Una scelta dovuta – di Ivan Collura

Serie: Crazy Train #1


C’era qualcosa di strano nell’aria e l’autista dello scuolabus sapeva di cosa si trattasse. Arrivò di fronte l’abitazione dei Morganstein, arrestò il mezzo e saltò giù prima che Howard e Jerry passassero nella dimensione sottile.

«Arrivo!» gli urlò dietro la signorina Bickerson, mentre si armava di fucile mitragliatore.

«Resta lì, è meglio se tieni d’occhio il portale!» Nonostante l’apparenza, in realtà Thomas non era un grassone: sotto gli abiti indossava un’imbottitura simile a quella di Robin Williams in Mrs Doubtfire; il suo vero nome era Chon Lee il cacciatore di Figli ed era agile come un ghepardo. Mentre attraversava di corsa il giardino, puntò il suo potente teaser verso il Figlio-Morganstein che, in attesa di raggiungere la Madre, era come in trance e teneva tra le braccia Jerry ancora svenuto. 

Due aculei metallici gli si conficcarono nel petto e il corpo di Howard crollò sul prato come un castello di carta.

Dopo la caduta, Jerry aprì gli occhi e vide il cielo stellato. «Thomas?» chiese incredulo, appena l’autista lo aiutò a mettersi in piedi. 

«Stai bene?» Il ragazzino annuì. «Dov’è tua madre?»

«Dovrebbe essere in casa» disse guardandosi intorno, confuso.

«Okay, io vado a controllare» disse, anche se non si aspettava nulla di buono. «Tu corri dalla signorina Bickerson.»

«Ma che ci fate qui?»

«Ti spiegherò tutto tra un po’, adesso muoviamoci.» 

«Ma che cosa è successo a mio padre?»

«Penserò anche a lui, ma adesso corri sul pulmino.»

Jerry ricordò vagamente quello che era successo nella sua cameretta, conosceva Thomas abbastanza da potersi fidare e gli obbedì. Si stupì vedendo la signorina Bickerson con quel mitragliatore, ma era sconvolto e andò a sedersi sul sedile dietro a quello dell’autista senza fare commenti.

Il cacciatore, dopo aver trovato il corpo di Adeline, brandì la sua frusta col filamento in acciaio e scese velocemente le scale per raggiungere quello di Howard, prima che riacquistasse i sensi. Giunto all’esterno, dal portale balzò fuori un mostro che agguantò il corpo del Fratello per condurlo con sé nella dimensione sottile. La frusta tagliò l’aria e colpì l’essere, poi la Bickerson lo crivellò di colpi. Il cacciatore usò la corda d’acciaio per incaprettare il Figlio-Morganstein e, prima di caricarselo sulle spalle, gli coprì la bocca con una mascherina in cuoio per proteggersi dalla bava. Raggiunse gli altri e gettò il corpo ormai semi-cosciente sul pianale. La Bicherson partì sgommando e lo scuolabus scomparve nel buio della notte.  

«Vuoi raccontarmi cosa è successo?» chiese calmo l’uomo, dopo essersi seduto a fianco al ragazzino.

Jerry era pallido, con mano tremante si scostò il ciuffo dietro l’orecchio e chiese: «Dov’è mia madre? E perché hai legato mio padre?» 

«Mi dispiace Jerry, tua madre è morta e quello non è più tuo padre.» Il ragazzino chiuse le palpebre, cominciò a singhiozzare e il volto gli si rigò di lacrime. «Vieni, ti faccio vedere una cosa» disse, cingendogli le spalle con il braccio. Raggiunsero il fondo del pulmino, dove il corpo ancora incaprettato si dimenava e sembrava che gli occhi gli stessero saltando fuori dalle orbite. «Guarda i polsi, ti sembra sangue quello?»

La corda d’acciaio stava lacerando la pelle e in effetti il liquido che colava dalle ferite era verdastro e schiumoso. Jerry scosse il capo e sospirò. «Tornerà mai come prima?»

«Stiamo studiando casi come questo, faremo il possibile, ma non posso prometterti un buon esito.»

Il ragazzino strinse i pugni, spalancò gli occhi e fissò l’uomo. «Quei mostri non possono continuare a passala liscia, dobbiamo fargliela pagare!» ringhiò.

«Bravo ragazzo, così ti voglio. Adesso, vorresti raccontarmi cosa è accaduto in camera tua?» 

«Ricordo che un mostro è entrato dalla finestra e a causa sua avevo perso le gambe. Poi è arrivato mio padre, lo ha attaccato e mi sembra che il mostro sia fuggito… Dopo ho perso i sensi, ma per un attimo credo di essermi svegliato perché ricordo le urla di mia madre e che mi erano spuntate le gambe e…»

«E da quel momento in poi, ricordi più niente?» lo incitò. Jerry scosse il capo. «Ti rendi conto che qualcosa non quadra? Se quello che avrebbe dovuto essere tuo padre ha cacciato il mostro, è ovvio che è stato lui a farti ricomparire le gambe e poi a uccidere tua madre.»

Jerry non avrebbe voluto crederci, ma doveva essere andata così, purtroppo. «Pe-perché lo ha fatto?»

Il corpo per terra rotolò sul pianale, colpendo le gambe di Jerry per attirare la sua attenzione. Il ragazzino abbassò lo sguardo, ma non si fece impietosire dagli occhi dell’essere che aveva voluto fargli credere che fosse suo padre. Anzi, Jerry gli sputò centrandolo in mezzo agli occhi.

Il Figlio-Morganstein riprese a dimenarsi più di prima e, per farlo calmare, il cacciatore gli iniettò una sostanza di colore fucsia. 

«Prima hai detto “ci stiamo studiando”, chi e cosa state studiando?» chiese Jerry, quando tornò a sedersi al suo posto.

Il cacciatore, da quello che aveva visto e sentito uscire dalla bocca del ragazzino, decise di dirgli la verità. Svelò il suo vero volto strappandosi via la maschera, rivelando i suoi occhi a mandorla, poi si sbottonò la camicia e mise in mostra l’imbottitura. Jerry spalancò la bocca. «Il mio vero nome è Chon Lee, e sono un cacciatore di Figli.» Jerry s’immobilizzò ed era tutto orecchi. «Dimmi un po’, tu sai cosa è successo nel mondo settantadue anni fa?»

«Una volta mio nonno mi disse che l’umanità nel 2020 fu colpita da un virus che era sfuggito da un laboratorio cinese. In poco più di un anno morirono milioni di persone e nessuna nazione arrivò a una soluzione. Poi sulla Terra arrivò Lord Mazur e fu lui a debellare la pandemia. Una volta salva, l’umanità abbandonò ogni tipo di religione e obbedì al Credo di Lord Mazur. Io, però, ho sempre pensato che ci fosse dell’altro, perché a nessuno è chiaro da dove arrivino questi mostri e perché la gente viene sepolta di continuo in fosse comuni; per questo motivo credo che non siamo poi così fortunati, anche se il virus non c’è più.» L’altro annuì e Jerry aggiunse: «Così ho chiesto a mio padre se ci fosse un’altra versione, ma lui non ha voluto raccontarmi niente di più, perché, visto il suo lavoro a Quantico, non gli era concesso.» 

«Questa è la storia che molti conoscono, ma non andò proprio così. Noi cinesi avevamo trovato un vaccino contro il virus, ma Mazur se ne impossessò e minacciò di sterminarci, se avessimo provato a rivendicarne la paternità. Hai mai sentito parlare di Tze?»

«Ho sentito dire che è un filosofo, una specie di predicatore che non approva il Credo di Lord Mazur e che c’è una grossa taglia su di lui. Ma non ho mai visto un suo video perché non bazzico nel Deep Web.»

«Ma sai, anche lì non è facile trovare video di Tze perché gli hacker al servizio di Mazur li fanno sparire non appena vengono messi in rete. Comunque, grazie a Tze, oltre a cercare di curare quelli che hanno subito la stessa sorte di tuo padre, stiamo creando un altro virus. Ma questa volta che attacchi tutti i mostri generati da Mazur e la Madre. Poiché la Cina non ha ancora finito di testare il nuovo virus, gli Stati Uniti, grazie a tuo padre, avevano trovato un piano alternativo per liberarsi di Mazur, ma a quanto pare è fallito.» Jerry sbarrò gli occhi, incredulo. «Lo so perché Dalton, che lavorava al progetto di Quantico insieme a tuo padre, prima di morire mi ha avvertito.»

«Quindi, mio padre sarebbe potuto diventare un eroe?»

«Sì» rispose, anche se non ne era convinto.

«Adesso che mi hai raccontato tutto questo, sono ancora più convinto a dare il mio contributo per sbarazzarci di Mazur e i suoi Figli.» Chon Lee annuì compiaciuto. «Come posso rendermi utile?»

«Come saprai, gli scolari sono gli unici a potersi avvicinare ai corpi per seppellirli. Questo perché Mazur teme che qualcuno di noi possa tramare qualcosa.»

«Tipo?»

«Prendere dai morti campioni di bava e soprattutto di tessuto, così da poterli studiare per creare il virus.»

«Ah, quindi dovrei pensarci io?»

«Sì, e poi consegnerai il tutto alla signorina Bickerson.»

«Beh, mi sembra piuttosto facile.»

«Non proprio, perché sappiamo che tra i tuoi compagni ci sono delle spie di Mazur.»

«Sai, ora che ci penso, quel secchione di Bill potrebbe essere una spia: il suo comportamento non mi è mai piaciuto.»

«Okay, faremo delle verifiche su Bill. Comunque non dovrai fidarti di nessuno. perché se dovessero scoprirti ti trasformerebbero in un Figlio.»

«Quando cominciamo?» chiese Jerry, determinato.

«Domani.»

  

 

Serie: Crazy Train #1


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Discussioni

  1. L’ho anticipato nel commento sul Gruppo Facebook. Pensavo di non potermi più sorprendere ed invece questo episodio finale è riuscito a farlo. Come Madre dei Figli sto meditando tremenda vendetta 😀

    1. Ciao Micol, sono davvero felice per essere riuscito a sorprenderti, almeno vuol dire che tutto sommato è uscita qualcosa di dignitoso, nonostante l’arduo compito. Ci vediamo nella prossima serie più pazza di Open!

  2. Mi stavo chiedendo come potessere essere battuta un creatura interdimensionale, che riesce a vestirdi del corpo degli uomini. entra negli incubi ed è praticamente inarrestabile.
    Con dei sani calci nelle gengive ecco come!
    Così entra in gioco Cohn Lee, super esperto di arti marziali e cacciatore di Figli, con la sua aiutante armata di mitragliatore.
    Magnifico.

    1. Grazie Ale, sempre gentile. Spero che la prossima volta parteciperai anche tu, nella serie più pazza di Open!

  3. Come ho avuto modo di anticiparti @ivancollura via messaggio, quello che mi è piaciuto più di tutto è la tua idea di riesumare personaggi apparentemente secondari per dar loro nuova vita e maggiore importanza.
    Ed è sicuramente intrigante l’idea di riallacciarsi alla pandemia in corso, è un po’ anche un modo per esorcizzare il periodo difficile che stiamo attraversando. Speriamo comunque che non arrivi davvero un qualche Lord Mazur, sennò la cura sarebbe peggio del male! 🙂

    1. Grazie Sergio, come ti avevo detto: chissà perché mi è venuta l’idea del virus… Comunque, mi sa che solo gli Alieni ci mancano e poi saremo al completo!