
Stringere i denti
Stringo i denti. È un dato di fatto, metaforicamente e non. Devo farlo per forza visto il periodo che sto affrontando. Non bastavano tutti i problemi nella mia vita, ci voleva un mal di testa perenne. Il mio medico curante non sapeva più che cosa darmi o consigliarmi. Come ultima spiaggia mi ha consigliato una visita dentistica.
Ho chiamato diversi studi, ma nessuno ha posto per un appuntamento prima di un mese. Neanche per le urgenze. Mi sono rimasti due numeri da chiamare e per fortuna la segretaria, una ragazza molto comprensiva, mi ha dato appuntamento dopo due giorni. Mi ha specificato che fosse solo un controllo veloce, mi incastra tra un paziente e un altro.
Mi siedo nella sala d’attesa, c’è una donna anziana con un bambino e un uomo. La segretaria mi fa accomodare e prendo una rivista, e la sfoglio distrattamente per ingannare il tempo. Alzo gli occhi quando si apre la porta e l’uomo si alza per entrare. Torno alla mia rivista, neanche a farlo apposta mi ero soffermata sulla pagina “Come sopravvivere a un tradimento”, chiudo di scatto il giornale. Sto per mettere la mano nella borsa e prendere il cellulare, ma mi blocco appena in tempo. So già che andrei a spulciare i social, e in questo momento non me lo posso permettere. Mi dovrei cancellare, ma non ci riesco. Andare a vedere il suo profilo mi ricorda che quello che sto vivendo non è un incubo.
Finalmente è il mio turno.
La dottoressa, avrà qualche anno più di me, dopo aver scritto la mia cartella e aver appurato che può darmi del tu mi ha fatta accomodare sulla poltrona verde, mi chiede perché ho bisogno della visita. Le spiego la situazione del mio mal di testa e si infila i guanti, ascoltando e facendo un cenno di assenso con la testa.
Si posiziona su un sgabello con le ruote dietro di me, mi tasta le mandibole e mi chiede «Stringi i denti?».
Prossima domanda? Non so se essere triste perché la mia faccia rivela il dolore che sto vivendo o contenta per aver trovare una persona così tanto empatica.
«Eh si, è un periodo veramente duro. Purtroppo dopo cinque anni di relazione il mio fidanzato, che mi aveva illusa che stava per farmi la grande proposta, mi ha lasciata. Lo vedevo sempre occupato a nascondermi qualcosa e non ho minimamente sospettato che potesse tradirmi. Nella mia testa mi ero già fatta il film dell’anello di fidanzamento. Tutti i giorni mi alzavo con le stelline negli occhi e pensavo che sarebbe stato il giorno giusto. Vivevamo insieme da tre anni, per me era il momento giusto.
Una sera tornato da lavoro mi ha detto “Ti devo parlare”. Stavo per fare un triplo salto mortale. Ma col senno di poi mi sarei dovuta soffermare di più sulla sua espressione seria. Si è fatto una doccia e ci siamo seduti sul divano. Mi aspettavo da un momento all’altro che tirasse fuori la scatolina di velluto, come in ogni film che si rispetti, e poi…
“Mi sono innamorato di un’altra”. Ha presente quando cade un oggetto fragile a terra e si rompe in milioni di pezzi? Così ha fatto il mio cuore. Caduto sul pavimento e pestato. Lì per lì non avevo parole, mi sono venute meno. Non me lo aspettavo mica? Io volevo l’anello e lui mi ha chiesto di ridargli le chiavi di casa.
E sono dovuta tornare a casa dei miei genitori, nella mia vecchia stanzetta. Niente di più frustrante per una ragazza col cuore spezzato. Non è mica finita qua?
Ci siamo conosciuti perché io lavoro, anzi lavoravo, nell’azienda del padre. Dopo aver raccolto tutte le mie cose in attesa che mi uscissero le parole per mandarlo al diavolo, ho ricevuto la chiamata dal padre dicendomi che doveva licenziarmi per forza perché non era professionale che io lavorassi per lui, ormai. E ora mi ritrovo con una relazione fallita, senza lavoro e nella mia vecchia stanzetta, dove mia madre aveva accumulato la roba che non serviva più perché era ormai convinta anche lei che mi sarei sposata.
Ecco si, devo stringere i denti per forza altrimenti vado a fondo e sto ancora aspettando che mi vengano le parole per avere l’ultima sulla chiusura della mia storia.
So che sono molto masochista, ma sono andata a vedere sul suo profilo social per vedere se avesse messo foto insieme alla nuova fiamma e mi sono presa un’altra botta al cuore. È una ragazza favolosa, più bella di una modella. Mi faccio del male da sola, sono proprio una sciocca. Ora stringo i denti e devo andare avanti. È così evidente che sono a pezzi?».
La dentista mi ha guardata un po’ perplessa. «A dire il vero te l’ho chiesto perché sospetto una malocclusione mandibolare. Però da quanto racconti, hai ragione, stringi i denti e dimenticalo al più presto» sorridendo.
Sto per svenire, diventare poltiglia di budino, esiste un colore più scuro del rosso? Sono color vinaccio. Vorrei liquefarmi. Sono proprio un’idiota, perché non ho capito al volo che me lo stava chiedendo per la visita e non per il mio cuore infranto.
«Mi scusi dottoressa, io ho frainteso» le dico senza neanche guardarla. Qualcuno ha la bacchetta magica? Fatemi uscire di qui.
La dentista mi guarda sorridendo, avrà capito la situazione. Concludiamo la visita e mi dice di fissare un altro appuntamento per prendere l’impronta dentale e fare il bite. Esco con la coda tra le gambe e con la vergogna che mi sommerge fino ai capelli.
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Ciao Jessica, per fortuna la mia situazione con il mal di testa si è risolta in fretta 😀
“Stringere i denti” è un’espressione calzante, tutti noi dobbiamo farlo in alcuni momenti della vita. Hai reso bene l’umore della tua protagonista e la tentazione che, noi tutti abbiamo, di buttare tutto fuori con un estraneo
La protagonista del mio racconto ci metterà un po’ di più. 😀
“Come ultima spiaggia mi ha consigliato una visita dentistica.”
Sai che ho avuto un’esperienza simile? E il dentista, effettivamente ha risolto estraendo un dente del giudizio che “premeva” il Trigemino
Anche a me è successo e ho messo il bite, proprio come la protagonista del racconto! 😀
Stringo anch’io io denti ma dimentico di chiudere la bocca, quando sarebbe opportuno…
Cavoli, mi sono molto sentito coinvolto in questo racconto…