Un incontro inaspettato

Serie: Rivelion: La Guardiana Del Nucleo


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Una misteriosa donna si avvicina alla scena del crimine, descritta dal fascicolo come un suicidio. Conosce bene la vittima ma il suo scopo è ben distante dal far luce sull'accaduto..

Jonathan

Perché accettare di vivere in un simile squallore? Domanda ricorrente, soprattutto quando sono costretto a spingermi nel mondo esterno, così differente dalla labirintica struttura del Nucleo. Non che sia troppo meglio, intendiamoci, ma almeno non puzza di piscio e immondizia come la maggior parte delle residenze dei bassifondi della città, un aggroviglio di squallidi monolocali composti da stanze grandi quanto sgabuzzini. Una vera tortura preservata da quella stessa tecnologia adibita a distogliere l’attenzione dalla dittatura di un governo tirannico. Un’opinione che un individuo nella mia posizione non dovrebbe mai coltivare, per il proprio bene. Eppure, dinanzi ad una porta sgangherata situata al nono piano di un plesso marcescente, non potei fare a meno di lasciarmi trasportare da simili pensieri. Dettagli futili per portare a termine l’incarico che mi era stato affidato, certo, ma troppo affini al totale sdegno che provo nel vivere all’interno di Artamis.

«05673 a Nucleo. Ho raggiunto il sospetto. Mi appresto a cominciare l’indagine. Seguiranno aggiornamenti.»

Non rifletto nemmeno mentre pronuncio queste semplici parole come un pappagallo, asserendo ad una procedura che mi costringe ad aggiornare i miei diretti supervisori, attenti ad ogni mia più piccola mossa. Tutto merito del privilegio che mi aveva concesso la Guardiana, richiedendomi di lavorare nei panni di un Mastino. Un cacciatore in una giungla, per fare un paragone, insignito di un potere decisionale per certi versi esagerato che permetteva sulla carta di infrangere tutte le leggi del Governo pur di proteggerlo. Effrazione illecita, tortura, omicidio: queste solo le più comuni delle azioni suggerite dal manuale, ragione per cui i miei scarni colleghi sono disprezzati e tenuti alla larga dalla maggior parte della popolazione. Quelli con lo stemma sul petto, il dispregiativo con cui sono spesso etichettati, riferimento diretto al logo del Nucleo intessuto sulla divisa di un grigio monocolore, dalla forma di una mezzaluna contenente un pallino rosso, simbolo zen della perenne vigilanza sulla mente collettiva. Una bellissima menzogna, se ti interessa conoscere il mio parere, che non cancella la macchia indelebile che rappresento nel portare avanti la caccia alla mia anomalia.

Basandomi sulle analisi a mia disposizione, l’appartamento x509 della Cinquantasettesima Strada è il luogo più probabile dove trovare ciò che mi interessa. Un oggetto, magari, o un programma all’interno di un terminale: presto avrò modo di scoprirlo.

«Iris: apri la porta X509. Autorizzazione 05673.»

Un clic, metallico, evidenza che la mia richiesta era stata accettata dal sistema di sorveglianza dell’impero Riveliano, lo stesso che in parallelo mi teneva sotto controllo. Esposto e pericoloso, a detta di molti, ma mai quanto le luride quattro mura che mi si parano davanti agli occhi, macchiate da una patina verdognola simile a muco rappreso. Sulla sinistra, un mobile a più livelli nasconde un letto e il guardaroba, allargando lo spazio disponibile di ben due metri, occupati da un compartimento doccia incassato nel muro e frapposto a una coppia di antiquati fornelli. Questa la composizione completa dell’appartamento, volendo ignorare la catasta di riviste ammucchiate in un cartone e una finestra dalla tapparella abbassata. Una vera delusione, considerando l’assenza di apparecchiature elettroniche che potessero in qualche modo collegarsi all’anomalia. Un buco nell’acqua e della peggior specie, l’intuizione che mi fulmina la mente. Infondo, posso considerarmi appeso a un flebile filo che potrebbe finire per formare un cappio attorno al mio collo, qualora non ottenga risultati nei tempi che i miei superiori si aspettavano, vale a dire il prima possibile. Un motivo in più per non tergiversare in questa topaia, comunque, aggravato dalla misteriosa ombra comparsa alle mie spalle, in parte appiattita sulla soglia dell’unica via di uscita. Una presenza ostile, forse, o forse uno spione attirato dai rumori, affacciatosi giusto per lanciare un’occhiata.

«Mi sembra inappropriato continuare a nascondersi. Ti ho visto, sai?»

Un sorriso, sensuale, che nella sua melodia mi rivela una donna.

«Vista e incuriosita, se posso permettermi. Questa abitazione appartiene ad un certo Thomas e sono sicura di non averti mai visto prima.»

«Ragionevole. Non conosco la persona a cui fai riferimento anche se ammetto che non mi dispiacerebbe scambiarci due parole.»

Replico, perplesso.

«Arrivi tardi. Thomas è morto questa mattina e tu violi la sua abitazione. Mi chiedo se le due cose siano collegate.»

«Affatto. Mi limito a condurre un’indagine per conto del Nucleo. Piuttosto, mi piacerebbe che mi spiegassi il motivo per cui hai deciso di spiarmi e che ti mostrassi, visto che siamo in vena. Non è cortese dialogare nascosti da una parete.»

Passi, lenti e cadenzati, un rumore secco a ogni movimento. Tacchi ed arroganza, tipico di una donna in carriera. Altezza nella norma, corporatura slanciata. Un colpo di scena, considerando la bellezza della donna. Ha occhi di un azzurro glaciale, folti capelli intrecciati che le cadono su spalle esili, enfatizzando collo e mento ritto. I suoi lineamenti sono delicati, in netto contrasto con le curve generose evidenziate da un abbigliamento volutamente provocatorio. I pantaloni, stretti e curati, ben si abbinano alla giacca a vento su una camicia altrettanto aderente, lo stemma dell’impero sul petto. Un agente, senza ombra di dubbio, venuto ad investigare sulla misteriosa dipartita di un tale Thomas, volendo fidarsi di quanto mi aveva appena rivelato. In cerca di informazioni, ad interpretare l’atteggiamento civettuolo con cui si avvicina.

«Così va meglio o forse dovrei sbatterti in una cella con l’accusa di omicidio?»

«Potresti provarci ma dubito che un Mastino sia alla tua portata. Potrei farlo io, però. Al Nucleo girano storie interessanti sulle prigioni del Governo.»

Un movimento delle labbra, secco. Una smorfia ma non dispregiativa, mascherata alla perfezione da uno sguardo gioviale.

«Per carità. Direi che questo tugurio è già abbastanza da sopportare.»

«Su questo siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Agente, giusto?»

«Detective, Mastino e credo che il nostro incontro posso tornare utile ad entrambi.»

«Questo è da vedere. Cosa mi offri?»

«Informazioni per informazioni, naturalmente. Mi sembra uno scambio equo.»

Sfacciata, tratto da aggiungere ad arrogante e sicura di se. Un interlocutore difficile ed irritante, di quel tipo che non sopporto affatto. Eppure la sua proposta mi alletta, complice il sospetto che questo incontro non sia stato poi così casuale.

«Illuminami, allora: sono tutto orecchi.»


«Il proprietario di questo appartamento, Thomas… come dirlo: era un genio. Operaio nella norma, per chiunque non lo conoscesse abbastanza ma complice dello sviluppo di un progetto al quale sono interessata. Un cilindro grande quanto una moneta, per l’esattezza, rosso e con un pallino nero disegnato su entrambe le basi. Sono venuta per trovarlo.»

«Non capisco come questo possa tornarmi utile.»

Una scintilla nelle pupille, di quelle che rivelano una vittoria inaspettata seguita a ruota dall’avvicinamento scenico di una prode attrice. Fragranza gradevole, per giunta, intensa e floreale.

«Perché si dà il caso che noi due cerchiamo la stessa cosa. E, in un certo senso, questo potrebbe salvare entrambi dalle trame della Guardiana.»

Serie: Rivelion: La Guardiana Del Nucleo


Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. E ora che si sono incontrati, cosa faranno?
    Cos’è nello specifico questo oggetto?
    Quali sono queste “trame della Guardiana?”
    Ho più domande che risposte, ed è questo il bello! 😼
    Attendo il prossimo capitolo!

  2. “Perché si dà il caso che noi due cerchiamo la stessa cosa. E, in un certo senso, questo potrebbe salvare entrambi dalle trame della Guardiana.»”
    Questo passaggio mi incuriosisce molto. Complimenti, ben costruita la storia e ben costruito il racconto. 👏

    1. Grazie Giuseppe, spero di continuare a coinvolgerti anche con le prossime parti. Giusto un appunto: i personaggi che interagiscono sono i due presentati in parte 2 e 3, che si incrociano per la prima volta nell’appartamento del suicida