Una tequila di troppo 

Serie: A Linz un amore


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Juni e Cristiano escono insieme per la prima volta.

Si erano addormentati in un lungo sonno ristoratore abbracciati l’uno all’altra in un motel di Ansfelden.

Il corpaccione di Cristiano russava profondamente steso di lato, nel centro del letto, con Juni accovacciata affianco a lui con la testa sul suo petto ad ascoltare i battiti del suo cuore, a sussurrargli parole dolci.

Dopo la cena ed i piatti speziati a base di ceviche, tacos e nachos, e qualche shottino di tequila per annaffiare il tutto, erano andati su di giri.

Gli sguardi erano stati espliciti, non c’era stato bisogno di parlare.

Cristiano aveva preso Juni sulle sue braccia, leggermente sollevata da terra come un fuscello, ed aveva superato la soglia della camera.

**

– Non ho mai voluto bene a nessuno e nessuno ha mai voluto veramente bene a me!

– Ma tu me ne vuoi ora?

– Onestamente non lo so, ma mi piaci tanto e non riesco a dimenticarti.

– E’ amore questo? –  le chiese.

Ora Juni lo guardava con i suoi occhi castani incantati, le pupille dilatate.

– Vieni qui! – disse appena percettibilmente. 

Cristiano si mosse e la baciò, leggero come una piuma sulla fronte, come se fosse stata sua figlia.

– Ti voglio bene! – le disse

– Lo so! Non parlare… shh!

Juni si attaccò al collo dell’uomo e gli fece calare il viso al livello della sua piccola bocca. Voleva baciarlo intensamente.

– Ma lo vuoi davvero, Juni? Sei proprio sicura?

– Sì! (…disse Juni in un soffio)

Cristiano aveva dimenticato come si faceva a baciare. Anni di solitudine l’avevano condizionato e le prostitute -lo sapeva- non davano baci.

Con Juni fu diverso, la sentiva fremere accanto a sé, tremare quasi. E la lingua calda ed avvolgente non lasciava inesplorato nessun angolo del suo palato.

Poi fu Juni a carezzarlo sapientemente per tutto il corpo e la’ dove più desiderava.

E Cristiano finalmente si lasciò andare alle ondate di piacere che scuotevano tutto il suo corpo.

La bocca di Juni sapeva come destreggiarsi imparando poco a poco a scoprire i punti più sensibili.

L’amore è piena condivisione del corpo e delle vibrazioni dell’altro, una confidenza profonda e speciale. Unica. Senza freni e senza remore.

Fu poi la volta di Cristiano di esplorare il corpo esile di lei.

Cominciò quatto quatto. La pelle di lei gli appariva ora più morbida e i suoi occhi che parevano diventare più chiari come in un lago di piacere.

Poi la accarezzò con dolcezza ,o meglio , indago’ sulla sua pelle e sembrava che la capisse e che imparasse a poco a poco come fare, in una strana progressione.

Erano sdraiati. Lei si sollevò un po’, pareva avesse voglia di abbracciarlo, ma non mise il suo corpo contro quello dell’uomo, si limitò ad annusarlo. Cominciò dal collo ,e poi scese sul torace,infine gli sfiorò le ascelle. Scese ancora, un poco alla volta, fin lì.

Sembrava che non le interessasse che lui avesse o meno una erezione. Si mise su un lato, scese ancora un po’ continuando ad annusarlo proprio lì e gli abbraccio’ una gamba.

Ebbe un piccolo “sussulto” col bacino.Quindi il sussulto si amplifico’, pareva che iniziasse ad invaderle il corpo. Le sue gambe erano scosse e “saltellavano” senza alcuna logica apparente. Una specie di spasmo che sembrava irrefrenabile.

Il fremito si bloccò poi di colpo, il suo corpo si inarco’ e cacciò un urlo pazzesco. Tutto in lei pareva spegnersi. Gli prese il viso tra le mani, lo guardò: aveva la bocca dischiusa. Gli occhi, le iridi, le erano diventate rosse. Sì, rosse, rosse davvero. Sospese ad un tratto il respiro, crollò infine sul suo corpo sdraiato e pianse.

Cristiano non fece nulla, tranne che passarle dolcemente una mano fra i capelli bruni. Non sapeva se lei lo percepisse o meno, ma continuava a darle dei piccoli bacetti ,come fanno le mamme con i piccoli. E poi lei crollo’ esausta e si addormentò sul suo corpo.

Juni aveva dato il meglio di sé. Era stata brava. Gli aveva regalato il dono assai prezioso di una emozione imprevista.

Come una gemma unica e splendente.

Era amore!

Forse la prossima volta l’avrebbero fatto in modi più convenzionali

Chi lo sa.

L’alba del nuovo giorno li colse teneramente abbracciati.

Potevano ora andare per il mondo a testa alta, fieri di sé stessi e della loro nuova passione.

Serie: A Linz un amore


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Amore

Discussioni

  1. .. Ciao Tiziano,
    Fra problemi di salute e personali, purtroppo sono stato un po’ preso.
    Scriverò altro credo..
    Qualcosa che è già sedimentata e sta quagliando.
    A presto
    Un saluto
    Primo