelatina (3)
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
Vittorio fu il primo a perdere la pazienza.
“Non ti conviene prenderci per il culo” disse sbattendo i pugni sul tavolo. Puntava il dito contro l’uomo, il quale non arretrò di un passo. Renato si limitava a guardare la scena scuotendo lentamente la testa.
“Vittorio, che cazzo!” si intromise Ivo. “Quanti Luigi ci saranno in questo paese? Dire un milione sarebbe poco.”
Vittorio, suo malgrado si ricompose sulla sedia. “E vai avanti, con quelle carte” concluse.
L’uomo porse il mazzo a Vittorio, che doveva tagliarlo.
“Fermo!” esclamò, afferrando il braccio di Vittorio prima che potesse toccare il mazzo. “Con la sinistra” spiegò riacquistando la calma.
Vittorio lo guardò in cagnesco, senza reagire a quel contatto fisico tanto invadente. Qualcosa nell’espressione di quello straniero gli aveva fatto capire che fosse meglio così. “E se tagliamo con la destra?” chiese Renato. “Qualcuno morirà?” aggiunse, poi scoppiò in una risata alla quale si unì Vittorio. Ivo non rideva. L’uomo con il cappotto era più che mai serio. “Ah, andate al diavolo voi due” disse Renato mentre le risate si spegnevano.
“Ti prego, Vittorio” ripeté l’uomo, ignorando la scenetta. “Con la sinistra. È molto importante”
Il mazzo venne tagliato. L’uomo distribuì tre carte a ciascun giocatore e ne scoprì quattro sul tavolo e ripose il mazzo. Il gioco cominciò; era il turno di Ivo. Calò un fante di bastoni, raccogliendo un fante di spade.
Ora toccava a Renato. Doveva ancora calare la sua carta, quando la sua giocata venne interrotta.
“Notizie” mormorò l’uomo. Sul suo volto ogni traccia di sorriso era sparita. “Notizie non positive” aggiunse.
Renato lo fissava, il sopracciglio alzato. Vittorio lo osservava di sbieco. “Potevamo anche starcene a casa” disse scuotendo il capo una volta tornato alle sue carte. Nessuno rispose. Ivo si accorse che l’uomo fissava il suo mazzetto dei punti, nel quale giacevano i due fanti, di bastoni e di spade.
Il gioco riprese. Renato calò un re di spade, Vittorio calò un due di bastoni. Non raccolsero nulla.
L’uomo allungò la mano tremolante verso le carte in tavola. Con la punta delle dita, toccò quelle appena calate da Vittorio e Renato. “Problemi legali…” disse, o meglio sussurrò. Sembrava quasi non rendersi conto della presenza degli altri. La sua attenzione era tutta rivolta alle carte, ma con una logica che trascendeva le tradizionali regole dello spazzino. Solo Ivo intuiva le parole del forestiero, e iniziava a provare disagio.
Il gioco proseguì fino alla penultima mano. L’uomo afferrò il mazzo alla sua sinistra e distribuì le ultime dodici carte con la mano destra tremolante. Nella mente di Ivo, le parole dell’uomo echeggiavano come dichiarazioni solenni.
Notizie non positive.
Problemi legali.
Luigi – il loro amico – stava divorziando dalla moglie. In ballo c’era l’affido della loro ultima figlia, Noemi, di appena sei anni, una piccola sorpresa ma che aveva riempito di gioia una vita apparentemente destinata al piattume di un matrimonio disfunzionale. Luigi, che in quel momento dormiva in un letto al reparto di Cardiologia del Carlo Poma, aveva sul suo capo una sentenza che pendeva come una ghigliottina. Ivo deglutì a fatica un grumo di saliva. Si pentiva del suo invito.
“Tocca a te” disse Vittorio. Ivo notò che il suo pacchetto di sigarette non era più sul tavolo. Vittorio lo aveva cacciato nel borsello, facendo capire che non avrebbe giocato un’altra partita.
Renato batté il bordo delle carte sul tavolo, in un gesto di impazienza. Ivo si accorse che la sua gamba faceva su e giù, come a pigiare e rilasciare un pedale immaginario. Fuori, la tempesta infuriava e il vento urlava contro i vetri.
Ivo calò un cinque di spade, raccogliendo un tre e un due dello stesso seme.
“Bagari” mormorò posizionando le tre carte scoperte di traverso in cima al mazzetto dei punti. “E Napoli terza, con l’asso che ho già preso” aggiunse come parlando a se stesso.
Bagari con Napoli terza, una mossa che in circostanze normali avrebbe suscitato urla di clamore. Ma non erano circostanze normali, e nessuno reagì. Renato e Vittorio spostavano ciclicamente i loro sguardi dalle loro carte a quelle sul tavolo, per poi tornare al proprio mazzo, senza mai alzare il capo. Non fosse stato per il lungo bancone dietro al quale luccicavano bottiglie e bicchieri, se in quel momento fosse entrato qualcuno avrebbe potuto pensare di essere nella sala comune di un ospedale psichiatrico.
L’uomo con l’impermeabile sembrava il più logoro di tutti. La pelle del viso – tutti e tre avrebbero giurato che fosse tendenzialmente olivastra, al momento delle presentazioni – era ora del colore del fumo di sigaretta che aleggiava attorno al bancone. Attorno al tavolo si diffondeva l’odore pungente del sudore. La partita proseguì.
Renato calò il re di spade, raccogliendo il re di bastoni. A quel punto, l’uomo ingurgitò tutto il whiskey rimasto nel suo bicchiere, quando si accorse di aver lasciato la sua ultima carta scoperta. La spiaccicò con forza sul tavolo coprendola con la mano, abbassò lo sguardo e chiuse gli occhi. Le sue labbra si muovevano come quelle di un fedele in preghiera nel silenzio.
Vittorio calò un asso di bastoni.
I tre attesero che l’ultima carta della partita venisse giocata. Ivo non l’aveva vista, nonostante fosse rimasta scoperta, ma sapeva che era un quattro di spade. Il perché, non sapeva spiegarlo. Lo sentiva.
Il tempo parve fermarsi, i respiri si fecero sempre più sottili mentre i giocatori attendevano l’esito dell’ultima giocata. Non c’era motivo di prolungare così tanto la partita, e tuttavia né Renato, né Vittorio si azzardarono ad aprir bocca. Il salone, in quel momento aveva l’aria di un aula di tribunale. Il giudice era Luigi, l’uomo con l’impermeabile.
La mente di Ivo non si era fermata un istante, da quando l’estraneo aveva iniziato a comportarsi bizzarramente. Le sue parole suscitavano ricordi, gli suggerivano collegamenti.
Notizie in arrivo. Problemi legali.
Luigi è malato, ed è in arrivo la sentenza del tribunale.
L’asso di bastoni e il quattro di spade. Quattro lame che trafiggono un tronco. Secondo certe letture delle carte significava…
Morte
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- Episodio 2: Matilde
- Episodio 3: Spazzino in quattro – 1
- Episodio 4: Spazzino in quattro – 2
- Episodio 5: Il cielo cova la neve
- Episodio 6: Controllori
- Episodio 7: Hell’s Tie
- Episodio 8: L’orologiaio
- Episodio 9: Pieno di benzina
- Episodio 10: Il getto
Un finale davvero molto evocativo.
La trovata della partita a carte è stata molto originale e anche riuscita. Lasciare il finale aperto all’interpretazione del lettore è stata un’ottima intuizione.
Ciao Giuseppe! Grazie per aver apprezzato il racconto. Mi sono ispirato ai classici tarocchi, ma rivisitando il tutto in chiave “locale”, ovvero utilizzando le carte da briscola.
Mi hai tenuta come legata a quel tavolo in attesa dell’ultima terrificante parola che si presagiva essere la sentenza definitiva. Molto avvolgenti le descrizioni del locale, la polvere e la tempesta che infuria fuori. Il ‘nuovo’ Luigi è da paura. Come sempre, molto bello leggerti.
Ciao Cristiana, scusa se rispondo solo ora al commento. Grazie davvero per il tuo parere! 😉
La direzione in cui volevi andare con questo racconto si fa via via più chiara con il proseguimento della lettura, e il risultato è qualcosa di davvero super originale!
“Non fosse stato per il lungo bancone dietro al quale luccicavano bottiglie e bicchieri, se in quel momento fosse entrato qualcuno avrebbe potuto pensare di essere nella sala comune di un ospedale psichiatrico.”
Questo passaggio mi è piaciuto
Sei stato molto bravo a mantenere l’atmosfera di tensione e incertezza, fino alla fine. Si intuisce cosa potrebbe essere successo, ma la certezza non c’è. Mi è piaciuto molto l’espediiente del gioco delle carte. Complimenti. Sono tutti racconti davvero ben pensati, e ben scritti. Una bellissima serie.
Grazie, sempre gentilissima!
Sono felice che questa serie ti stia piacendo 😉
Un racconto scorrevole, ben scritto e con un bellissimo climax. L’ambientazione semplice e così familiare lo rendono straordinariamente verosimile e vicino. Bellissima metafora quella dello spazzino e fantastiche le interazioni e i gesti dei personaggi. Questo è decisamente tra tutti quelli che hai scritto il mio preferito! Complimenti!
Grazie <3
Ce l'ho messa tutta 🙂
Il racconto è davvero ben scritto attraverso le due puntate. Un esempio, a mio avviso, di horror sottile
e sospeso, ma non per questo meno conivolgente. Lettura piacevole, complimenti.
Grazie mille, Francesco!
Scusate se ho pubblicato due libriCK di fila, tuttavia pensavo che in questo caso fosse più opportuno fare così. Si tratta di un racconto breve che ho diviso in due capitoli, e forse fare attendere un giorno per la seconda parte non aveva molto senso.
Mi sembra di capire che lo sconosciuto sia la morte, venuto a spazzare la vita del loro amico ricoverato.Comunque mi piace molto.
Si può interpretare questo fatto, del resto il racconto è volutamente vago 🙂
Quel che è certo è che l’uomo con l’impermeabile abbia predetto la morte di Luigi… poi chissà, potrebbe anche averla decretata egli stesso con il suo rituale!
Complimenti!