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Serie: Nero Dharma


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Tempi duri per la Dharma

Prima le avevano portate via dall’albergo che serviva pure da set di film pornografici, casinò, deposito di soldi e tanto altro ancora, poi le avevano violentate e torturate.

Adriano sentiva l’umidità. «Che brutto posto». Quando vide il sangue scorrere sull’asfalto da sotto la porta dello scantinato dietro la quale si udivano delle grida e dei singhiozzi, si chiese se per caso quello fosse un film dell’orrore.

Si strinse nel cappotto e rimase lì a montare la guardia.

Con un cigolio Marcello spalancò la porta. «Che ci fai qua!».

«Io…».

«Vieni qua dentro» ordinò.

Adriano obbedì.

Porsche e Ferrari non erano più oggetti del desiderio di ragazzini, maniaci e bravi ragazzi come loro, erano irriconoscibili.

Marcello non batté ciglio. «Hanno parlato, lavorano per gli sbirri, dicono che così potevano comprarsi più droga».

«E invece». Adriano rimase impassibile. Si impose di non guardare le bruciature di sigaretta, i segni delle botte, gli sfregi.

«Dobbiamo sbarazzarci di loro» aggiunse il collega.

«Capisco».

«Qua vicino stanno costruendo un ponte. I muratori risparmieranno sul cemento».

«Le gettiamo così, vive?».

«Che imparino la lezione».

Strapparono le corde, le due ragazze le gettarono sul furgone. Francesco era con loro:

«Filmerò la loro morte».

I due fagotti sembrarono non udirlo.

Partirono verso il cantiere del ponte.

Francesco aggiunse: «Quando le altre ragazze vedranno cosa succede a chi tradisce Dharma, ci penseranno due volte prima di aiutare gli sbirri». Fece un gesto come a dire che lui stesso era un genio: «Poi il filmato lo venderemo come snuff movie».

Adriano inorridì. «Hai filmato anche le violenze?». Si diede dello stupido, si rispose di sì.

«Certo».

Marcello frenò, parcheggiò, scesero a terra. I gabbiani li accolsero con delle strida che sembravano più disperati loro di Ferrari e Porsche.

Gettarono le due oche in una forma di cemento.

«Coraggio, Adriano» lo invitò Marcello.

Adriano barcollò. «Ma…».

Perse la testa subito. «Devo essere io a spiegarti tutto, eh?». Avviò una betoniera e una lingua di metallo si allungò sulla forma. Il cemento si versò e delle due non rimasero che delle bolle di ossigeno.

Francesco aveva filmato tutto. «Peccato. Avessero urlato sarebbe stato meglio».

«Erano incoscienti» osservò Adriano.

«Sì, ma…».

«Finitela. Ora andiamo, c’è bisogno di noi in albergo» li interruppe Marcello, immusonito.

Andarono via, il ponte aveva un pezzo pronto in più.

Serie: Nero Dharma


Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Oggi ho voluto il tempo di leggere parecchi episodi: invece di seminare briciole come Pollicino, ho voluto lasciare dei likes per segnalare il mio percorso. Lo stile di questa serie, spezzettata e intrigante: molto Pulp fiction. Quanto alle registrazioni, vorrei davvero si trattasse di una finzione letteraria: purtroppo non è così. Come si possa godere del dolore altrui, per me resterà sempre un mistero.