Specchio Nero
Serie: La Muerte Dorada
- Episodio 1: Prima Della Partenza
- Episodio 2: Sussurro nel vento
- Episodio 3: Riflesso
- Episodio 4: Santa Muerte
- Episodio 5: Specchio Nero
- Episodio 6: Il Dono
- Episodio 7: Fiori Per i Morti
- Episodio 8: Vento Del Nord
- Episodio 9: La Via Della Morte
- Episodio 10: La Rosa Del Deserto
STAGIONE 1
Cassandra tornò nella camera, era pallida e scossa.
Non c’era la polizia con cui collaborare, il caso non poteva essere presentato al grand jury e non c’era un’indagine penale a cui fare riferimento. C’era solo Ksenia che dormiva e la foto di Dolores sul tavolo sotto all’impronta di un palmo di mano bagnato.
«Se dovevo essere morta, adesso non sarei qui» sussurrò con un filo di voce mentre beveva un bicchiere di acqua fredda.
«Cassandra, stai diventando pazza» si disse tra sé e sé.
Corse in bagno sotto la doccia, una volta uscita controllò di nuovo il corridoio, tutto in ordine. La mattina arrivò lenta e pesante. Quando Ksenia aprì gli occhi, ebbe davanti il volto di Cassandra che le sistemava i capelli. Cercava le labbra di Ksenia mordendole, quando la sentì irrigidirsi appena con il respiro trattenuto un attimo di troppo.
«Cass, in mezzo alla mattinata c’è la guida turistica, Sara, che ha organizzato una gita al lago di Piediluco» disse Ksenia guardandola negli occhi.
«L’ho conosciuta mentre uscivo dalla macelleria, ho preso due biglietti, mi ha chiesto il cellulare per mandarmi la posizione.» continuò Ksenia. Cassandra fu subito catturata dalla parola lago. Il vecchio, la ragazza morta e le sue strane visioni.
«Ksen, amore» disse, con la voce già a metà tra la carezza e l’interrogatorio «da quando le guide turistiche collezionano numeri di agenti speciali?»
Il cellulare di Ksenia vibrò.
«Mi sembra di aver sentito il tuo cellulare, puoi controllare un attimo?» chiese Cassandra con tono seccato.
«Deve essere Sara, mi doveva mandare la posizione della Chiesa di Santa Chiara» rispose Ksenia, nascondendo la faccia sotto le coperte. Cassandra allungò la mano oltre Ksenia e prese il telefono dal comodino.
«Non azzardarti a muoverti» intimò.
«Buongiorno Ksen, vi aspetto alle 12:00 in piazza, ti ho mandato la posizione, indossa abiti comodi, dolcezza, a dopo.» lesse ad alta voce, scandendo ogni parola con la stessa calma con cui un giudice avrebbe letto un capo d’imputazione.
Posò il telefono sul comodino, certa di aver già stabilito la condanna.
«”Dolcezza”, “Ksen”» ripeté, come se le parole avessero un retrogusto amaro. «Quindi, avete avuto anche una conversazione piuttosto affettuosa fuori dalla macelleria.»
«Cass, è solo una guida turistica, fa così con tutti i clienti» rispose Ksenia.
«Non ho chiesto se fa così con tutti i clienti» disse Cassandra alzando il tono della voce, allontanandole poi la mano con un gesto secco. «Ho chiesto della vostra conversazione.»
Cassandra scese dal letto, si tolse la vestaglia guardando Ksenia, la quale ebbe quasi un infarto mentre la vedeva vestirsi lentamente e in modo molto provocatorio. Prima di uscire dalla stanza, disse: «Ksen, amore, se ti azzardi a fare gli occhi dolci a Sara e venire alla gita con indumenti attillati, la tua prossima escursione sarà sul fondo dell’Hudson, intesi, dolcezza?»
Il fascicolo era chiuso.
Appena fuori porta San Bartolomeo il pullman attendeva i turisti, a poca distanza dalla Chiesa di Santa Chiara da Montefalco. Cassandra vide il gruppetto delle suore che lentamente stava entrando dentro la chiesa. Dalle loro mani cadevano petali arancioni che tracciavano il loro passaggio. Il lago si rivelò attraverso una radura tra gli alberi. Circondato da alte canne che sibilavano e sbattevano al vento, era un corpo d’acqua stanco. Sembrava un’entità che aveva inghiottito qualcosa che non gli apparteneva. La superficie era perfettamente liscia, opaca, priva anche della più piccola increspatura.
Cassandra e Ksenia camminarono fino al bordo, gli occhi fissi sull’acqua nera.
«Sara, ma questo è il lago della leggenda? Della ragazza affogata?» chiese Ksenia incuriosita.
«Sì, qui c’è la leggenda di Dolores, la ragazza che, come dicono, sia stata affogata da un ricco proprietario terriero del Messico. Ma nessuno è mai riuscito a sfatare questa leggenda» rispose la guida turistica.
Mentre il gruppo di visitatori, affascinato dalla voce di Sara, restava distratto, Cassandra vide qualcosa sulla superficie dell’acqua. Un’increspatura. Piccola, perfetta e concentrica. Iniziò esattamente al centro del lago e si espanse verso l’esterno, rotolando attraverso la superficie nera finché non trovò le rive fangose. Cassandra rimase a guardare finché il freddo non divenne pungente e il cielo cominciò a scurirsi con il crepuscolo. Si voltò per iniziare la lunga risalita verso la collina.
E lo vide.
Il vecchio era in piedi a pochi metri di distanza. Non aveva sentito lo scricchiolio dei suoi stivali sulla ghiaia.
«Lei ti ha sentita» disse il vecchio.
«Dolores?» chiese Cassandra.
«Sì, mia nipote» disse. Lo disse con una semplicità disarmante.
«Suo nonno?» chiese Cassandra. Sapeva che era una domanda stupida, ma la fece lo stesso per necessità. Il vecchio la guardò. I suoi occhi erano completamente asciutti, le lacrime spese tutte decenni e decenni prima.
«Sono suo nonno» disse. «E sono qui ogni notte da cento anni, in attesa che qualcuno la senta.»
Il numero colpì Cassandra con la forza di un colpo fisico, il peso schiacciante del tempo. Cassandra capì perché il suo spirito si rifiutava di abbandonare la dimora finché Dolores non fosse stata trovata.
«Cento anni» sussurrò Cassandra. Il vecchio annuì. «Cento anni e ogni anno è più lungo del precedente. Ogni notte è più fredda della precedente, ogni mattina mi sveglio e penso, forse oggi è il giorno e so che non lo è.»
Si voltò lentamente e iniziò a risalire il sentiero, Cassandra lo guardò finché non fu inghiottito dagli alberi spogli. Poi si voltò verso il lago, Dolores era in piedi al centro. Tendeva la mano scheletrica verso Cassandra, apriva la bocca come per dirle qualcosa ma il suono delle parole non usciva, mentre dal ramo che sormontava l’acqua il cadavere di un corvo cadde sullo specchio d’acqua nero.
«Signorina Hale, venga, non è prudente stare in riva col calare della luce» disse Sara.
Cassandra sbatté le palpebre e iniziò a tornare verso il gruppo, mentre petali arancioni di cempasúchil accompagnavano il suo cammino ad ogni suo passo.
Durante la notte al riflesso della luna, fuori in giardino Dolores si avvicinò alla finestra della stanza di Cassandra. Con movimenti innaturali e il suono delle ossa che si piegava in una posizione sbagliata, iniziò a pettinarsi i capelli, lentamente fino ad appoggiare il pettine sul davanzale. Dal ventre del suo corpo putrescente estrasse un pezzo di copal indurito come fosse un chiodo rituale sul quale attaccò la carcassa del corvo, che senza occhi penzolava al muro.
Serie: La Muerte Dorada
- Episodio 1: Prima Della Partenza
- Episodio 2: Sussurro nel vento
- Episodio 3: Riflesso
- Episodio 4: Santa Muerte
- Episodio 5: Specchio Nero
- Episodio 6: Il Dono
- Episodio 7: Fiori Per i Morti
- Episodio 8: Vento Del Nord
- Episodio 9: La Via Della Morte
- Episodio 10: La Rosa Del Deserto
mmmhhh… Episodio interlocutorio. Nella descrizione del lago usi una frase in più che, a mio avviso, ne diminuisce la potenza, sminuendo una frase già carica di pathos: “Il lago si rivelò attraverso una radura tra gli alberi. Circondato da alte canne che sibilavano e sbattevano al vento, era un corpo d’acqua stanco.” Fin qui la descrizione è bellissima. Poi insisti: “Sembrava un’entità che aveva inghiottito qualcosa che non gli apparteneva” mentre quest’ultima considerazione ripete qualcosa che già sappiamo, non aggiunge nulla, anzi toglie. Detto ciò la spiegazione del nonno fa recuperare un interesse che comunque resta alto.
Grazie della tua attenta analisi Giuseppe 🙂 apprezzo molto il tuo commento
rimando dell’idea ch eil vecchio nn è reale, solo Cassandra lo vede e nessuno commenta la sua presenza
” da cento anni”
ma il vecchio esiste? per essere il nonno dovrebbe avere come minimo 170 anni
“fa così con tutti i clienti”
spoiler: no!
ma che combini!!!
Ciao Skǫll! La povera Cassandra non sta certo facendo la vacanza più rilassante della sua vita😂 Altro ottimo episodio👏🏻
Ciao Nicholas 😂😂.. grazie del tuo tempo, apprezzo molto
Bellissimo capitolo, oscuro e misterioso, che solleva molti interrogativi. Mi piace l’atmosfera che riesci a creare. E mi viene voglia di fare un viaggio nei luoghi in cui è ambientata la storia…
Ciao Maria, grazie per il bellissimo commento e per aver letto. Spero di intrattenerti anche con i prossimi capitoli 🙂
“«Ksen, amore, se ti azzardi a fare gli occhi dolci a Sara e venire alla gita con indumenti attillati, la tua prossima escursione sarà sul fondo dell’Hudson, intesi, dolcezza?»”
E’ questo che intendevo, poi, ho letto il commento di Concetta in merito e mi sono fatta venire un sacco di dubbi. Sarò io troppo romantica da vedere leggerezza in questo? sarò forse troppo positivamente predisposta? O magari, invece, ho ragione? Adesso sono nel dubbio e cado nello sconforto 😀
Non cadere nel dubbio Cristiana 😂😂, troppo forte.
E’ no! @conchita59 mi ha confusa 😀
(naturalmente scherzo)
Mi è piaciuto tanto questo capitolo. Ha un’atmosfera gotica e quasi cinematografica. Le scene del lago e di Dolores alla finestra sono davvero riuscite, soprattutto per le immagini inquietanti che creano.
E quel finale è proprio uno di quelli che mi fa pensare che ho voglia di saperne di più.
Inoltre, mi sembra che finalmente il rapporto tra Cassandra e Ksenia cominci ad avere il sapore di quel pizzico di leggerezza che ci sta benissimo.
Grazie della tua analisi Cristiana, si l’atmosfera gotica mi è sempre piaciuta, nel corso dei prossimi episodi sarà sempre più viva. Apprezzo davvero il tuo tempo che impieghi nel seguire, ti ringrazio tantissimo 🙂 🖤
Leggere è fra le cose che più amo e che mi rilassano. Vorrei una vita così 😀
@cristiana condivido a pieno ciò che hai scritto 😀
Non vedo alcuna simpatia da parte di Dolores per Cassandra. Chissà… ma forse mi sbaglio 🙂
Ciao Concetta, grazie per aver letto, ti lascio nei dubbi 🙂 grazie mille del tuo tempo