TUTTI I VECCHI DEL MONDO

Nella chiesa dove vado io c’è un vecchietto che poverino trascina la gambetta, è sempre solo e mi fa un po’ pena per cui ho preso l’abitudine a salutarlo: “buongiorno” gli dico quando lo vedo, e gli sorrido anche, per dargli un po’ di gioia nella sua triste situazione.

E’ un vecchietto solo e malaticcio e io penso che alla sua età e in quella condizione, la vita sia particolarmente triste.

Il giorno di natale il vecchietto ha pensato di farmi un bel regalo, quando l’ho rincontrato alla messa della mattina mi si è avvicinato claudicante, poi con voce tutto squillante mi dice:

“Ciao, ti vedo sempre a messa, io mi chiamo Walter!”

“Salve” ho risposto, e intanto pensavo: ma non ci davamo del lei?

“Sei fidanzata?” prosegue il vecchietto, e la mia mente annebbiata pensa:

a) Non sono fatti suoi

b) vecchiaccio come osi anche solo domandarmelo?

Ma siccome la tempistica non è il mio forte, mi ritrovo a ripetermi:

Francesca non pensare male, vuole essere solo gentile.

E allora rispondo che si, sono libera di stato civile.

E lui, il vecchiaccio claudicante mi pare che zoppichi un po’ meno, mentre mi dice:

“Vuoi metterti con me?”

Io rimango allibita, mi viene una faccia come da fumetto mentre rispondo:

“ma io sono giovane!”

E quello, veloce nel ribattere e evidentemente meno ingenuo di me, dice:

“anche io, ho cinquantunanni!”

Al che la mia mente si affolla di mille idee, la prima in questione è il vecchiaccio nudo nei pressi miei, il che mi provoca un certo ribrezzo.

Poi mi metto a pensare alla sua pelle cascante di vecchiaccio, piena di rughe… e beh se un cinquantenne possiede quella pelle, forse è il caso che inizi ad uscire con le donne settantenni.

Ma ancora non ho realizzato la sua perversione, e allora rispondo divagando che il giorno prima mi son confessata da don Luciano.

E il vecchio: “è un mio amico, ma ogni tanto risponde male.”

“Allora ti vuoi mettere con me?” Incalza il vecchietto.

“No!” esclamo vigorosamente, poi mi giro e me ne vado.

Prova a seguirmi, vecchiaccio, con quella gamba devastata.

Il giorno dopo incontro don Luciano, e lo informo sui fatti: “don ho incontrato un suo amico!”

Il prete è più veloce di me nel rispondere: “quello non è un mio amico… e attennta alle persone che dicono: ‘io sono amico di don Luciano’ per fare i loro comodi!”

“Ma ha cinquantunanni?” domando io.

E la risposta conferma quello che temevo, tali rughe sono tipiche di un ottantenne.

Un paio di giorni dopo vado a fare una passeggiata in centro, un’ombra mi passa accanto e la fisso: è il vecchiaccio che mi sta bene alla larga, adesso.

Al solo vederlo provo il desiderio di riempirlo di calci, per avermi preso in giro e per essersi permesso di guardare una della mia età.

Dentro di me l’astio si mischia alla rabbia pensando al Bossetti che ha puntato Yara proprio a messa.

Penso che forse dovrei confessare la rabbia che provo, e il desiderio di fare del male a tali vecchietti e al Bossetti.

Il giorno dopo a fine messa mi avvicino al prete: “don, ieri in centro ho rivisto il vecchiaccio!”

“Amò? –ribatte lui- Tienlo su di dosso!”

Un paio di vecchietti rimasti in chiesa guardano allibiti me e il prete.

“Ascolti don… -proseguo- ho provato desiderio di prenderlo a calci, è il caso che mi confesso?”

“No, no, daglieli direttamente!”

Esclama il prete mentre mette via il corpo di Cristo.

Faccio il segno della croce, poi tutta felice esco dalla chiesa.

Aspetta che ti ribecco, vecchiaccio.

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Discussioni

  1. Mi piace molto il titolo e lo sviluppo del racconto, una storia che si articoli di molti dialoghi, avrei preferito qualche descrizione in più, ma è solo un fattore personale, comunque brava!

    1. grazie, nella realtà quando il vecchiaccio mi ha chiesto “vuoi metterti con me?” gli ho dato la copertina del mio libro “le conseguenze dlela morte” e lui ha fatto una facciaccia, ma quella parte l’ho omessa

    2. Non è facile scindere lo spunto autobiografico dal raccontare esattamente i propri fatti successi nella realtà, lo capisco. Se l’hai omesso hai fatto bene, vuol dire che nella tua storia di narrazione non serviva. Aspetto di leggerti ancora.

  2. Ahhahahahahahah bellissima!!
    Sti vecchietti eh? Una pensa di fare una buona azione e loro tac! Eccoli lì con gli ultimi rantoli di virilità!
    Bellissima storiella!
    Grande!

    p.s. ho trovato un paio di errori di battitura… Prova a dare un’occhiata 😉

    1. si lo so, grazie Cristina, se capisco come si correggono lo faccio (non sono molto capace su internet io)
      nell’ultimo mese tre vecchiacci giunti, ho scritto di quello più soft che gli altri due erano peggio.
      non esistono più, purtroppo, i vecchi di una volta, quando ero piccola io, che li chiamavo nonni: ora i nonni si son fatti porci, ma per fortuna ho il mio grande prete, un tipo strano che mi autorizza a picchiarli