Una nuova alba

Serie: Sei proiettili d'argento


Dalle finestre sbarrate filtravano timidi i primi raggi del sole, al mattino la neve aveva smesso si cadere e, così come era arrivata, se ne era andata. Tiberio era seduto accanto alla porta d’ingresso con lo sguardo vacuo, come se non potesse davvero scorgere ciò che lo circondava. Di sopra giacevano i cadaveri delle due donne, ormai tramutatesi in non morti come il suo amico: la curiosità le aveva uccise. L’ex soldato si era domandato che cosa ci fosse dietro quella stramba porta di metallo al piano di sotto ma era giunto alla conclusione che, forse, era il caso di lasciar perdere, aveva già fatto stragi e per quella giornata, nonostante fosse solo all’inizio, percepiva la stanchezza nelle ossa che si faceva strada come una serpe.

La morte del suo compagno di viaggio gli aveva messo addosso dubbi, per qualche ora aveva pensato di tornarsene da dove era venuto, nonostante lì la situazione non fosse tanto migliore, ma alla fine il senso dell’onore aveva prevalso e si era deciso a continuare verso la sua meta finale. Il mondo era diretto verso il suo epilogo a tutta velocità e per rimanere sani bisognava continuare ad agire come sempre. Alle nove del mattino si decise a tornare al piano superiore per raccattare la propria roba prima di levare le tende. Giunto alla fine delle scale cercò di evitare con gli occhi i cadaveri, due centri perfetti con la pistola erano bastati a spegnere la minaccia incombente; si era comportato come l’ospite di un hotel che deve sgombrare la stanza prima che arrivino i prossimi. L’unica coperta non macchiata di sangue si era trasformata in un comodo fagotto che raccoglieva i suoi, pochi, averi. 

Si chiuse la porta d’ingresso alle spalle e andò a prendere i due muli che se ne stavano lì dove li avevano lasciati senza troppa fretta di ritornarsene al freddo e al gelo. 
“Che dovrei fare con te?” domandò a quello di Marco, l’animale lo guardò menefreghista.
“Tutti uguali voi somari, pensate solo a mangiare e il resto del mondo può pure farsi fottere.”
Poco dopo il gruppetto spariva incespicando sulla neve fresca, il vento gelido annunciava un’altra giornata di stenti e morte.

Serie: Sei proiettili d'argento


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Horror

Letture correlate

Discussioni

  1. Finale aperto, la missione non è stata rivelata almeno in questa serie. Mi ha fatto piacere rituffarmi qui, avevo bisogno di una lettura nelle mie corde e la tua storia mi ha permesso di trascorre un pomeriggio in piacevole compagnia 😀 Ho ancora molto di leggere di tuo (fuori di Edizioni Open), un passo alla volta conquisterò la vetta

  2. ““Tutti uguali voi somari, pensate solo a mangiare e il resto del mondo può pure farsi fottere.””
    Non so perchè, ma mi è apparsa l’immagine di un mondo a misura di “mulo” 😂

  3. Mi piace questa conclusione aperta, ormai ci hai abiutuati che questo è il tuo stile.
    Ammetto anche che io ti leggo non solo come lettore, ma anche (inevitabilmente) come giocatore di ruolo, e ogni tua serie mi sembra in primo luogo uno spunto pe una campagna di Sine Requie.
    Sono racconti aperti che – in mano ad un Cartomante – potrebbero trasformarsi in bellissime campagne di gioco. E… mi hai fatto tornare una gran voglia di prendere in mano i tarocchi!!!