
Tracce
Serie: Le avventure di Principessa Fiocco
- Episodio 1: La casa del Noce
- Episodio 2: Urla nella notte…
- Episodio 3: …e silenzi per le vie
- Episodio 4: Fedele tempismo
- Episodio 5: Sotto gli occhi di una madre
- Episodio 6: Tracce
STAGIONE 1
Draconia chiuse la porta di casa dietro di sé con un sospiro. L’udienza con il Re si era conclusa egregiamente, ma proprio quando stava per congedarsi, il sovrano l’aveva messa al corrente di una situazione più che spiacevole, che non riusciva a togliersi dalla testa: «Oh, Lady Draconia? In città girano delle voci su Vostra figlia. Una mia guardia è dovuta intervenire per sventare un’aggressione per mano sua. Oh, non lo sapevate? Anch’io sono rimasto davvero sorpreso. E sembra che la chiamino Strega Tela di Ragno, adesso, per le sue melodie lugubri, i cittadini temono possa diffondere la tristezza e far addirittura morire di crepacuore. No, ovviamente non ci credo. Ma, lo dico francamente, tenete a bada Vostra figlia».
Draconia non ci avrebbe creduto, se il Re non fosse andato nei dettagli della vicenda: Fiocco stava per colpire quel gargoyle (non ne fu sorpresa) con il suo liuto, prima che Bluardo intervenisse. Quello spiegava come le corde dello strumento che la ragazza teneva con così tanta cura si fossero spezzate. Il Re non avrebbe preso provvedimenti, dato che la dolce Principessa Fiocco aveva sempre avuto una condotta impeccabile. Anche in quel momento, protetta dalle mura di casa, Draconia sentiva il peso dello sguardo del sovrano, lo sguardo che viene rivolto ad una madre che doveva stare dietro alla propria prole, e non alla stimata consigliera che era sempre stata.
Doveva parlare con Fiocco e non dovette aspettare molto perché rincasasse.
«Buon pomeriggio, Madre» esordì sulla soglia, togliendosi il mantello. Aveva un viso molto riposato e rilassato. «Spero abbiate letto il mio biglietto. Bluardo ha insistito perché recuperassi qualche ora di sonno nel suo cottage, mentre lui era via. In effetti, non mi sentivo così riposata da…» l’espressione dura di Draconia, tipica risposta ad una marachella di Fiocco quando era piccola, la interruppe. «Non l’avete letto? Non volevo farvi preoccupare»
Draconia alzò una mano, fermandola nuovamente. «L’ho letto. Ma avrei gradito ricevere ben altro messaggio da te, Fiocco» incrociò le braccia al petto, severa. «Perché non mi hai detto come esattamente si sono rotte le corde del tuo liuto?»
Fiocco capì all’istante e si irrigidì. Anche il suo sguardo si indurì. «Chi ve l’ha detto?»
«Non tu, questo è certo» ribatté la madre. Sospirò. «Fiocco, io non posso proteggerti dalle tue stesse azioni. Ti rendi conto di quello che sarebbe potuto accadere? Ti ho insegnato meglio di così»
La Principessa incollò lo sguardo al pavimento e bofonchiò: «Sì, lo avete già detto»
Draconia inarcò le sopracciglia a quella risposta insolente. Cercò comunque di mantenere la calma si mise a tagliare delle verdure per la cena. «Sei stanca e nervosa, e questo lo capisco. Ho mandato un telegramma a Huyen’ia, ti sta aspettando»
«La maga dei boschi? Tra poco farà buio e vuoi mandarmi da lei?» protestò Fiocco, i pugni stretti lungo i fianchi. Non le piaceva vagare per i boschi da sola, e sua madre lo sapeva. Che razza di maniera era quella, per punire la sua sconsideratezza?
Draconia le scoccò un’occhiata oltre la spalla. «Allora, ti suggerisco di incamminarti. Ti preparerà un intruglio che calmerà i tuoi bollenti spiriti»
Prima che avesse potuto dire qualcosa di cui pentirsene, Fiocco riprese il suo mantello e uscì, sbattendo la porta. Una volta fuori, alzò il cappuccio, costringendosi a guardare avanti, sulla sua strada verso il bosco. Arrivata ai suoi margini, esitò, le sue gambe si appesantirono quasi volutamente, impedendole di proseguire il cammino. Ma d’improvviso, quella che a prima vista sembrava una mela che faceva capolino dal suo albero, s’illuminò e i suoi occhi tondi e iridescenti la guardavano come se la stesse aspettando. Tenendo lo sguardo fisso su quella sfera, Fiocco compì un passo e un’altra sfera, su un albero vicino, si illuminò. Un altro passo e un sentiero di quelle luci fioche le illuminarono una strada.
«Fuochi fatui» sospirò la ragazza tra sé. Non si poteva dire di no ai fuochi fatui. Non erano creature violente, ma non andavano mai contraddette quando indicavano la strada giusta per te.
Fiocco seguì il sentiero, la presenza dei fuochi fatui rendeva il tragitto meno solitario. La guidarono ad una casetta dal cui camino usciva un curioso fumo che, alla luce del sole calante, cambiava di tanto in tanto colore. La ragazza abbassò il cappuccio e si fece coraggio. Proprio quando stava per bussare, sentì dall’altra parte: «Vieni avanti. Ti aspettavo»
La casa di Huyen’ia racchiudeva in una sola stanza un laboratorio per pozioni, uno studio, una serra e una sala da pranzo accogliente, dipendeva da quale dei quattro angoli della stanza la si guardasse. Era una fortuna che avesse il piano superiore riservato alla camera da letto, anche se Fiocco non sarebbe stata sorpresa se quel tavolo, ricoperto da ampolle, alambicchi e libri antichi, si fosse trasformato in un letto sul quale la maga dai capelli rossi si sarebbe adagiata comodamente per un sonno ristoratore. La trovò accanto al camino, intenta a riempire una ciotola di un liquido, un piccolo sorriso placido a solcarle il volto tondo.
«Giusto in tempo! È pronto» cantilenò Huyen’ia.
Fiocco sbuffò. «Il mio intruglio per placare i miei bollenti spiriti?»
La maga le venne incontro con la ciotola tra le mani. Aveva indomabili capelli come la chioma di una quercia che veniva cullata dal vento e occhi azzurri come l’acqua del fiume più cristallino. Poteva avere all’incirca l’età di Fiocco, ma si percepiva sempre un’aura antica quanto la terra che si calpestava, spesso inosservata ma sempre presente e vigile. «Ho detto a tua madre che ti avrei preparato qualcosa che ti sarà utile. E per come la vedo io, nessuno spirito va placato»
La fece accomodare al tavolo, Huyen’ia prese posto accanto a lei, in attesa. Il liquido, o pozione che dir si voglia, era bluastro e aveva un profumo dolce, diverso da ciò che Fiocco si aspettava. Pensando, ancora scettica, che prima avrebbe eseguito e prima se ne sarebbe andata, bevve a grandi sorsate. La maga annuì d’approvazione alla sua veemenza e le posò una mano sul ginocchio. «Lascia giusto qualche goccia, per favore»
Fiocco si aspettava di sentirsi in qualche modo stordita, ma rimase lucida, mentre le allungava la ciotola. Huyen’ia guardò il fondo con aria meditabonda, roteandola lentamente. Dopo un attimo di riflessione, parlò: «Questa pozione prende il colore dello stato d’animo di chi la beve. Il colore blu simboleggia la calma, c’è qualcuno che…ferma la corsa dei tuoi pensieri» e le scoccò un’occhiata complice. «La guardia Bluardo, suppongo»
Fiocco trattenne il respiro. Poteva sentire le dita di Bluardo, callose ma gentili, piazzarsi sulla sua fronte, e la sua voce esclamare: Ferma!
«Oh!» esclamò la maga, facendola sobbalzare. Si corrugò, quasi tuffando il naso leonino nella ciotola. Poi, quasi ringhiando, Huyen’ia mosse in aria una mano e un piccolo fuoco fatuo apparve sul suo palmo. Senza staccare gli occhi dalla scodella, disse: «Avverti Lady Draconia che sua figlia rimarrà qui a cena. Abbiamo molto di cui parlare»
La piccola creatura annuì e scomparve in uno scintillio. Fiocco sbatté le palpebre, confusa. «Perché? Che cosa hai visto?»
La maga si alzò e chiuse la finestra, come ad allontanare qualsiasi orecchio indiscreto potesse venire dall’esterno. Huyen’ia, difatti, diceva sempre che la foresta era sempre in ascolto. «Sembra tu sia circondata da tracce che ti possono condurre alla verità»
«Quale verità?»
Huyen’ia tornò al tavolo e le mostrò il fondo della ciotola. Nelle gocce di liquido rimaste, c’erano dei residui d’erbe che formavano delle orme di animale. Delle tracce.
«La verità su quei gargoyle»
Serie: Le avventure di Principessa Fiocco
- Episodio 1: La casa del Noce
- Episodio 2: Urla nella notte…
- Episodio 3: …e silenzi per le vie
- Episodio 4: Fedele tempismo
- Episodio 5: Sotto gli occhi di una madre
- Episodio 6: Tracce
Come sempre queste avventure mi tengono con il fiato sospeso e la voglia di leggere SUBITO il prossimo capitolo. Resterò in attesa, curioso come mai di leggere la verità sui Gargoyle!