Una notte di paura

«Aiuto, aiuto!». La gente correva in tutte le direzioni.

Guy non se ne curò.

I cattolici stavano agitando le spade, a terra c’erano già numerose teste.

Con gli archibugi sparavano, con le fiaccole incendiavano le case degli ugonotti e quei poveretti o morivano tra le fiamme o venivano massacrati dai cattolici.

Guy diede una spallata a un tale che stava macellando un bambino ugonotto.

«Ehi, guarda dove stai andando!».

«Me ne scuso… il più umilmente possibile, è certo».

«Sei cattolico o… ugonotto?».

Avvampò. «Cattolico, è ovvio».

«Lo dici perché stanotte li stiamo uccidendo tutti, questi eretici. Sei sul serio cattolico o ugonotto?» insisté.

«La mia amata mi attende, rischia la vita…».

«Rispondi: sei mai stato a Roma?».

«Sì».

«Descrivimi San Pietro». Mosse la spada spargendo gocce di sangue.

«È una basilica immensa. Il pavimento è a scacchi, le statue sono gigantesche… ma prima che i lanzichenecchi di Carlo V la saccheggiassero era ancora più bella».

«Come non detto: sei sincero».

«Infatti. Io…».

«Va’, che non ho tempo da perdere».

Non se lo fece ripetere due volte.

Corse a perdifiato e raggiunse la Senna. Cercò un ponte che non fosse ingombro di miliziani e cadaveri, ne individuò uno. Stava per raggiungerlo che dei bravacci cattolici lo fermarono. «Sei cattolico o ugonotto?».

«Devo raggiungere la mia amata…».

«Vi siete sposati in una chiesa con rito romano o di questi cani eretici?».

«È difficile da spiegare».

«Allora sei un cane ugonotto». Con le spade cercarono di colpirlo.

Lui si divincolò e corse fino al ponte, lo superò, dietro un codazzo di miliziani che lo volevano trucidare.

Raggiunse un ospedale in fiamme, i feriti che bruciavano e altri che venivano calpestati dai cavalli. Si infilò in quel bagno di sangue e cercò di non impazzire. I miliziani lo raggiunsero ma si fecero distrarre da una donna incinta a cui i cattolici stavano aprendo il ventre; a un’altra avevano legato i capelli alla coda di un cavallo imbizzarrito trattenuto a stento – lo liberarono tra crasse risate.

«È un inferno» sussurrò.

Continuò a correre e raggiunse la sua amata.

Era salva.

La sua amata gioielleria.

Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Ho sempre trovato affascinante e tristissimo allo stesso tempo questa finestra della storia francese ed europea, e tu hai reso molto bene i fatti accaduti con una narrazione sicuramente molto cruda, ma certamente vicina alla realta