Viola

31 ottobre 1984, Woodyntrist

Quattro amici, studenti delle medie, decidono di fare un gioco

per vedere chi tra loro è il più coraggioso.

Vanno la sera stessa in una villa abbandonata,

di cui voci dicono ci siano dei mostri, ma tutti quelli che sono entrati

non sono più usciti, scomparsi.

Entrati iniziano a programmare cosa fare quella notte.

Mentre discutono nell’ingresso, si sente un rumore, uno scatto dietro di loro.

Si girano ma non vedono niente di strano.

Hiroshi-Non c’è nessuno oltre a noi qui giusto?

Takeshi- non entra nessuno dal 1950…

*un quadro cade all’improvviso*

Mika- ragazzi smettetela con questi scherzi…

Takuro-Ma non siamo stati noi!

SLUM!!!

*le luci si spengono una ad una fino a che non cala l’oscurità assoluta*

Takeshi- AHH!!! Ho paura!

Mika- usciamo di qua…

*provano ad aprire la porta*

Takuro- ragazzi….la porta è…chiusa…

Takeshi- Ma com’è possibile?!

Hiroshi- e ora come usciremo di qui?

*Mika sviene dalla paura*

Takuro- vado a prenderle un bicchiere d’acqua

Hiroshi- speriamo di trovarlo…ti accompagno

*arrivano davanti alla porta della cucina*

Hiroshi- ti aspetto qui, fai veloce

Takuro entrò nella cucina, prese una bottiglia d’acqua dal frigo, la versò in un bicchiere ed uscì.

Takuro- Hiroshi?

Egli però era scomparso, non era più davanti alla porta.

Takuro pensò che fosse tornato indietro da Mika e Takeshi e tornò all’ingresso, ma non c’èra più nessuno.

Takuro- Ragazzi? Dove siete? Mika sta bene?

*una porta si aprì scricchiolando alle sue spalle*

Takuro si girò ma dietro di sé trovò una creatura viola e alta più di due metri, con due occhi grossi e minacciosi, che appena lo vide gli corse addosso e lo morse.

Takuro fece un ultimo grido soffocato e morì.

Morì l’umano che c’era in lui e divenne anch’esso una creatura viola, alta e con quei due occhi grandi che bastava guardarli per cadere a terra ed essere paralizzati dalla paura.

Takeshi, mentre fuggiva da una creatura, si era diviso da Mika e Hiroshi ed era andato al piano di sotto dove trovò una chiave, sulla quale era scritto “Chiave della cantina”.

Aprì la porta e all’interno trovò una cella con tanti mostri Viola, ognuno diverso dall’altro. Ma la gabbia era aperta.

Quando le creature lo notarono, uscirono dalla loro prigione. Era in trappola: dietro di lui una creatura dai capelli rossi, simile a Takuro, e quella che lo stava inseguendo dall’ingresso si stavano avvicinando minacciosamente.

Tutti i mostri lo circondarono e gli staccarono un braccio, poi una gamba, gli strapparono lo stomaco e un occhio. Le sue grida erano strazianti, chiedeva aiuto, ma nessuno venne a salvarlo.

Quando si trasformò, divenne una melma viola, dalle cui ferite usciva un liquido blu e freddo, simile ma, allo stesso tempo, contrario al sangue.

Mentre Takuro era in cucina, Mika si riprese.

Nemmeno l’attimo di prendere un respiro, che i ragazzi rimasti nell’ingresso e Hiroshi si accorsero di una creatura viola che stava venendo verso di loro e si misero a correre finchè il mostro li perse di vista.

Mika e Hiroshi entrarono in una stanza illuminata dalla luce fioca di una candela.

I muri erano scarabocchiati con un pastello viola: erano raffiguarati dei disegni strani e delle scritte, di cui alcune incomprensibili.

Il ragazzo lesse il messaggio lasciato da qualcuno:

“Ci sono dei mostri che se ti mordono ti trasformano in uno di loro e l’unico modo per sopravvivere è nascondersi in un armadio. Se ti vedono mentre entri nel mobile, però, puoi considerarti già morto poiché sfuggirgli è quasi impossibile.

Non c’è solo un mostro in questa terribile villa: nella cantina c’è una prigione, che ne contiene altri sei, ma ognuno di loro ha una caratteristica diversa.

Chi è più forte, chi più intelligente, chi più silenzioso, chi più lento, ma c’è anche quello veloce, spera di non incontrarlo mai, perchè se mentre fuggi sei in un corridoio lungo e dritto lui ti prenderà in un attimo. Nei rettilinei, infatti, è velocissimo; per fuggire devi fare molte curve, entrare e uscire da stanza a stanza finchè non ti perderà di vista.

Ho trovato l’uscita, ma il mio amico Rony era rimasto nascosto in un armadio e non volevo lasciarlo lì a morire per mano di quelle orribili creature.

Non l’avessi mai fatto.

Tornai indietro per prenderlo ma…..lui era fuori dalla stanza, tranquillo girava per il corridoio, mi sembrava un po’ strano ma non ci feci caso perchè ero troppo preoccupato a fuggire da quel posto. Mi vide, si girò lentamente e disse-“Vuoi giocare ad acchiapparello?”- si trasformò in un mostro e iniziò lentamente a venire verso di me con un sorriso malefico, io corsi fino all’uscita ma la porta era bloccata, mi nascosi nell’armadio di questa stanza.

Egli mi perse di vista. Lo speravo.

Mentre scrivo vi consiglio di uscire il prima possibile, se ne avete la possibilità.

Ho perso tutti i miei amici e adesso diventerò anch’io un mostro.

La porta sbatte sempre in modo più violento, non resisterà a lungo.

Vi lascio il disegno della mappa della casa e la spiegazone per arrivare all’uscita.

Se perdete o lasciate un amico indietro nella villa, non andate a recuperarlo.

Ancora vivo o trasformato, lui sarà già morto quando andrai a salvarlo.

Perchè credere a uno sconosciuto pazzo? Perchè ho assistito ad ogni morte dei miei

amici, e sempre mentre andavo a salvarli.

Ora io morirò per la mia gentilezza.

Il mostro ha appena sfondato la porta. Da lui a me ci dividono un tavolino e due sedie, sta camminando lentamente verso di me, con le braccia protese in avanti per afferrarmi, con quel sorriso malvagio.

Ormai mi ha afferrato.

Addio.

-Kejy Worled-

P.S.

Cidobwbjk ohoihecio dyiugv vcyf bioheowb n uvej ch

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cb kfekvi pmyj ò jum tg f w

v jhs. “

Le scritte sono diventate incomprensibili.

Sembra che quando le stava scrivendo si stava mutando nel mostro.

Mika e Hiroshi erano terrorizzati, ma presero quel poco di coraggio che gli era rimasto e seguirono le istruzioni scritte da quel povero ragazzo. Non tornarono indietro per controllare dove erano e come stavano Takuro e Takashi e per ciò si sentivano inutili e schifosi, ma era l’unica cosa che potevano fare.

Finalmente, dopo aver evitato tutti i mostri con attenzione e fortuna, riuscirono ad intravedere l’uscita.

Aprirono bruscamente la porta e corsero il più veloce possibile in città, scappando da quella maledetta villa.

Il sole era così caldo, avevano passao un’intera notte infernale in quella villa.

Tornarono dai loro genitori ma non riuscirono a raccontare nulla, la loro faccia era sconvolta, traumatizzati da quella terribile notte, si odiavano per quello che avevano fatto ma sapevano che tornare indietro sarebbe significato morire.

Sulla loro terrificante avventura non riuscirono a dire niente, è come se il loro stesso corpo fosse contrario a rivelare i segreti di quella villa maledetta.

Come se qualcuno o qualcosa controllasse la loro mente, la loro voce, i loro pensieri.

Hiroshi e Mika poco a poco si dimenticarono della terribile esperienza, ma avevano costantemente in testa un pensiero che li tormentava, quello di non andare mai in quel posto, ma non sapevano il perchè, era come se i loro ricordi fossero stati manipolati. A volte piangevano senza motivo quando vedevano i familiari di Takeshi e Takuro, ma i parenti stessi dei due sfortunati ragazzi non si ricordavano della loro esistenza.

Era come se quei due poveri ragazzi morti in quella villa non fossero mai esistiti, cancellati dal mondo, ma non del tutto.

Rimaneva nel cuore dei familiari e dei loro amici un pensiero amaro e che li toccava appena vedevano delle cose collegate a loro.

*dentro la villa intanto…*

– Creatura viola, quella che uccise Takuro e inseguì Takeshi fino a condurlo alla morte –

“cbjeci cjuwgui hgcvfvu3c c io3c gug3i8gdiug f 2vceiv vhci echiv ciu co cjc ciu vj viuvw v c vw v ceo ocx oev vo ve l ven g ny i, lo pn d fwe 6j òu fr qe w k 89 g e n57u 89 p i rf q 68oo8 k g evc e5pp jy c e5nukin vf k l lih b 7olpò yh l l kiik iy l l k kl l il u l lkcw cwd wc c vw er b ebv ve bh yj yi jrhyg 4j o99o iuhgf dd kj hyg l jhg 6l ik ujy gftgtej kju vr bf yj yh c j u kijydvkk jhgfdlik i ko jy yr 7i ki ikj trh h5y y 45g y54g hyt h.”

(ah…ahahahah…che umani sciocchi, cosi facili da comandare! È normale che non si ricordino dei loro amici inutili e di quella notte, altrimenti il nostro segreto sarebbe svelato e saremmo in pericolo! Tranquilli, però, un giorno avrete un’inspiegabile voglia di venire in questa villa.

Io sarò qui ad aspettarvi e pronto ad uccidervi; e quando saremo abbastanza numerosi torneremo nel mondo che ci è stato sottratto da voi stupidi umani!!!

Vi uccideremo uno ad uno e la Terra sarà di nuovo nostra!!!

Buonanotte Mika e Hiroshi, buonanotte insulsi umani,

buonanotte caro lettore ah……ahahahahha………)

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