Temi il vecchio

All’inizio il risveglio dei morti ci ha uniti. Niente più nazioni, niente più razze, niente più ricchezze e ceti sociali.

La società è crollata e tutto ciò che aveva significato prima ha smesso di essere importante. Non conta il denaro, non conta avere una grande vetrata e l’ufficio d’angolo.

Conta quel che si sa fare con le proprie mani, per le persone con cui si vive. le persone contano, perché sono loro a difenderti quando dormi, è la collaborazione che permette di avere ogni giorno cibo in tavola, acqua pulita e cancelli solidi.

Io ero uno sterminatore, ho continuato a esserlo. Vengo considerato una persona preziosa per le mie competenze. A tal punto sono cambiate le priorità!

Dopo il Risveglio, l’intero mondo è diventato una caotica partita a scacchi tra vivi e morti, ed è stata la cosa migliore che potesse succedere ai vivi. Molti temevano che avrebbe prevalso l’istinto bestiale, che si sarebbe tornati a una società feudale e violenta in cui i più forti e cattivi vivevano nel lusso sfruttando le persone deboli e paurose. Gli ultimi decenni hanno smentito questo timore, le persone si sono rivolte l’una all’altra in cerca di supporto, hanno collaborato.

Crimine? Scomparso.

Odio? Messo da parte.

Egoismo? Un lusso del passato.

Certo, siamo in pochi ormai, a sei lustri dal Risveglio, ma abbiamo raggiunto un equilibrio, una stabilità che pensavamo utopica.

Abbiamo ripulito le nostre campagne dai morti. Continuano a uscire a ondate dalle città e serviranno ancora anni perché siano completamente vuote, ma si diradano anno dopo anno.

Il mondo è diventato così tranquillo che il crimine ha ripreso a esistere. Prima qualche furto qua e là. Quindi atti vandalici, scritte sui muri con cui si lanciavano accuse anonime. Un incendio doloso che ha rischiato di estendersi alle scorte di granaglie del nostro gruppo.

Sono tutti giovani in questo mondo pericoloso. Sono la generazione dell’Apocalisse, quelli che non hanno mai vissuto l’epoca d’oro precedente. Quelli cresciuti con dei valori diversi, senza sapere cosa ha salvato la razza umana. Iniziano a dimenticare.

E ovviamente sono venuti per me, che sono il più vecchio, debole, fragile.

Sono entrati in casa mia pensando che dormissi, perché è così che mi vedono: un vecchio addormentato sulla sua veranda, che non esce più nei boschi, che non è utile per la comunità.

Hanno rotto un vetro, hanno salito le scale ridacchiando, perché tanto i vecchi non ci sentono.

Ho aspettato in silenzio, al buio.

Hanno salito le scale ridendo. Facendo raschiare le loro armi contro i muri.

Mi sono alzato in piedi.

Hanno mormorato prima di sfondare la porta e venirmi a prendere.

Vorrei avvisarli, impaurirli, farli fuggire, ma non lo farò, devono imparare, devono dare l’esempio, madare un messaggio.

La porta si spalanca.

Devo mandare un messaggio semplice.

Hanno mazze e machete.

Temi il vecchio nella terra dove si muore giovani.

Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Narrativa

Letture correlate

Discussioni

  1. Bellissimo Andrea! Già il contesto di apocalisse zombie mi piace, poi in questa nuova chiave di lettura direi: fantastico. In più ci leggo anche una certa cura estetica, oserei dire quasi “poetica”, nella stesura. “Temi il vecchio nella terra dove si muore giovani.” e ho detto tutto. Grande cazzo

  2. Questo racconto mi è tanto piaciuto. Contesto, genere, metafore e stile completamente differenti, ma mi ha riportato al “The Terrible Old Man” di Lovecraft 🙂 Bella l’idea è racconto interessante che, a mio modesto modo di interpretare la storia, sfrutta il concetto di “zombie” (o simili declinazioni) per creare una storia fantastica che è un susseguirsi di metafore rispetto allla realtà contemporanea. Il finale è un’autentica ciliegina sulla torta. Scrittura impeccabile. Stile asciutto ed efficace. Complimenti!