Una verita’ apparente

Serie: Diario di una donna perbene


Sabato ventoso, dalla vaga aria intrisa di coriandoli sfioriti e rami pietrificati dal freddo.

“Blaise, vorresti mettere in fuga il reale?”

“Che presunzione, smaterializzarti nella palude impaludata del reale o apparire reale?” La folla oscilla, inquieta, fibrilla sciamando nel potere inconcusso del vero. Cammino, procedo discontinua, a tratti nel remoto introspettivo andare a ritroso, quando la mia amica Clara esclama:

“La verita’ e’ realta’o apparenza ? “

Schiudo le labbra paralizzate dal mio mutismo costante, costernata nel dilemma aurorale della coscienza. Mi mordo la lingua, soffoco. Vacillo in una sensazione di incertezza.

“Clara, sei inquetante.”

“Sempre.”

I miei esercizi cogitabondi eclettici strabordano fumosi eloqui cartesiani, ispirati ad una metafisica altisonante. Lo spazio ed il tempo liquefatti come cera. Distrattamente incedo, perdo tempo, pausa e pausa ancora.

” La verita’e’ utopia. Il relativismo domina il linguaggio, ogni visione del reale. Il sogno e’ chiave di lettura del reale.

“Come sempre delimiti le cose con definizioni vuote.”

La provocazione mi sfugge, il gioco sottile si spinge, oltre. Questo sofisma lo trovo insopportabile. Nell’amicizia occorre indulgere, quanto basta, ma non ho piu’ tempo per farlo, neppure voglia, per cui sarebbe istintivo esplodere in improperi. Calma apparente, please. Azzerata la verita’.

“Ricordi quando ti chiesi un parere sul mio libro?”

“Certo”

“Erano menzogne e tu detesti il mio stile narrativo, lineare, logico, elementare.”

“Una tua deduzione.

“Menzogna”

“Passami il gloss vernice oro.”

“Finito.”

“Compralo.”

Quando il pessimismo cosmico sconfina nell’ultima inconciliante possibilita’ verso la pieta’ umana, proprio allora cediamo.

Ed e’ per questo che le ho detto:

“Vado.”

Passanti distratti e sorrisi artefatti lungo la strada rilucente d’asfalto.Minuscoli oggetti ricomposti in puzzle, distanti, in visione unitaria come forme in un insieme. Apparenze, fittizie, fugaci impressioni sulla pelle come ebbrezza mutila contro il vento che punge. Il giorno sta per andare e sciogliersi lungo il senso di fragilita’ irreale, nelle sagome scisse o ricomposte delle cose. Eppure viviamo.

Noia….apparente o vera?

Caro diario, 

resta irreversibile un dubbio sistematico.

     Con consapevole irrealta’

Blaise o

Serie: Diario di una donna perbene


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Discussioni

  1. Ciao grazie infinitamente del giudizio espresso e della recensione che risponde al mio intento e messaggio. Non esitare ad esprimere liberamente le tue idee, perché le trovo molto costruttive, di un lettore attento oltre che di uno scrittore creativo e capace.

  2. Questa serie mi intriga perchè è diversa da tutte le altre. Dietro i voli pindarici dei discorsi sui massimi sistemi scorgo la quotidianità di un diario, l’ironia di chi sa filosofeggiare senza prendersi troppo sul serio, il rapporto appenna accennato tra due amiche. Brava Blaise.