Un tetto per due persone

“Non ho mai visto un cielo così!” esclamò Mark, disteso sul tetto di casa sua.

 “Vero, riporta alla mente i bei ricordi passati” disse Helen.

Mark su quel tetto non poteva tassativamente salirci perchè sua mamma, ogni volta, perdeva mesi di vita ad implorarlo di scendere, ma quella fu un’eccezione. Era notte fonda, Mark passò una giornata intensa, stancante, ed essere su quel tetto, in quell’istante, con le braccia incrociate dietro la testa, a pancia in su, lo faceva sentir meglio. La mamma d’altronde non l’avrebbe mai potuto vedere.

“Sai Helen, la prima volta che ti ho vista è stato come un miraggio per me” confida Mark, che con Helen erano come il pane ed il burro, per citare Forrest Gump. Lei riusciva a far uscire da lui il suo meglio, portandolo soprattutto fuori da situazioni difficili e pericolose nella quale il ragazzo spesso si imbatteva, e lei si sentiva bene con lui. Purtroppo Mark, appena 21enne, faceva abuso di sostanze stupefacenti, ma quando conobbe Helen ebbe come una scossa.

“Ti ricordi il nostro primo incontro? Tu eri a terra, alla festa di Bennett, pensavo fossi morto. Eri da solo in quel corridoio e non ci pensai due volte a tirarti su da quel pavimento”, se lo ricordava bene Mark, perchè per poco non sfiorò l’overdose. “Appena mi avvicinai a te e vidi il tuo sguardo, capivo che c’era qualcosa di più sotto”. Helen in quei mesi riuscì a far condurre una vita migliore a Mark, e quale sensazione migliore al mondo esiste, se non quella di sapere di essere utile ad una persona in un suo momento difficile e renderla migliore. 

Mark non viveva una situazione difficile a casa, ma soffriva la mancanza del padre, scomparso da qualche anno per una malattia degenerativa. La madre faceva di tutto per prendersi cura di lui, figlio unico, era l’unica cosa importante rimasta per lei. 

Helen anche non se la passava male, aveva dei genitori facoltosi, una sorella adorabile più piccola, e tanti sogni in testa…

“Helen, oggi è il tuo compleanno, compi 20 anni!”

“Sì, sono felice di essere qui..”

“Questo è il mio regalo per te, una notte stellata. Vorrei tanto prenderti una di quelle stelle e portartela qui, ora, davanti ai tuoi occhi”. Helen amava tanto fissare le stelle, per lei c’era sotto un qualcosa di poetico, che ogni volta cambiava forma e portava a riflessioni diverse. 

Mark alzò gli occhi, fece un sospiro. Si tirò in piedi, si stiracchiò e si mise seduto sulla tettoia. Un vento fresco attraversò i suoi capelli, chiuse gli occhi e respirò piano. Riusciva a sentire perfettamente i suoi polmoni e la sua gabbia toracica espandersi. Ma ogni respiro diventava sempre più affannoso, decise quindi di stendersi di nuovo sul tetto. Chiuse gli occhi, girò la testa, li riaprì. Affianco a lui non c’era più Helen, già. Era tutto frutto della sua immaginazione, lei purtroppo era venuta a mancare quel giorno per un incidente in macchina, era diretta verso casa di Mark, per festeggiare il compleanno, solo loro due. 

Mark chiuse gli occhi ed una lacrima scavò il suo viso. Se fosse tornato indietro avrebbe protetto lei con tutte le sue forze ma oramai c’è solo il presente, il passato è passato. Riapre gli occhi, sulla sua testa vi erano solo il cielo, e le stelle. Stelle che ad ogni sguardo aprivano una voragine nel suo petto. Si fece forza e tornò dentro la sua camera, sul suo tavolo un mazzo di fiori con un fogliettino vicino con scritto: “Helen, ti amo”. E ciò che resta è solo un dolore immenso e la tristezza di una parola mai detta.

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Discussioni

  1. Perdere una persona cara ci toglie il respiro, nell’immediato si entra in una dimensione onirica dove il legame è ancora forte. Helen è lì ed in un certo senso lo sarà sempre se Mark terrà vivo il suo ricordo. E’ una bella storia, hai pensato alla possibilità di svilupparla e farla vivere ai personaggi a tutto tondo?