Il gioco della notte
Di notte, nella grande casa silenziosa, il mazzo di carte napoletane riposava nel suo astuccio di cartone consumato. Durante il giorno erano soltanto immagini stampate:…
Di notte, nella grande casa silenziosa, il mazzo di carte napoletane riposava nel suo astuccio di cartone consumato. Durante il giorno erano soltanto immagini stampate:…
87 a.C. Manlio non sentiva la mancanza del campo di battaglia. L’odore ferroso del sangue, l’erba che si vedeva a stento perché ricoperta dal tappeto…
1944 Il pugno filò nell’aria, colpì il goumiers in faccia, il rumore secco della cartilagine del naso che veniva schiacciata dalla mano di Rana fece…
Dopo settimane di pressioni, indagini interne e purghe per disinfestare i reparti militari dalla presenza di dissidenti, a mezzanotte scattò l’operazione nome in codice: Tora…
Eugenio stese la tovaglia rubata dal proprio matrimonio sul tavolo, guardò con commozione le macchie di vino ancora presenti dopo vent’anni. (anche quelle macchie gli ricordavano…
1944 Bob. Un diminutivo che poteva andare bene in Inghilterra, negli Stati Uniti, in qualsiasi paese anglosassone. E francofono. Francia compresa. Si faceva chiamare così,…
Febbraio 1991 Il confine fra la diciannovesima provincia irachena e il Regno saudita era una linea immaginaria. L’M2 Bradley sul quale Jacob si trovava come…
«Questa realtà non mi appartiene», continuava a ripetersi nella mente Caruso mentre attraversava i vicoli mal illuminati di una Genova sfregiata dai bombardamenti. Il giaccone…
Continua la guerra della Nazione italiana ai nemici del Popolo d’Italia. I patrioti che si immolano per la gloria e la sopravvivenza del Paese non…
Pronto, preparato, pompo. Wojownika camminava in avanti, spada e scudo che recava un’aquila bianca con la testa coronata, elmo e armatura lucenti. Io sono il…
70 d.C. In Giudea tutto si confondeva. Il fumo dei fuochi con la polvere sollevata da calighe di legionari e zoccoli dei cavalli, il deserto…
753 ab Urbe condita Siria, brutto posto. La vexillatione aveva marciato fino a quel punto del deserto e un’orda di Arabi, come se spuntata dal…
1944 «Parola mia, di qui non passeranno». Joe alzò gli occhi al cielo. L’attivista spagnola che combatteva Francisco Franco aveva detto la stessa cosa, i…
1945 Fiamme e metallo, non sembrava esserci soluzione di continuità, ovunque era lo stesso spettacolo. Tranne la terra della puszta arsa dal fuoco in cui…
Stone si tirò in piedi, afferrò la scure bipenne, lanciò un urlo nell’aria. Abbastanza sicuro che il suo richiamo fosse echeggiato nelle valli alpine, si…
Un vento ostile montò dal mare di Okhotsk, graffiando la terra come un artiglio di ghiaccio. Il professor Kranz fissava la distesa rosso cupo ai suoi piedi. La laguna, sgombrata delle ultime nevi di fine maggio, non brillava, non rifletteva: sembrava una grande pozza di metallo fuso, sanguigno, inintaccabile. Dietro l’uomo, il giovane Brenner prendeva appunti su di un taccuino. Ogni tanto s’interrompeva per scrutare la conca, come se temesse che una minaccia ne potesse scaturire. «È vero quel che dicono, professore?» chiese infine. «Che questo luogo è unico al mondo?» Kranz si volse con un sorriso abbozzato. «Sì. Tre isole e tre laghi, disposti l’uno nell’altra, come matrioske. Le chiamano isole ricorsive». Accennò un passo verso la riva, poi si chinò e indicò un punto sulla mappa spiegazzata. «Qui, a sud-est della Kamčatka: quest’isoletta a oriente della fossa delle Curili. Al centro ospita un lago, nel quale si erge un piccolo vulcano. Al suo interno, nella depressione allagata del cratere, sorge un ultimo lembo di terra da cui sgorga un modesto specchio d’acqua termale. Questo è il livello finale. Il sesto». Brenner fissò ancora la pozza oscura davanti a sé. «A volte la Natura è psicotica», Kranz alzò un dito, picchiettandoselo sulla tempia. «Alcuni di questi sistemi esistono anche in Canada e nelle Filippine. Ma nessuno con sei livelli. È un’anomalia topografica unica. Come se la Terra stesse cercando una propria essenzialità». Brenner guardò la superficie del lago. Era un tappeto denso e oleoso, che il vento non muoveva. «E questo? Come lo spiega?» Kranz s’inginocchiò, sfiorando il liquido con la punta del guanto. …
Casamance, 1982 Amadou si spolverò le mostrine, poi indossò i guanti a mezzedita. Ora, aveva per le mani il fucile e fece attenzione che tutti…
«Vai, vai, vai!». Nicola lo gridava all’intercom, poi fece forza sulle braccia e sbucò dalla torretta dell’Ariete. Di fronte a lui, un’arida distesa. Era il…
C’è un argomento al centro dell’attenzione, ma di cui è difficile parlare, è difficile trovare degli interlocutori. Quando parlo della Palestina, trovo sempre una risposta:…
Londra, ottobre 1953. La Duchessa aveva ricevuto un telegramma: la parola *Höllenengel*, seguita da una data, un’ora e il luogo dell’incontro. Quella parola era un…
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