Un buongiorno difficile
Serie: Lascia che passi la notte
- Episodio 1: La paura del ritorno
- Episodio 2: Ann
- Episodio 3: Quasi Natale
- Episodio 4: Via di fuga
- Episodio 5: Lasciare andare
- Episodio 6: Incompresa
- Episodio 7: La bussola per tornare a casa
- Episodio 8: Il tempo adatto per un addio
- Episodio 9: Milano-Bruxelles
- Episodio 10: Stereotipi
- Episodio 1: Allusioni e fastidi
- Episodio 2: Sguardi, insinuazioni e caffè
- Episodio 3: Il senso dell’amore
- Episodio 4: Al telefono
- Episodio 5: Calma apparente
- Episodio 6: Dolori e buoni amici
- Episodio 7: Stelle artificiali
- Episodio 8: L’amore da lontano
- Episodio 9: Sakura
- Episodio 10: Colpe nascoste
- Episodio 1: Osaka
- Episodio 2: Sbagliato e naturale
- Episodio 3: Conto alla rovescia
- Episodio 4: Appigli
- Episodio 5: Fiore di loto
- Episodio 6: Colpo basso
- Episodio 7: Una bella fiaba finita male
- Episodio 8: L’amore non basta mai
- Episodio 9: Se guardi il mare
- Episodio 10: Montagne russe
- Episodio 1: Volare verso il sole
- Episodio 2: Cosa fanno le stelle
- Episodio 3: Gelosia
- Episodio 4: Brindisi al veleno
- Episodio 5: Scomode teorie
- Episodio 6: Quello che le foto non dicono
- Episodio 7: Un buongiorno difficile
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
STAGIONE 4
Annalisa aprì gli occhi prima del suono della sveglia.
Non c’era nessuno in camera e la porta era chiusa.
Si sentì sollevata e in contemporanea stupida; chi avrebbe dovuto esserci? Andrew aveva flirtato un po’ con lei la sera prima, ma non l’aveva certo portata a casa del padre per farci sesso.
Abbandonò il futon e si sfilò la maglia di Sebastiano.
Si vestì in fretta, con i pantaloni del giorno prima e una maglia beige con scollo a barchetta, afferrò il cellulare e digitò un buongiorno per Seba. In Italia erano le ventitré e, anche se era uscito con sua sorella per cena, era di sicuro già a casa. Conoscendolo, invece di godersi la serata, aveva alternato il senso di colpa per aver lasciato Valentino dai nonni, la sua mancanza a quella di lei. Sua moglie, invece, aveva passato la notte con un altro, poco importava che non fosse successo nulla. Già quello era un principio di tradimento.
Chiuse la chat senza inviare nulla e uscì dalla camera.
In soggiorno, trovò il tavolo apparecchiato per la colazione e Minoru con un kimono sui toni del marrone.
“Ohayo gozaimasu“ lo salutò con uno dei pochi termini giapponesi che aveva imparato.
Lui ricambiò con il solito sorriso gentile e la invitò a sedersi.
Andrew dov’era, possibile che dormisse ancora?
L’uomo parve leggerle nel pensiero. “Haruto è andato a correre in spiaggia come fa sempre, dovrebbe rientrare tra poco.”
Annalisa abbozzò un sorriso, senza trovare niente da dire. Da una parte era sollevata di poter rimandare ancora un po’ l’incontro con lui, dall’altra si sentiva in imbarazzo a rimanere sola con il padre, anche se lui non faceva nulla per metterla in imbarazzo. Ma la sera prima, era rientrata dal giardino di corsa e, con la scusa della stanchezza e di un forte mal di testa, si era rifugiata in camera. Non era certo l’atteggiamento di una che ricambia nel modo giusto l’ospitalità.
Minoru le versò del thè verde. “Mangia pure quello che desideri.”
Sul tavolo c’erano l’immancabile zuppa di miso, salmone grigliato, riso bianco guarnito con un uovo e verdure marinate.
Mise qualcosa nel piatto, giusto per non offendere il padrone di casa e attese che lui facesse altrettanto.
“Sono felice che mio figlio ti abbia portato qui e pure lui lo è.”
Ad Annalisa rischiò di andare di traverso il riso. Quell’uomo aveva frainteso, proprio come aveva temuto. “Tra me e Andrew, cioè Haruto, non c’è niente.” Che cosa accidenti gli aveva raccontato il figlio?
L’altro sorrise e annuì paziente. “Mi dispiace se ieri sera o altre volte ti ha messo in imbarazzo, non è più abituato a stare troppo vicino a qualcuno. Non vuole affezionarsi.”
Lei ingoiò un sorso di thè, caldo e senza zucchero. Non aveva idea di come rispondere.
Minoru prese un pezzo di salmone. “Dopo aver perso chi amava tante volte, ha il terrore che possa succedere di nuovo. Per questo fa così.” I suoi occhi non si staccarono da lei un istante. “Non vuole legarsi a te, ma gli è inevitabile. Così si avvicina e si allontana, cerca di aiutarti e, al contempo, prova a fingere che tu sia come tutte le altre.”
“Io non starò qui per sempre” si ritrovò a sussurrare lei.
“Lo sa. Tu appartieni a un altro luogo, eppure era nel karma di entrambi incontrarvi e legarvi l’uno all’altra. Per capire e guarire.”
“Capire cosa?” le uscì con un filo di voce.
“Che l’inverno, per quanto sia lungo, buio e gelido, si trasforma sempre in primavera. E che nessuno si perde mai per davvero.”
La porta d’ingresso si aprì e Andrew comparve con una maglia grigia appiccicata al torace e pantaloncini bianchi un po’ troppo aderenti.
Il cuore di Annalisa reagì con un balzo che preferì non analizzare.
“Hai un bel colorito, Ann. Fatto bei sogni?”
Lei si impose un tono neutro. “Ho dormito bene, grazie. E tu?”
Il suo collega sollevò un lembo della maglia per tamponarsi la fronte e ad Annalisa bastò quel poco di addominali per affrettarsi a spostare lo sguardo sulle verdure.
“Diciamo che il sogno di stanotte mi ha lasciato un buon ricordo e una certa curiosità.” La voce di lui si abbassò. “Mi chiedo se la realtà possa superare la fantasia.”
Non aveva nessuna intenzione di chiedergli a cosa si riferisse, il tono e lo sguardo che sentiva appiccicato addosso erano già abbastanza da gestire. “I sogni sono spesso senza senso, un modo per il cervello di archiviare quello che non serve.”
“O per farci vedere quello che desideriamo davvero.” Andrew si leccò le labbra, una luce divertita negli occhi. “La testa può mentire, ma il corpo no. E io stamattina, avevo più che mai bisogno di sfogarmi, in attesa di uno sport più coinvolgente. ”
Annalisa gli rivolse un’occhiata assassina; Andrew doveva smetterla con quelle battutine.
Arricciò il naso. “Fossi in te, invece di parlare del nulla, mi farei una doccia.” Registrò con sollievo che
Minoru continuava a mangiare imperturbabile.
Le labbra del suo collega si piegarono in modo malizioso. “Me lo suggerisci perché puzzo o perché vuoi venire con me?”
Ancora, ma quanto era insopportabile? Però, quando si trattava di essere stronze, lei era imbattibile. Gli parlò con sufficienza. “Credi che tutte le donne facciano pensieri erotici su di te, lo so, ma io non sono una ragazzina che perde la testa per due addominali e qualche moina. Ho standard più elevati.”
Un lampo di divertimento passò negli occhi di Andrew. “Buono a sapersi, Ann. Non ti darà fastidio allora se mi porto avanti con il bagno.” Afferrò i bordi della maglia e se la sfilò.
Annalisa si ritrovò a fissarlo senza trovare una mezza parola sensata. Aveva la pelle lucida, muscoli definiti senza essere eccessivi, la pancia piatta e una leggera peluria che evidenziava la v degli addominali e spariva oltre l’elastico dei pantaloni.
“Stai rivalutando i tuoi standard, Ann?”
Cercò il supporto di Minoru e le parole di poco prima le risuonarono in testa. Anche Andrew aveva sofferto tanto; sapeva metterla in difficoltà, ma quante volte in quei mesi l’aveva aiutata?
Sospirò. “No, sto rivalutando quello che mi hai detto ieri. Non si può rimanere prigionieri nel passato. Credo che sia arrivato il momento di parlarti di Alex.”
Serie: Lascia che passi la notte
- Episodio 1: Volare verso il sole
- Episodio 2: Cosa fanno le stelle
- Episodio 3: Gelosia
- Episodio 4: Brindisi al veleno
- Episodio 5: Scomode teorie
- Episodio 6: Quello che le foto non dicono
- Episodio 7: Un buongiorno difficile
Certo che il fisico di Andrew manderebbe in tilt chiunque!🤭 Povera Annalisa, non sarà facile resistere.
““Che l’inverno, per quanto sia lungo, buio e gelido, si trasforma sempre in primavera. E che nessuno si perde mai per davvero.””
Poesia ❤️ 👏
❤️
Cara Melania oggi ho rischiato l’infarto. Ora Annalisa sarà abituata a standard elevati, ma i miei sono più che soddisfatti 🤣Non voglio ripetermi o essere assillante, ma la tua storia è uno dei romance che mi è piaciuto/piace di più ultimamente. Brava 👏
😂grazie di cuore Tiziana, sai quanto ci tengo ai tuoi commenti☺️
“Annalisa si ritrovò a fissarlo senza trovare una mezza parola sensata. Aveva la pelle lucida, muscoli definiti senza essere eccessivi, la pancia piatta e una leggera peluria che evidenziava la v degli addominali e spariva oltre l’elastico dei pantaloni.” Ad Annalisa saranno caduti gli occhi nel salmone. Aspetto il prossimo capitolo per sapere di Alex. Brava, Melania!
😂Grazie Concetta!