Tefnut

Serie: The Flash Of Lightning


Quella notte Heru sognò Nofret e la sua morte nel pozzo. La sognò più volte e più volte si svegliò. Non riusciva a dimenticare la disperazione negli occhi di quella ragazza che cercava di obbedire agli ordini del Gran Sacerdote, ma ucciderla in quel modo… Perché? Infine si svegliò e pensò alla sua Leslie, si sarebbe trovata a suo agio a Tebe, servita e riverita, un po’ “posh” come era lei.

Quella mattina avrebbe dovuto sostenere un nuovo allenamento, si recò al di fuori delle mura e lì trovò il suo Maestro. C’erano decine di blocchi rettangolari e di grandi dimensioni, qualcuno doveva averli portati lì durante la notte.

NELLA PUNTATA PRECEDENTE: La prima fase dell'addestramento di Heru si è conclusa, Onnophris si dimostra un Maestro severo e Heru pensa alla morte di Nofret.

“Ben svegliato!”

“Buongiorno Maestro!”

“Il tuo allenamento prevede che tu scriva il tuo nome su quei blocchi…”

“Ma che palle! Ancora?”

“Fammi finire di parlare! Hai troppa fretta! Devi scrivere il tuo nome su quei blocchi, senza toccarli!”

“?!?”

“Sei un viaggiatore, devi imparare a dominare il Taqa e a concentrarlo in punti specifici!”

“Ancora con ‘sto Taqa” pensò Heru che si morse la lingua, ricordandosi dei poteri del suo Maestro.

“Sì, ancora con ‘sto Taqa!” Rispose Onnophris facendo un leggero movimento del polso. Si vide uscire della polvere da tutti i blocchi, Heru si avvicinò, il suo Maestro aveva scritto il suo nome su tutte le rocce contemporaneamente.

“Hai due modi per attingere al Taqa. Puoi trovare un pensiero che ti dia equilibrio e pace interiore. Più il pensiero saprà rasserenarti e più preciso sarà il controllo del Taqa.”

“E l’opzione due?”

“La seconda opzione è la rabbia. La rabbia è un’arma estremamente potente, ma estremamente instabile. Più sei arrabbiato e più i tuoi colpi saranno distruttivi, ma la tua forza vitale si abbasserà di conseguenza, rendendoti vulnerabile ed impreciso. Inizia ad allenarti, tornerò più tardi a vedere i progressi!”

Heru si mise in posa a diversi metri dal primo blocco, si girò verso Onnophris e lui era già sparito “Ma perché sparisce come Batman?”

Da qualche decina di metri il Gran Sacerdote urlò “Non so chi sia Batman, ma Onnophris fa sempre così.”

E Heru urlò “Anche tu leggi il pensiero?”

“No, Onnophris mi ha detto di dirti che lui non è Batman!”

“Ma perché urli invece di venire qui vicino?”

“Perché ho paura, non sai controllare il tuo potere!”

Heru lo guardò con gli occhi di traverso e cercò il suo equilibrio. Pensò al primo bacio dato a Leslie, si concentrò, fece un movimento e… niente. Pensò a quando ricevette la Mountain bike a Natale, da bambino, fece un movimento e… niente. Pensò al suo primo concerto degli Iron Maiden e… niente. Pensò alla prima volta che era salito su un ring mosse le braccia e successe qualcosa. Vide una leggera luce uscire dalla sua mano che velocissima andò a sbattere conto la roccia ed esultò! Si avvicinò a vedere cosa era riuscito a fare ed esultò di meno, era un graffio impercettibile e tutto storto. Riprovò finché non riuscì a scrivere il suo nome, ma non era abbastanza preciso e neanche abbastanza profondo. Si ricordò di quando, da bambino, andava in campagna a cavallo con suo nonno, quindi, riprovò. Il Taqa sembrava più stabile, più potente, più duraturo. Lo stava dominando. Scrisse per dieci volte il suo nome prima di andare a vedere. Questa volta era abbastanza profondo e preciso. Si sentì rinvigorito e si sentì tutt’uno con il Taqa. Iniziò ad aumentare il ritmo, sembrava di trovarsi davanti ad una stampante. Intuì che poteva scrivere più cose in parallelo, visualizzò i vari blocchi calcarei e ci provò, non riuscì a spingersi oltre i cinque, sentì che le sue energie venivano lentamente meno. Prima di fermarsi decise di provare ad usare tutta la potenza. Mise in fila tutti i blocchi, raccolse tutto il Taqa che potè e lo scagliò davanti a lui. Ci furono diverse esplosioni, polvere e frammenti di roccia tutt’intorno. Si mise a contare quanti ne aveva distrutti. Sedici, non male!

“Mi sembrava di averti chiesto di scrivere il tuo nome! Non di fare esplodere tutto!” Disse Onnophris mentre Heru urlò.

“Mamma mia che spavento! Maestro, potresti evitare di strisciarmi alle spalle?”

“Niente scuse! Adesso corri e scrivi il tuo nome sulle lastre rimanenti.”

“Cioè, in movimento?”

Onnophris stette in silenzio ed Heru iniziò a correre tra le rocce provando a colpirle. I suoi piedi erano velocissimi, doveva spesso rallentare, ma dopo decine di tentativi non era riuscito a fare nulla di utile, aveva colpito di striscio una sola lastra.

“Riprovaci!” Disse Onnophris e Heru ci riprovò, e poi ancora ed ancora. La mira migliorava. All’ennesimo tentativo perse la pazienza e si lasciò pervadere da un Taqa incandescente, scagliandolo davanti a sé. Vide esplodere diversi blocchi, poi perse i sensi.

Si risvegliò nelle sue stanze e con un filo di voce disse “Sono stremato, che è successo?”

“Hai rischiato di distruggere la città! Te lo dicevo che non sapevi controllarti! Per fortuna c’era Onnophris!”

“Onnophris?”

“Con un movimento dall’alto verso il basso ha deviato il tuo colpo facendolo infrangere nel terreno. Ora abbiamo un bel buco lì fuori!” Disse Amenemhat “Ora prendi questo!” Disse porgendo un cucchiaio ed un contenitore con dei granelli bianchi.

“Zucchero?”

“Sale! È così che recuperi il Taqa.”

“Sale?”

Heru ne mandò giù un po’ ed era meglio di come lo ricordava, si sentì subito più in forze. Ne prese ancora un po’.

“Non esagerare, non ne serve molto! E poi, non è che se mangi un kg di sale diventi più potente.” Disse Onnophris mentre entra nella stanza.

“Ma perché il sale?”

“Beh, è un conduttore sia neurologico che energetico! Il giusto quantitativo di sale ti permette di migliorare temporaneamente la tua connessione con il Taqa. Ma non dirlo in giro, non sono in tanti a saperlo!”

“Grazie Maestro!” Disse Heru.

“Ricorda sempre di portarne un po’ con te!”

“Poi serve anche contro il malocchio!” Disse Heru ridendo.

“Quella è una fesseria!” Disse Onnophris.

“Conosci quest’usanza? Ma di che epoca sei?”

“Di tutte e di nessuna! Non ti è dato sapere altro!”

Heru si ricordò del potere del suo Maestro e pensò che era meglio non pensare. In quell’istante si sentì un fragore provenire dall’esterno, si affacciò dalla finestra e vide, in lontananza un bagliore fortissimo, distinguibile anche di giorno.

Amenemhat disse “È un bagliore come quello che ti ha portato qui! È in direzione dell’accampamento di Kek!”

“Un altro viaggiatore?” Disse Heru.

“Tranquillo, ci penso io ad intercettarlo prima di Kek!” Disse Onnophris che uscì dalla città. Quando tornò era sera, insieme a lui c’erano una donna ed un cane che furono accolti con grande gioia. Iniziò a piovigginare e John chiese “Amenemhat, mi avete chiamato Heru per via del mio arrivo in quel bagliore, questa donna non la chiamerete Hera, giusto?”

“Certo che no! Il suo nome sarà Tefnut.”

“Tefnut?”

“Se avessi seguito bene le mie lezioni avresti saputo che significa Pioggia.”

“Mi piace.”

I due si fecero incontro ai nuovi arrivati ed il Grande Sacerdote si presentò “Bonnesoire Tefnut, je suis Amenemhat le Grand Prêtre du Temple de Amon!”

E Heru fu un attimo sorpreso e pensò “Ci mancavano solo i francesi!” Poi spolverò un francese arrugginito e si presentò e la donna gli rispose nella stessa lingua.

“Ok, si chiama Silvia e non Tefnut, hai capito Amenemhat? E questo è Felix, ciao bello, vieni qua!”

“Est-ce que Vous êtes Italien Monsieur Heru?”

John annuì, poi Amenemhat richiamò tutti all’ordine, la cena era pronta.

Onnophris scelse di sedersi da solo, come al solito, mentre Heru e Tefnut si sedettero vicini e provarono a parlare un po’.

Lei arrivava dalla Nizza del 1969 ed amava i Led Zeppelin e i Beatles.

“Gruppo emergente i Led Zeppelin? Quelli sono leggenda! E ai Beatles preferisco gli Stones!” Disse Heru in maniera concitata “Wow, 1969. La luna.”

Silvie non capiva, John ci impiegò un bel po’ a farle capire che intendeva che l’uomo era andato sulla luna. Silvie rimase di sasso, evidentemente aveva viaggiato prima della missione Apollo 11.

“E tu da che anno vieni?” Chiese Tefnut rivolgendosi a Heru,

“Dal 2025!”

“E chissà come saremo evoluti nel 2025.”

“Lascia perdere, c’è un sacco di gente che crede che la Terra sia piatta solo perché su Internet ci sono siti che…”

“Internet?”

In quel momento Amenemhat si avvicinò e disse “Onnophris dice di non raccontare il futuro agli altri viaggiatori. Ne va del continuum spazio tempo.”

“Lo so, l’ho visto anch’io Ritorno al Futuro! Ehi, aspetta, ma da che epoca arriva Onnophris?”

“Non mi è dato saperlo! Perché non lo chiedi a lui?” disse Amenemhat indicando il tavolo di Onnophris, solo che lui era già sparito.

“Gliel’ho chiesto, ma non ha voluto darmi una risposta” Disse Heru

“E come facciamo a tornare nel nostro tempo?” Chiese Silvie.

“Ecco! Non gliel’ho mai chiesto, ma esiste un modo per tornare?”

Amenemhat e Silvie si guardarono, poi guardarono John e scossero la testa in senso di disapprovazione.

Serie: The Flash Of Lightning


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Discussioni

  1. Ciao Vincenzo, il tuo personale pantheon si sta allargando. Bene! Questa serie riesce sempre a strapparmi un sorriso, non vedo l’ora di leggere il prossimo episodio ;D

    1. Grazie Alessandro, devo ammettere che la saga di Dark Tower mi manca, dovrò recuperare!