Un nuovo inizio

Serie: Il Prescelto


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Presto sarebbe nato un nuovo regno, con a capo Heres, così il re annunciò, e il popolo reagì contrariato

Il re tornò nel suo castello tra la confusione, lo stupore e lo scetticismo generale del popolo. In quel momento, la luce radiosa che risplendeva un tempo nei suoi occhi, ossia da quando conobbe Efa, era ritornata. Aveva deciso di fare le cose in grande, di incominciare a diventare il padre ideale per Heres, quello che avrebbe meritato, e di indirizzare il popolo già verso quello che sarebbe stato il suo regno, gettando delle basi ben consolidate e programmate. Era convinto, quello sarebbe stato un nuovo inizio del suo rapporto con lui, da quel discorso a cuore aperto rivolto alla gente del regno, sarebbe cambiato tutto, quello sarebbe stato il punto di partenza tra loro e del nuovo regno che incombeva, che proprio Heres era ormai destinato a prenderne le redini. Iniziò a pensare che da quel momento, il suo legame con Heres si sarebbe creato, e successivamente consolidato, e che dopo quel discorso il popolo avrebbe compreso la situazione, e con la bontà d’animo di cui erano dotati non avrebbero inveito sul futuro re, in questo modo avrebbe reso felice se stesso, il figlio e sperava che da lassù anche Efa avrebbe assistito a tutto questo e che ne sarebbe stata felice. La gente del regno tornarono nelle loro case, con il capo chinato verso il basso e con il volto colmo di paura e preoccupazione, ma anche di speranza per quelle parole del re. Quel discorso fu diffuso tra tutta la popolazione, tanto che ne vennero a conoscenza anche Ventus, la sua famiglia, i due cavalieri e Zack. Rimasero allibiti, non riuscivano a credere che una persona di così buon cuore e così coscienziosa come il re abbia detto quelle parole, che davvero voleva spingere il popolo a fidarsi di Heres dopo ciò che aveva visto al torneo, e quindi dopo aver osservato ciò che di malevolo è capace di fare. Si chiedevano come fosse possibile che il re non si era reso conto della malvagità presente nel cuore di Heres, ormai contaminato dall’oscurità. Concepivano che comunque si trattava del figlio, ma proprio per quel motivo lo conosceva bene, non aveva mai mostrato segni d’affetto al padre, probabilmente anche perché quest’ultimo lo ignorava, ma ciò non lo giustificava ad intraprendere una strada malefica. Il re davvero aveva deciso di mettere a repentaglio le sorti del regno pur di recuperare il rapporto con il figlio? A quanto pare la risposta a quella domanda che si ponevano, era quella che meno si sarebbero aspettati da lui. “Quel vecchio pazzo del re! Lo sa che Heres non è mentalmente stabile! Come può sacrificare il regno in questo modo!? Solo per un rapporto padre-figlio che non è mai riuscito a creare per il suo egoismo!” Sbraitò Oliver furioso. “Non dire così, stai pur sempre parlando del nostro re, non ci ha mai delusi, vedrai che se nutre tutta questa fiducia verso Heres ci sarà un motivo” rispose Camila cercando di rasserenare il marito e il resto dei presenti, che avevano un volto cupo, preoccupato e pensieroso. Oliver gli lanciò uno sguardo contrariato, era furibondo, niente avrebbe potuto cambiare il suo pensiero e il suo stato d’animo in quel momento, con l’appoggio del re nei confronti del figlio sarebbe incominciato un susseguirsi di catastrofi all’interno del regno, di questo ne era certo, e quel pensiero era logorante per tutti in quella stanza, ad eccezione di Camila, che cercava di rimanere tranquilla e guardare sempre il lato positivo delle cose, ma anche lei, in fondo, era ben consapevole che quella situazione avrebbe stravolto l’andamento futuro del regno, ormai il re lo aveva ufficialmente comunicato, quell’essere inghiottito dall’oscurità di Heres sarebbe diventato colui che per i prossimi anni si sarebbe occupato dell’incolumità del regno. Così Oliver si schiarì la voce e disse ” L’ oscurità ormai è incombente, non ci resta altro che aspettarla e affrontarla”. “Si!” Risposero gli altri all’unisono. Mentre quel discorso del re fu accolto dal popolo con stupore, perplessità e preoccupazione, vi era un giovane ragazzo che ne era compiaciuto, proprio lui, il giovane Heres, la notizia arrivò anche a lui, che la prese con estrema euforia e gioia. Pensò che il povero padre ormai devastato dalla scomparsa della moglie e dall’odio profondo che il figlio prova nei suoi confronti, voglia redimersi riappacificandosi con lui, e quella sarebbe stata l’opportunità perfetta per occupare la posizione di re fin da subito, dopo tanti estenuanti anni di attesa, ormai il giovane Heres non poteva più aspettare, aveva sopportato il padre e il continuo affetto che il popolo gli dimostrava, solo per quel momento, perché assaporava il desiderio di prendere il possesso di quel regno che il padre gli aveva fatto odiare con tutto se stesso. Nonostante sia stato sempre trascurato dal padre, riusciva a non demoralizzarsi perché era spinto da quel desiderio, una volta diventato re lo avrebbe distrutto, così come Craig aveva fatto con la sua vita, prestando più importanza alle sorti del regno che al bene del suo unico figlio. Già… perché riteneva che la morte di Efa, per tutto quel tempo era stata solo una giustificazione del suo terribile comportamento nei suoi confronti, in quanto comunque continuava a regnare il regno con estrema dedizione ed impegno, preoccupandosi più delle sue sorti che del rapporto con il figlio. Così Heres, che dopo il dialogo avuto con il padre si era addentrato in una locanda ammuffita e abbandonata con i tavoli e le sedie sottosopra, boccali di vetro disintegrati a terra, i resti di birra sparsi ovunque e il soffitto che dava l’impressione di poter crollare da un momento all’altro, si decise a tornare da Craig, e fingere di accettare le sue scuse e di essere disposto a creare un legame con lui. Ma durante il suo tragitto fino al castello fu accerchiato, proprio un attimo prima del ponte che portava ad esso, da un gruppo di uomini grossi e forzuti dall’aspetto rozzo, che si scambiarono un sorriso malevolo. “Puoi convincere tuo padre che è una persona dotata di buon animo, ma non noi, non ti accetteremo mai come nostro re” dissero i cinque uomini e si menarono contemporaneamente a capofitto contro di lui, che semplicemente chiudendo e riaprendo le pupille creò attorno una barriera magico che li scaglió via. Finirono nel fiume sotto al ponte che separava il castello, e con una faccia compiaciuta, come se non fosse accaduto nulla , Heres riprese il suo cammino. Entrato nel castello vide subito dinanzi a se il padre, il quale lo guardò con occhi emozionati e lo andò ad abbracciare, i cavalieri presenti nel castello assistettero alla scena manifestando un cenno di dissenso, quella situazione continuava a non essere vista di buon occhio da buona parte del popolo, addirittura dagli stessi cavalieri e personale del re. “Grazie figliolo per quest’altra possibilità, non sai quanto mi rendi felice, scusami per tutto, per cominciare a farmi perdonare, questo mercoledì riunirò il corpo di germanderia e venerdì organizzerò la tua incoronazione, da quel giorno in poi Skrull sarà ai tuoi piedi, sono sicuro che sarà in buone mani e io ti supporterò fino alla fine dei miei giorni” disse il padre in lacrime. ” Grazie padre” rispose il giovane, e mentre i due si abbracciavano, accennó un sorriso compiaciuto, che non fu visto di buon occhio da coloro che osservavano quella scena, né tantomeno quel discorso. Subito dopo, proprio il re ripeterà a tutti i presenti del regno i particolari estratti da quella conversazione, per incominciare ad organizzare i preparativi, in fondo mancavano solo due giorni a mercoledì. Così in pochissimo tempo non fu manifestato solo quel discorso agghiacciante del re, ma addirittura i giorni di quei due eventi di cui aveva parlato. In quei giorni d’attesa il popolo non fece altro che commentare il comportamento del re e quei due eventi che li attendevano, riversavano tutta la loro frustrazione e preoccupazione a riguardo sul lavoro, anche Ventus ed Oliver fecero lo stesso, ma non riuscivano a non tormentarsi, infatti in quei giorni bui si davano appuntamento sulla collina per sfogarsi a proposito di quella situazione è per cercare di escogitare un metodo per impedirlo, ma senza trovare alcuna soluzione è rimanevano lì fino alle prime luci dell’alba. Dormivano sempre meno, quella paura che orbitava attorno alle sorti del regno li assaliva, li devastava. Ma Oliver desideroso di agire, pensò solo ad un metodo per prevenire alla furia che Heres avrebbe scatenato sul regno, ossia quello di dedicare tutti i giorni all’arduo allenamento di Ventus, convinto che avesse un potere ancora grezzo, ma da un potenziale sconfinato. Si rese conto che l’unica loro mossa in merito a quella situazione disperata, era quella di prepararsi al peggio, di anticipare l’oscurità da cui era stato inghiottito il futuro re, e la chiave era risvegliare il potere latente del giovane Ventus, Oliver ne era certo, anche in momenti di solitudine pensò a delle soluzioni da attuare, ma era l’unica che gli pareva avere un senso, il giovane era dotato di una forza immonda, che avrebbe potuto salvare il regno.

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Discussioni

  1. Hai ben descritto l’oscurità che si sta avvicinando, anticipando che il futuro re non è disposto a cambiare la sua predisposizione d’animo. É ben chiaro che Ventus, ora solo fiammella, è l’unico fuoco in grado di contrastarlo.