Thelma e Nicky 

Nicky camminava per la strada come se niente fosse. Come se fosse certo di tutto. Forse quella sigaretta accesa gli conferiva un moto di austerità che negli altri ragazzi proprio non c’era, fatto sta che Nicky sapeva il fatto suo.

Pantaloni in pelle e borchie ovunque. Una moto rubata al primo rimbambito di turno ed ecco che andava in albergo dalla sua Thelma, colei che rappresentava la meschinità più oscena.

Nicky l’aveva conosciuta una sera di Febbraio sotto una pioggia torrenziale. Entrambi senza ombrello si erano accucciati sotto un porticato come cagnolini in attesa dell’arcobaleno. Ma ci era scappato un bacetto di quelli da bimbi, niente di più. Solo che qualche ora dopo in albergo avevano fatto sesso sfrenato e lei era rimasta incinta. Se n’era accorta per via delle continue nsusee e perché stava diventando decisamente GRASSA.

Thelma, senza precauzioni e senza amiche, stava per diventare madre di un bel maschietto che aveva avuto si e no al massimo una sola ecografia. Lei non voleva diventare madre ma queste cose non si comandano se non ci si sta attenti perciò il guaio era bell’e fatto.

Si crogiolava sotto il sole primaverile in attesa che da dietro le arrivasse una fragranza maschile conosciuta. Il suo uomo usava Paco Rabanne, il preferito da entrambi.

A lei invece bastava il bagnodoccia alla canapa biologioco e la crema al profumo elegante.

Mentre Nicky attraversava la strada non si rese conto di quel cavolo di autobus che correva a dismisura, tanto che  non riuscì ad evitarlo o a spostarsi e lo mise sotto in un minuto… anzi un secondo.

Tutto questo mentre Thelma si metteva lo smalto giallo nelle unghie delle mani e cantava Starway To Heaven dei Led Zeppelin.

Sicuramente dentro l’armadio a muro aveva anche la maglietta con il logo consumato della band ma per ora le bastava la T-Shirt del suo ragazzo ormai spiaccicato al suolo con il cranio frantumato.

Quando arrivarono i soccorsi era infatti già morto.

Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in LibriCK scelti per Voi

Commenti

  1. Antonino Trovato

    Ciao Roberta, racconto crudo e diretto, e nella sua brevità senza fronzoli hai ben caratterizzato una parabola discendente sin dalle prime parole. A volte non servono molte parole per esprimere certe sfaccettature della realtà umana, è davvero apprezzabile il tuo essere sintetica. Un saluto, alla prossima!