Strani Incroci 

Serie: 12 STORIE


Un completo grigio, camicia bianca, cravatta rossa, bretelle fuori moda e  quindi molto di moda, 24 ore nera in pelle, occhiali da sole neri rigorosamente Ray Ban, odio le repliche provo un profondo odio per tutto quello che cerca di replicare uno status. Abbasso lo sguardo, polacchino stringato realizzato artigianalmente e suola in gomma nera, mi  osservo i piedi ottimo contrasto. Scendo in strada osservo la gente che mi passa davanti, sono un predatore, sono io stesso una preda in questo enorme circo, in questa enorme giungla metropolitana. Come ipnotizzato guardo l’orologio, panerai luminor da 46 mm, grosso ingombrante carica manuale con cinturino in pelle lucente, mi piace portarlo all’orecchio e sentirne il ticchettio, da tempo il battito del mio cuore ha lasciato il posto al ticchettio metallico che scorre elettrico attraverso il mio polso. Annoiato aspetto che il semaforo  mi dia l’ok per cominciare la  caccia. Sono tutte prede, tutte possibili prede, mi guardo attorno quanta scelta in città! Questa mattina passo in ufficio, un ufficio completamente bianco pareti bianche, una scrivania bianca, una poltrona in pelle bianca, un laptop Apple Bianco, amo il  bianco! Amo il bianco che contrasta elegantemente con le mie stampe pop sulla parete. Amo il bianco di questo posto perché in qualche maniera riesce anche se per poco a trattenere e respingere il nero che ho dentro un nero che spinge che si lamenta che vuole avvolgermi,  una nebbia inquietante che piano piano si espande dal profondo del mio io, lo ammetto ultimamente amo farmi stringere da questa ombra che mi segue e mi insegue sempre più fitta sempre più avvolgente.È la parte più nascosta che ogni giorno mi straborda dalle vene, sono un contenitore di cattive intenzioni sono veleno mascherato da profumo. 

Mi siedo comodamente sulla mia poltrona, accavallo le  gambe sul tavolo, apro la mia finestra sul mondo e niente, nessun appuntamento oggi, meglio penso, oggi potrebbe essere una buona giornata di caccia grossa. Riguardo le mie mani perfette! Lisce, le unghie anche loro perfette. Raccolgo dal pavimento la mia valigetta nell’interno scorgo lui, lui il mio amico del cuore richiudo tutto molto velocemente mi infilo le cuffiette e ritorno in strada, passo svelto nessuna ansia nessuna esitazione mi sento come in un enorme negozio, sono un turista in un grandissimo negozio di souvenir devo solo scegliere. Guardandomi attorno vedo solo normalità, normalità e banalità, mediocrità, la mediocrità mi spaventa, la povertà mi disgusta, ma in questi anni ho costruito un’ottima maschera di moralità. Mi fermo, annuso l’aria come un cane randagio, il tempo sta per cambiare qualcosa sta per arrivare, sono fermo in estasi sul bordo della strada, fermo come un oggetto inserito in una dimensione aliena, sono un alieno in visita, sono la normalità che avanza in un mondo anormale. I miei occhi si fermano per un momento, li sento pulsare sotto le lenti nere, le pupille si stringono fino a diventare spilli, eccola la vedo  passare veloce, una ragazza, una ragazzina, forse minorenne, non lo so e fondamentalmente non mi interessa non è un mio problema, alla fine sono tutte uguali, ma lei non so, lei è diversa, mi colpisce perché sta portando un grosso cane a spasso, a stento lo trattiene, la trovo buffa. È proprio di fronte al suo  destino ma non lo sa, è a pochi metri in linea d’aria! Ne sento l’odore, ne sento la paura, la vedo la osservo, per un attimo si ferma mi guarda sorrido ma dubito riesca a notarlo, si gira la vedo chiacchierare impacciata con un uomo, gli  chiede qualcosa. Mi scorre un brivido lungo la schiena, E se avesse capito? Se mi fossi tradito? Sono  il cacciatore immobile che cerca di non spaventare la sua preda, eccola si muove si allontana, il tizio rimane fermo, I nostri sguardi si incrociano per pochi secondi pochi secondi di distrazione e la ragazza si allontana, aumento il passo, la mia ombra si allunga su di lei eccolo il buio che esce, lo trattengo a stento! Mi fermo, mi gira la testa  un groppo in gola non mi fa deglutire, mi sento come paralizzato, riprendo a camminare ma la sua immagine si allontana in mezzo alla folla, aumento il passo sento aumentare l’adrenalina ne sento l’odore, riesco a sentire l’odore della sua paura finalmente! Potrei riconoscere quello odore anche a centinaia di metri, ormai l’ho memorizzato, scannerizzato registrato. Maledizione la sto perdendo, mi concentro, cerco di scorgere la sua figura ed ecco che la ritrovo.Adesso sono poco distante, aumento il passo sono dietro mi sposto come un automa sono diventato una macchina una macchina nera a folle velocità, sono il vento umido e  freddo che preannuncia il temporale. Non sento nulla ho acquisito il mio target, mi spiace ma la mia ombra nera mi avvolge e mi abbraccia, un abbraccio soffocante e tenero nello stesso tempo. Eccomi qui sono proprio dietro di lei. In un lampo il tempo si ferma, non sento più il battito d’acciaio arrivare dal mio polso, non sento più nessun rumore, tutto dentro di me si muove a rallentatore, eccola la fermo con una scusa “salve, potrebbe dirmi l’ora?” Lei mi guarda, non capisce o forse si, ma non mi importa siamo alla fine della strada, alla fine della città, alla fine della civiltà e lei si trova  dalla parte sbagliata. Non mi risponde, I suoi occhi rispondono per lei, vedo la paura, sento pulsare la sua paura, cerca di allontanarsi “mi spiace non saprei”, la blocco! La spingo nell’angolo buio nel mio cervello, d’istinto lascia il cane e lui scappa, sorrido, saggia decisione non mi piace far male agli animali, è tutto molto veloce adesso, i battiti sono aumentati, un colpo! Un solo colpo dritto alla gola, non cade, mi abbraccia, tutto senza il minimo intoppo, tutto senza grida senza dolore, sento solo il sangue caldo gorgogliare, sento l’ultimo respiro, immagino le sue ultime parole ma non le sento sono preoccupato! E se mi fossi sporcato il vestito? La mia amata camicia bianca fresca di tintoria immaginate per un attimo il pericolo? Quanto è difficile togliere il sangue? Avrei dovuto buttarla! Buttarla e comprarne una nuova ! E se non ne avessi trovata una così? Se fossero fuori produzione? Mi assale l’ansia, sudo, scanso quel sacco vuoto del suo corpo, lo lascio cadere vicino al marciapiede. Probabilmente chi ha assistito alla scena da lontano ci avrà scambiato per due innamorati, che dopo un lungo abbraccio si lasciano e lei disperata si lascia cadere a terra, questo pensiero mi tranquillizza, sorrido ripensando alla scenetta. Adesso non provo dolore non provo nulla la mia unica preoccupazione è quella del sangue, il sangue non si toglie dalle camice, il sangue è bastardo! Mentre chiudo il cappotto alzo la sciarpa e riprendo a camminare, l’ombra dietro di me allenta la sua presa la sento abbandonarmi. Camminando lungo la strada cerco di ricordarmi dove abbia acquistato la mia camicia, è un problema, un grosso problema! Potrei non trovarne una uguale! Questo incidente potrebbe rovinarmi la giornata! Con questo pensiero in testa mi rituffo nella normalità, nella mediocrità, camminando in mezzo a gente tutta uguale mi trasformo, lentamente mi mimetizzo, adesso sono come loro indifferente alle differenze, impermeabile alla bellezza.

Serie: 12 STORIE


Ti piace0 apprezzamentiPubblicato in Horror, Young Adult, Narrativa

Discussioni

  1. Ultimamente ho letto poco su Open e mai niente di tuo. Mi sono trovata bene in questo flusso di coscienza e senza dubbio mi sono trovata anche spiazzata sull’evolversi della storia. Molto intrigante.

    1. E’ la prima volta che utilizzo questa piattaforma , ti ringrazio dell’apprezzamento , in teoria sono 12 storie che apparentemente non hanno una vera e propria continuità , i personaggi si toccano e si sfiorano probabilmente senza nemmeno conoscersi , condividendo scorci di paesaggio pensieri e azioni .