Tycoon

Mi chiamo Matteo, ho 42 anni, sono un magnate dell’industria, vivo tra yacht, feste, belle donne e consigli d’amministrazione. La mia a detta di tutti è un’esistenza dorata, fatta di agi, di lusso, di liquori, di nottate di sesso sfrenato, di droghe e di vizio.

Oggi 30 gennaio 2020, io Matteo, seduto sulla chaise longue a prua del mio 60 metri, ad ammirare il tramonto, al largo di un atollo, nell’oceano Atlantico, vi racconterò le mie ultime 24 ore!

Ieri 29 gennaio 2020 alle 7.30 della mattina, in una nebbiosa Milano, ho chiamato Baptiste, il mio autista privato e mi sono fatto portare all’aeroporto, destinazione Antille.

Alle 8.15 sono salito sul mio jet privato e ho lasciato l’italia, per non rivederla più.

Alle 9.00 ho chiamato Marlene, la mia fidanzata e le ho chiesto di raggiungermi sul nostro yacht, al largo del nostro atollo, lei un po’ scocciata mi ha risposto: – Non posso! Stasera ho una raccolta fondi per la salvaguardia della tigre della Brianza, non posso proprio mancare. Domani poi devo presenziare all’inaugurazione della mostra di arte contemporanea degli artisti sconosciuti del Borneo e dopodomani ho un importante pranzo d’affari con il mio produttore. Ti raggiungerò forse sabato.-

Un po’ contrariato ho chiamato mia madre, ricevendo da lei risposta più o meno uguale, allora ho chiamato mio fratello, poi mia sorella, mia figlia, la mia ex moglie, il mio socio, il mio migliore amico, ricevendo da tutti loro risposte più o meno analoghe.

Sul far della sera, sul mio mega panfilo, ho chiesto al capitano di trovarmi compagnia, no questa sera non posso proprio stare solo. Ho bisogno di qualcuno, non importa chi, ma un essere umano con cui condividere la mia serata.

Mi sono seduto sulla mia sdraio preferita e sorseggiando un whisky, invecchiato 40 anni, mi sono assaporato un lunghissimo, tristissimo, interminabile tramonto.

Alle 21.00 è arrivata lei! La mia ultima compagna, Silvie una donna, di credo non più di 19 anni, bellissima, con un corpo perfetto, pelle ambrata, capelli lunghi e biondissimi. Il corpo avvolto in un vestito rosso fuoco, capace di risvegliare i sensi anche ad un uomo distrutto.

Dopo una cena perfetta, cucinata dal mio chef pentastellato, ci siamo abbandonati ad una notte di piacere, che più dolce e sfrenata non poteva essere. Lei ha anticipato e colmato ogni mio più segreto desiderio, sembrava mi leggesse nel pensiero.

Grazie Silvy sei stata un’amica, un’amante, un sogno, una dea.

La mattina ho pregato il mio maggiordomo di salutarla e ringraziarla nel modo più gentile e generoso che io conosca.

Alle 7.30 ero nuovamente seduto sulla mia chaise longue preferita, da dove ho assistito al sorgere del sole per l’ultima volta.

Ora sono ancora lì, freddo, fermo, immobile, con un bicchiere di whisky caduto a terra al mio fianco.

Aspetto che qualcuno dei miei familiari mi raggiunga, mi venga a cercare, tra un impegno e l’altro. Aspetto che si ricordino di me.

Aspetto che qualcuno si accorga che non ci sono più. Perché ora io sono morto.

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Discussioni

  1. Ciao Lorenza, è da ipocriti dire che i soldi non danno la felicità… Nella nostra società in particolare, ma penso anche a quelle passate, i soldi sono una necessità ineluttabile, e la felicità vuol dire anche benessere, un qualcosa che senza soldi, non puoi avere?! Detto ciò, il rovescio della medaglia c’è, e tu lo hai descritto nel migliore dei modi, trasmettendo la solitudine del tuo protagonista! Un saluto, alla prossima ?!

  2. Ciao Lorenza, hai saputo tratteggiare la quieta disperazione del tuo protagonista in modo molto empatico. Vero, i soldi non fanno la felicità. Spesso scegliamo i compagni sbagliati affidandoci alla loro esteriorità e questo accade a ricchi e poveri: l’unica soluzione è quella di amare sé stessi.

    1. Quello sempre e comunque!
      Io poi l’idea che i soldi aiutino almeno a lenire la disperazione… beh continuo ad averla. ?

    1. Grazie Cristina, neppurevio aggiungo altro…?

    1. Sìiiii. Lui mi sa che non si era preparato un piano B. ?

  3. Mi dispiace per il tuo personaggio, forse, se avesse gestito meglio la situazione non sarebbe finita così… nonostante ciò, se io avessi avuto anche la metà delle sue cose, di certo non sarei finito così. Però capita. Ciao Lorenza, alla prossima.

    1. Grazie Ivan, io in realtà concordo con te.
      Ho sempre pensato che la ricchezza non da la felicità… però aiuta.?

    2. Grazie Ivan, io in realtà concordo con te.
      Ho sempre pensato che la ricchezza non da la felicità… però aiuta.?