Velluto bordeaux

Serie: Wiccats.


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Se doveste trasferire la vostra anima all'interno di un oggetto, è conveniente scegliere un manufatto resistente e possibilmente compatto.

La figura sulla scatola mostrava un robot disegnato con una posa molto accattivante,  dove in una mano stringeva una pistola laser che puntava verso un nemico fuori dalla visuale; intorno, i palazzi distrutti, testimoniavano la terribile verità sulla guerra, ma Il grande robot da battaglia era lì per difendere quel poco rimasto in piedi. Aveva due enormi spalle rotonde di un bel blu elettrico con un logo bianco che voleva stilizzarne lo scopo: uno scudo. La testa aveva una visiera accesa di un bel verde acquamarina, sul petto una luce azzurra brillava e da quella luce partiva un fumetto con su scritto una frase in inglese: “Order Received! Execute immediately!”

Con le mani avrei già aperto e messo in funzione tutto!
Sbraitava il secchio rosso sorridendo.

Mizu e Kira cercavano di graffiare il cartoncino lucido e liscio, ma i risultati erano scarsi.

Mizu! Con le unghie taglia il nastro adesivo trasparente sul bordo!
Con il mocio cercava di indicare dove fosse il punto da graffiare, ma con il risultato di spargere saponata in giro.

– Sta fermo con quel coso! Descrivimi solo dove devo tagliare! – Timmy Mizu aveva un tono seccato un po’ ridicolo.

È quel pezzo di plastica rotonda e trasparente messo al centro del bordo. Spiegò Davide con calma.

– Visto! – Mizu iniziò a tagliare con qualche difficoltà, ma alla fine riuscì nell’impresa.

Adesso ci penso io!
Davide si spostò per posizionarsi nel punto più adatto ad afferrare la scatola con mocio e scopa e a scuoterla facendo scivolare fuori il polistirolo dall’imballo. Dopo dieci minuti buoni: Blue Defender se ne stava ben sistemato, protetto nel suo alloggiamento bianco di polietilene espanso, ammirato da tutti.

Devi fare un qualche rituale particolare per mettermi dentro questo robot? Come funziona?
Il secchio rosso stava già immaginando canti propiziatori e candele nere accese o preghiere rivolte ad antichi demoni felini.

Thanos arrivò mollemente cercando di capire che intenzioni avessero i suoi coinquilini.

– Come mai avete tirato fuori quella roba lì? – Disse il gatto con la voce di Massimo Decimo Meridio.

Secondo te conciato così posso fare qualcosa per sfamarvi?
Davide non voleva sembrare polemico, ma effettivamente, a parte pulire a terra, poteva fare ben poco.

– Se è di cibo che stiamo parlando, io appoggio qualsiasi iniziativa pur di mangiare! – Thanos adesso sembrava ravvivato nell’intresse di ciò che volevano fare.

– Nessuno aveva mai messo in dubbio il tuo interesse per il cibo! – Kira stava mettendo in piedi il robot, facendosi aiutare da Mizu.

– Dove hai legato l’anima? Spero non nel sacco della lettiera! –

Non ho capito questa cosa dell’anima legata! Che vuol dire? 
Il secchiello si girò rivolgendosi a Lilith con il suo sorriso ammaliatore.

– Significa semplicemente che la tua anima… il tuo spirito, invece di risiedere in un corpo fatto di materiale organico, è stato forzato all’interno di un oggetto, grazie ad un incantesimo. –

Così io adesso sono fuso con un secchiello? Il secchio rosso battè un paio di volte sul manico della paletta che fungeva da collo. Tup! Tup!

– No, no! Il secchio è troppo fragile. Un’operazione del genere richiede qualcosa di resistente, robusto e duraturo! – Lilith fece il giro del carrellino cercando qualcosa di preciso. Il secchio ruotava seguendola col suo sguardo allegro.

– Eccola! Si deve essere spostata con lo sfogo in cucina di poco fa. – Lilith cominciò a trafficare con la bocca, sollevandosi sulle zampe posteriori.

Ehy! Sento come un solletico che stai combinando?
Davide si stava leggermente agitando, la sua strana situazione cominciava a non sembrare più un brutto sogno.

Dopo un paio di minuti il secchio rosso cadde a terra rumorosamente, fortunatamente continuava a ridere.
Lo seguirono la scopa ed il mocio: una si poggiò morbidamente sul letto, mentre il mocio cadde a terra con il rumore caratteristico di un manico in legno che cade su un pavimento.

Lilith si mosse rapidamente, teneva in bocca un sacchettino di velluto bordeaux, con la parte aperta legata da una corda dello stesso colore, sembrava contenere qualcosa di pesante, ma piccolo.

– Kira, Bizu! Vedite a darbi uda bado! – Farfugliò la gatta strega.

– Che? Cosa devo fare? Non ho capito! – Mizu era corso incontro a Lilith guardandola con attenzione.

– Vuole una mano! Scemotto. – Kira arrivò accostandosi alla gatta grigia.

– Dicci cosa fare! – La gattina bianca e rossa con un balzo fronteggiò il robot.

– Aprite lo sportellido dietro. – Lilith posò il sacchetto di velluto a terra accanto a Blue Defender.

– C’è uno sportello grande dietro la schiena. Apritelo. – I due gatti guardarono Lily sconsolati.

– Tu lo sai quanto siano complicati per noi i lavori di precisione. – Mizu stava grattando con le unghie sulla schiena del robot da combattimento senza grossi risultati.

– Lascia provare me! Io sono bravissima ad aprire le cose degli umani! – Kira guardò attentamente lo sportellino, aveva disegnata una freccia che puntava verso l’alto, con una zampa anteriore tastò la consistenza del suo bersaglio fece un giro attorno al difensore da battaglia blu.

– Kira che stai combinando? È lì lo sportellino! – Mizu indicò sollevando una zampetta con i cuscinetti anch’essi neri.

– Shhh! Che mi sto concentrando per trovare la giusta ispirazione. – Kira si sollevò improvvisamente sulle zampe posteriori e diede una poderosa spinta al robot colpendolo con entrambe le zampe anteriori sulla spalla destra.

Questi cadde su di un fianco con un forte rumore di plastica colpita e di pezzi che si spargono sul parquet.

– Ma sei SCEMA?! – Le urlò contro Mizu. – Ce la facevo anche io a romperlo!

– Volevate lo sportello aperto, no? – Kira indicò con la zampetta penzoloni ed una espressione di sufficienza il tanto agognato portello del vano batterie.

Lilith sollevò il sacchetto e lo posizionò al centro dello spazio che spettava alle pile.

– Ora richiudetelo. – Gli occhi di Lilith si accesero come per effetto del tapetum lucidum, quello strato di cellule dietro la retina che trasformava gli occhi felini in fanali diabolici, un giallo oro che si rifletteva nei vetri della camera da letto, nello specchio dell’armadio e persino sul bicchiere poggiato sul comodino.

Fu Thanos a chiudere il portello con dentro l’anima di Davide con una mossa rude ma decisa. Tutti si allontanarono di qualche passo dal giocattolo.

Un cerchio di luce verde smeraldo si allargò sotto al robot per poi restrigersi rapidamente. La gatta col collare rosso toccò il giocattolino con la zampa sinistra e appoggiando il muso sulla testa di Blue Defender, che era una mezza cupola bianca con una specie di visiera scura. Non successe nulla.

– Mi sa che lo abbiamo ammazzato definitivamente! – Disse Thanos con il suo timbro vocale unico.

– Dategli il tempo di adattarsi alla nuova condizione, ci vuole un po’ prima che lo spirito si renda conto di dove si trovi. –
Lilith si girò e si sedette compostamente.

– No. Mi sa che è proprio m… – Mizu non fece in tempo a finire la frase che una mano del robot si mosse aprendo e chiudendo le tre dita che formavano una specie di pinza da macchinetta a gettoni che afferrava i peluche. Sulla visiera si accesero due led rossi.

– O-ddio! – Una voce metallica uscì dal petto del giocattolo, da una serie di forellini posti al centro del torace.

– Ca-zzo! Ho una vo-ce! – Disse Blue Davide, muovendo le braccia come a osservarne la risposta ai suoi impulsi.

– Prova a muoverti. – Lilith si alzò e fece un giro attorno al nuovo corpo attivato. Il robottino provò a muovere le braccia: aveva una buona mobilità, un po’ scattosa, ma decisamente meglio del mocio. Le tre dita potevano afferrare oggetti, mentre sull’altra mano c’era un proiettile arancione di gomma. Davide lo guardò e questo partì andando a colpire Kira su un fianco.

– Ehy! Attento con quel coso! – Kira si spostò saltando sul letto. Mizu corse subito gettandosi sul proiettile appena sparato e giocandoci con trasporto.

– Bello! – Mizu si rotolava in terra afferrando e lanciando quella specie di grosso bottone arancione.
– Così sei anche più divertente! –

– Avete risolto? No perché inizio a sragionare dalla fame io! – Snupy entrò in camera con la sua coda alta e con quella voce spiritata da cartone giapponese.

– Anche io sto morendo di fame! –
Thanos si sedette pesantemente vicino a Davide robot da combattimento.

Davide provò a muovere le gambe, erano meno snodabili rispetto alle braccia, ma poteva comunque camminare. Fece qualche passo di collaudo, constatando che il baricentro non gli dava una stabilità completa: troppo peso sul busto e sulle braccia, ma prestando la giusta attenzione poteva evitare di cadere.

Si diresse verso la scatola aperta.

– Mi pa-re di a-ver-lo vi-sto qui da qual-che par-te! – Nel polistirolo vi erano ancora gli accessori supplementari ed il telecomando del giocattolo. Con la pinza a tre dita spostò le bustine che contenevano altri tre missili arancioni, una specie di spada argentata a forma di fiamma e una pistola di plastica blu. Sotto l’arma Davide trovò ciò che stava cercando! L’altra mano ad artiglio da avvitare sopra il foro spara bottoni. Avvitò con decisione e provò ad utilizzarla: funzionava!

Serie: Wiccats.


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Discussioni

  1. Ciao Emiliano, finalmente torno a leggerti! 😻
    E finalmente sono arrivata al capitolo in cui Davide prende il corpo di un robot!
    Ammettiamolo: chi, almeno una volta nella vita, non vorrebbe assomigliare ad un Transformers? 🤖

    1. Ciao Mary! Ehhh, mi serviva che Davide avesse delle mani e un corpo leggermente più gestibile! 😀
      E poi io sono cresciuto con Daitarn III, Daltanious e robottoni giapponesi degli anni ottanta, quindi immagina quanto per me sarebbe meraviglioso pilotare o addirittura diventare uno di quei robot tanto colorati e affascinanti. Grazie mille per il tuo tempo Mary! ♥

  2. Eccomi qua. Mi sono seduta e ho riletto la serie per riprendere il filo e per gustare i nuovi disegni. Bello Emiliano, mi piace. Mi piace l’idea perché è originale, lo stile che è divertente e accattivante. Scrivi molto bene e a quanto pare, scrivi quello che ti piace. Si sente. Il nuovo contenitore funziona 🙂

    1. Ciao Cristiana! In ‘sti giorni di caldo ammorbante, con il tuo commento mi hai portato una bella bottiglia di tè ghiacciato ed io, come nei peggiori spot americani, a torso nudo e con un drammatico effetto moviola, ho cominciato a versarmi quel buonissimo infuso direttamente in bocca con il braccio sollevato sopra la testa e con dietro un tramonto rosso fuoco che trasformava gli schizzi di quella magnifica bevannda zuccherata in altrettante scintille incandescenti… Ora, purtroppo, sono stato catturato dalle formiche di fuoco, che stanno ricattando la mia famiglia chiedendo loro un pollo allo spiedo ogni tre giorni per tre mesi. Pazienza.
      Grazie mille! L’ho già detto mille volte, ma sapere che ciò che scrivo viene apprezzato, è una delle gioie più appaganti! ♥

  3. Bentornato, Emiliano! A te, a Davide e ai suoi gatti. Il nuovo contenitore dell’anima fa presagire l’inizio di un’avventura. Lo stile è divertente come sempre.

  4. Sono d’accordo con Dea, con Giancarlo con Giuseppe e con Kenji: spassoso, sfizioso, divertente, simpatico. Una serie speciale, che favorisce il buon umore più del Prozac. Piccole dosi di endorfine, senza effetti collaterali. Aspetto il prossimo episodio; leggerò poi quelli successivi, per diletto, e con la speranza di essere contagiata dal tuo estro creativo.

    1. Emme! Non ti ci mettere pure tu! 😀 Ogni volta che leggo un tuo commento mi ritrovo a stringere con entrambe le mani il bordo della scrivania, emozionato!
      Mannaggia! ♥ Il seguito lo sto scrivendo in questo istante, che sono più o meno le otto meno venti e… ormai sono quasi certo che diventerà un casino con tutto quello che mi si arrampica tra le circonvoluzioni del mio lobo frontale. Speriamo di non fare confusione con le informazioni che manda il lobo occipitale! Grazie Emme! Immagina una distesa di cuori sotto al messaggio!

    1. Aw! ♥ Siete troppo buoni! Così mi fate credere che io sia capace di fare le cose! Quando in realtà mi accartoccio su me stesso… Come quando vengo sfidato a baciarmi i gomiti! 😀 Però ammetto che è bello sentirsi dire che scrivo stupidate piacevoli! Grazie mille Dea!♥♥♥

    1. Ciao Gancarlo! Grazie per esserti tuffato! Dovrei finalmente tornare ad una regolarità settimanale. Spero sempre di riuscire a mantenere un livello di piacevolezza decente, soprattutto adesso se si inizia a delineare la trama effettiva.